Archive for the ‘mondiali 2006’ Category

9 luglio 2006 – un anno da campioni

09/07/2007

Un anno fa vincevamo i Mondiali.

In questi giorni è un tripudio di vecchie videocassette, dvd o articoli di giornale conservati. O di file di you tube divenuti storici.

Per non dimenticare quella gioia, eccone un paio. Marish ha pronta un’altra sorpresina.

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Italia-Francia 6-4

19/07/2006

L’Italia è per la quarta volta Campione del Mondo!

Citando il compianto Dino Viola, noi tifosi rischiavamo di rimanere prigionieri di un sogno, il sogno di non riuscire a farcela ancora una volta!

Ma poi ce l’abbiamo fatta, proprio quando sembrava che tutto si stesse apparecchiando affinché la spedizione in Germania finisse con l’ennesima figura come l’Inghilterra o l’Argentina, squadre più di nome che di sostanza: il patrio football è sconvolto dal più grande scandalo che mai lo abbia colpito; sul c.t. gravava (e tuttora grava) il sospetto di convocazioni fatte per favorire la Gea del figlio, molti giocatori militavