Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Bentornata Annalena

15/02/2010

Spassosissimo (certo, non lo direi se la polmonite l’avessi presa io…) pezzo di una delle nostre penne preferite.

"La sera prima della Grande Malattia Da Romanzo si stava amabilmente litigando al ristorante riguardo alle vacanze estive: io minacciavo la fuga, il suicidio, lo sciopero della sete, il voto a Emma Bonino all’idea di rimettere piede nell’orribile luogo di villeggiatura dell’anno scorso, quello per gente con prole nana, lui sosteneva che non esistono alternative (in seguito la lite è servita, ma con scarsi risultati, nell’opera di colpevolizzazione: “Hai visto, a dirmi quelle cattiverie mi hai fatto venire la polmonite”, o anche: “Ecco, per la tristezza e per la mancanza di prospettive il mio sistema immunitario ha ceduto di schianto”). Scontentezza, paragoni con scintillanti vite altrui: “Hai idea di quanto si diverte Alexander McQueen? Come chi è? Insomma di certo anche Guido Bertolaso fa una vita più festaiola della nostra, nonostante quel fastidioso mal di schiena”. Poi febbre alta che non scende, abbaglio-influenza (non leggerò mai più idioti articoli di giornale con l’elenco dei sintomi e della durata della suina, ma ogni volta andrò a intasare le file dei pronto soccorsi gridando: fatemi una lastra), infine la decisione sofferta di andare, prima volta nella vita tranne i parti (non i party, caro resto del mondo che se la spassa, solo brevi degenze in cui sono nati due piccoli cosi), in ospedale. Non so che faccia avessi, ma ancora prima di varcare la soglia del pronto soccorso c’era un tizio che mi correva incontro con una sedia a rotelle: ridicolo tentativo di rifiutarla sdegnata e crollo strutturale prima di finire in “emergenze”. Anche lì, l’umiliazione di essere quella con la vita più piatta: elencavo sintomi piccolo borghesi, mi mettevano l’ossigeno e una flebo, dicevo che boh, magari era un virus portato a casa dall’asilo, mio marito telefonava ai miei genitori e alla baby sitter mentre accanto a me una luccicante, truccatissima signora in barella (non credo fosse proprio una femmina in realtà) raccontava quanto whisky aveva bevuto la sera prima e quanto beveva di solito, con il supporto morale di un uomo incravattato e imbarazzato, in piedi accanto a lei. Le chiedevano: solo whisky, nient’altro? Nonostante la curiosità morbosa, l’insufficienza respiratoria acuta mi ha impedito di origliare la risposta, non ho potuto nemmeno girare un video a scopo di ricatto perché il telefonino interferiva con i monitor del battito cardiaco. Insomma, persino a rischio rianimazione la solita noia: mi hanno chiesto se tornavo da qualche aeroporto, da un luogo esotico e infetto, ho risposto: “Vale un viaggio a Parigi di quattro anni fa?”, allora il medico del pronto soccorso ha detto, leggendo la mia carta d’identità: “D’ora in poi voglio solo pazienti di Ferrara” “Perché?” “Perché lei non fa scene, sta malissimo eppure si comporta normalmente, non succede mai”. Nemmeno il brivido di una bella sceneggiata, uno svenimento, allucinazioni, niente, solo l’inspiegabile infatuazione del dottore, che con eccesso di zelo mi prendeva la mano e credendo che non sentissi elencava a mio marito le percentuali di morte nel mio stato, sperando forse che decidesse modernamente di staccarmi la spina subito e mi abbandonasse lì con lui. Poi la diagnosi: “Polmonite coi contro, come si dice a Roma”, un ricovero coi contro, sabati sera a guardare “Ballando con le stelle” (“Milly Carlucci è sempre una gran signora”, ha detto la mia infermiera preferita). Volevo un’avventura, una novità, qualcosa da ricordare? Ecco qua, cretina, orasmettila di lamentarti."

da Annalena                                                                                                      © 2009 – FOGLIO QUOTIDIANO

Sempiterni ringraziamenti al Foglio.

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J.D. Salinger (1-1-1919 – 28-1-2010)

28/01/2010

 I Balordi ringraziano quanti vorranno unirsi nel ricordo.

salinger

Nulla di grave, signor Commissario

03/12/2009

Nulla di grave, signor CommissarioDue parole sulle tanto attese nomine del Presidente del Consiglio dell’Unione Europea e del cosiddetto "Ministro degli Esteri" UE. Non tanto per sottolineare quanto siano state deludenti o per recriminare sulla mancata vittoria di D’Alema (che avrebbe avuto tutte le carte in regola per quel posto), quanto per analizzare la questione nel suo complesso, con il pezzo mancante delle nomine alla Commissione Europea.
Ricapitoliamo. Gli Inglesi propongono Tony Blair come Presidente del Consiglio UE. Sulle prime, sembra l’uovo di colombo. Personalità autorevole, proveniente da un grande Paese, con un sacco di tempo libero. Ma qualcosa va storto. Affiorano dubbi sull’europeismo di Londra (tradizionalmente scarso), sulla gestione del dossier Iraq da parte di Tony, sul fatto che il Partito Popolare Europeo rivendica per sé quel posto (i Laburisti inglesi fanno parte del PSE).Così Blair viene impallinato. Gli Inglesi non si rassegnano: Blair non va bene? Allora chiediamo il posto di Alto Rappresentante per la Politica Estera. Ci sarebbe David Miliband, giovane, autorevole, attuale Ministro degli Esteri. Contemporaneamente il gruppo parlamentare del PSE dice che D’Alema è il suo candidato.
Risultato? Miliband dice che il posto non gli interessa. Vuole fare il leader dei Laburisti dopo le prossime elezioni (che Brown molto probabilmente perderà). Via libera per D’Alema allora? Macché. Non si può lasciare Londra a mani vuote, si sussurra a Bruxelles. E poi D’Alema è "ingombrante". Quindi: alla Presidenza viene nominato il belga Van Rompuy, Primo Ministro da pochi mesi e con scarsa esperienza politica, appartenente al PPE. Alla poltrona di Alto Rappresentante arriva la Baronessa Ashton, inglese, attuale Commissario al Commercio UE, nel curriculum un posto da Sottosegretario in passato e nulla più. Due personalità non proprio di prestigio, di esperienza e autorevolezza. Ma qualcuno li difende. "Sono due eccellenti mediatori", si dice. "Sono due persone serie, due professionisti", si impuntano altri. "Due ottimi tecnici", insiste qualcun altro.
Ma chi è questo qualcuno? Semplice. Francesi e Tedeschi. Non è strano che i due Paesi più importanti dell’UE non siano entrati nella mischia per le due posizioni "più importanti d’Europa"? Niente affatto. Perché i Francesi sono liberi di prendersi il posto di Commissario al Mercato Interno, competente anche per la regolazione dei mercati finanziari – importantissima dopo una crisi come questa – ed i Tedeschi possono sedersi sulla poltrona di Commissario per l’Energia, strategica per Berlino considerati i progetti di gasdotti da realizzare con Mosca.
La Germania è inoltre libera di ambire al posto di Governatore della Banca Centrale Europea, fondamentale per il mantenimento della stabilità monetaria dell’Area Euro in tempi di crisi.
Così, gli Inglesi sono terrorizzati dall’idea che un francese possa decidere delle regole della City e cominciano a chiedersi cosa farsene del posto di Ministro degli Esteri UE (cui peraltro alcune competenze sono state tolte), l’Europa avrà ai vertici due incognite e Barroso rimane, felice e contento, di fatto l’unico punto di riferimento "comunitario". Ma il risultato più chiaro è che l’Europa è e resta solidamente intergovernativa. Sono e saranno i Governi a decidere. In particolare, sono Francia e Germania a menare le danze. 
Allegri. Ci chiedevamo dove fosse finito il "motore franco-tedesco" dell’Europa? Eccolo. Tirato a lucido e pronto a ruggire.
Tanto la benzina ce la mettono gli altri.

Un altro Nobel dato a cazzo…

10/10/2009
‘FOR WHAT’?

Thanks to drudgereport.com.

I Radiohead e Vasco Rossi

25/09/2009

Non ci sono parole.
Cioè. A me, i Radiohead sono stati sempre lievemente sul cazzo ma addirittura a meritarsi una tragedia simile.
Poveri.

Grazie a Inkiostro.

Annamo bene…

12/05/2009

"Ma Roma è zona sismica?"

"Ma che stai a dì!?! Ma che non lo sai che Roma è vuota sotto? E’ tutta de tufo…"

NESSUN DANNO

Scossa di terremoto a Roma,
Epicentro a Castel Sant’Angelo

Il movimento tellurico, avvertito anche a Ciampino
e ai Castelli Romani, è stato registrato alle 14.44

 

Castel Sant'Angelo (Ansa)
Castel Sant’Angelo (Ansa)

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.1 è stata registrata dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 14.44 in provincia di Roma. I comuni più vicini all’epicentro, rende noto il Dipartimento della Protezione Civile, sarebbero Roma, Ciampino, Tor Lupara e Frascati. Tuttavia, riportando i dati dell’Istituto nazionale di vulcanologia sulle mappe satellitari, l’epicentro del sisma risulta nel pieno cuore di Roma, più precisamente nei giardini di Castel Sant’Angelo. Dalle prime verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del Dipartimento non risultano al momento danni a persone o cose.

PICCOLE FAGLIE IN CITTA’ – «Sono stupita della localizzazione – dice Patrizia Tosi, sismologa dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – che io sappia lì sotto non ci sono teoricamente faglie in quell’area. Tuttavia è evidente che se l’epicentro è lì, alla profondità di 10 chilometri, qualcosa ci dev’essere. Certo che, in una città come Roma, anche se ci fossero faglie in centro sarebbe difficile trovarle perchè i segni in superficie sono confusi e coperti da stratificazioni edilizie». La sismicità diffusa, «con questi piccoli terremoti c’è sempre – spiegano all’Ingv -, ma andranno verificati i dati perché da un po’ di giorni molte persone telefonano segnalando di avvertire tremori a Roma: probabilmente delle piccole scosse ci sono state». Nella mappa dei risentimenti già pubblicata su internet la scossa delle 14.44 è stata avvertita dalla popolazione come 3-4 grado.

SCOSSA A PISA – In serata, poi, un’altra scossa di terremoto di magnitudo 2.6 si è verificata in provincia di Pisa. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione civile, precisando che non risultano danni a persone o cose. Le località prossime all’epicentro sono Santa Luce, Orciano Pisano e Lorenzana.

Solo 76 anni fa

30/01/2009

30 Gennaio 1933

hindenburg

L’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo anno…. 90 anni dopo

11/11/2008

TrinceaNovant’anni sono passati dall’INUTILE STRAGE, e oggi ancora ci affascina, non l’abbiamo capita. Non abbiamo capito come la fiducia smodata dell’uomo positivista del primo decennio del XX secolo abbia prodotto il più folle massacro di persone mai concepito, esseri umani inviati a fare carne da macello in sperdute trincee, immersi nel fango, sporchi all’inverosimile, annullati nella loro dignità personale. La summa di quella follia fu proprio l’ultimo giorno: c’era tutto. Il ricorrere a un simbolismo inutile nel ripetersi ossessivo del numero undici, l’incapacità di comprendere che la pace non è solo l’assenza di combattimenti militari, ma la volontà di costruire qualcosa di comune che abbia la capacità di superare gli odii generati dal conflitto armato. Invece, proprio nel modo nel quale fu gestito quell’undici undici undici, erano già presenti i germi di tutti i massacri e gli olocausti che avrebbero insaguinato l’Europa e il Mondo nel quarto di secolo seguente: comandanti inetti, tronfi del loro potere che hanno continuato, con sempre maggiore livore, a considerare i soldati numeri e fabbriche di utilità; l’odio verso il nemico accresciuto anzichè ridotto per evitare che la tragedia si ripetesse ancora. Inutile raccontare cosa avvenne negli anni successivi in Europa, coi totalitarismi che avvelenarono le società, col sangue che scorse a fiumi. Invece vorrei ricordare cosa fu quell’undici Novembre. Fu il giorno nel quale ci fu il numero maggiore di morti in tutta la Grande Guerra, fu il giorno nel quale interi battaglioni furono lanciati alla conquista di terre devastate da anni di combattimenti, con la popolazione civile, stremata e terrorizzata, che veniva trattata ancora da nemica. Fu il trionfo del formalismo borghese del Novecento applicato alla guerra e alla distruzione di massa, fu l’incapacità di una delle peggiori classi dirigenti della storia europea e mondiale di capire come si pongono le basi della pace. Le conseguenze non sarebbero potute non essere drammatiche, ma, come avviene nelle grandi tragedie, furono anche foriere di grande slancio intellettuale: nuove e prodigiose invenzioni avrebbero fatto accrescere la qualità di vita dell’umanità, nel fango delle trincee persone semianalfabete impararono a scrivere lettere e diari, diventando, nella loro capacità di scrutare all’interno dell’inferno nel e col quale vivevano, tra i più grandi uomini di lettere della storia; il capire l’indispensabilità di ciascuno regalò una nuova coscienza e di classe e soggettiva anche al più umile dei fanti, gettando le basi ideologiche e ideali di un egualitarismo non più solamente formale, ma che avrebbe portato intere società alla conquista di nuovi diritti e quindi alla democrazia. Oggi che il XX secolo è finito, oggi che sono passati quasi vent’anni anche dalla fine del "Secolo Breve" cosa rimane di quell’Undici Novembre? A prima vista nulla, ma dobbiamo cominciare a leggere quegli eventi non come fossero le Guerre Puniche, ma come la base ideale per costruire un nuova e vera Europa. Personalmente ritengo, sia pure a 90 anni di distanza, la distruzione dell’Impero Austriaco una delle più grandi disgrazie che si siano abbattute sull’Europa del XX  secolo: la presenza di una struttura capace di assorbire i nazionalismi attraverso una "confederazione" nel centro del Vecchio Continente avrebbe permesso a molte persone di vivere un po’ meglio. Dato che, però, l’Impero Austriaco non tornerà, l’occasione per costruire la pace in Europa, per esportarla al resto del Mondo, ce l’abbiamo, e si chiama "Unione Europea": basta patti bilaterali, rafforziamo questa benedetta Unione Europea, e dedichiamo all’ Unione Europea l’Undici Novembre, non per celebrare la vittoria di un esercito, ma per far diventare questo giorno il giorno dell’Europa che rifiuta il nazionalismo.

28 settembre 1938, capitolazione di Varsavia

28/09/2008

polonia21"Boniek è un grandissimo giocatore ma ha le caratteristiche del suo paese, si diceva, all’inizio della Guerra, solo i Polacchi e i Finlandesi hanno caricato a cavallo i carrarmati tedeschi, ma i polacchi credevano di vincere…"   

                              – Gianni Agnelli, 1984
                                                                                                                                   

E’ la finie del mondo!

09/09/2008
Domani, 10 Settembre 2008, inizierà un mega esperimento che si propone l’obiettivo di riprodurre le condizioni al momento del Big Bang….molti dicono che, qualora l’esperimento dovesse uscire di controllo, si potrebbe innescare una reazione a catena di buchi neri che porterebbero alla fine del Mondo, nel giro di quattro anni. Alcuni scienziati hanno chiesto, senza successo, che la corte europea dei diritti dell’uomo stoppasse quest’esperimento, mentre i fautori sostengono che non ci sia alcun rischio: non ho la benchè minima conoscenza per stabilire chi possa avere ragione, fatto sta che potrebbe essere iniziato il conto alla rovescia. Cosa succederà non lo sò, ma ci fu chi già riuscì a vedere la fine del Mondo, anzi l’Apocalisse: "Er giorno der Giudizzio!"

Quattro angioloni cole tromme in bocca
se metteranno uno pe cantone
a sonà: poi co tanto de vocione
cominceranno a dí: " Fora a chi tocca".
 
Allora vierà su una filastrocca
de schertri da la terra a pecorone,
pe ripijà figura de perzone,Esperimento Ginevra 2008
come purcini attorno de la biocca.
 
E sta biocca saà Dio benedetto,
che ne farà du’ parte, bianca e nera:
una pe annà in cantina, una sur tetto.
 
All’urtimo uscirà ’na sonajera
d’angioli, e, come si s’annassi a letto
smorzeranno li lumi, e bona sera.

Grazie Giuseppe Gioacchino Belli!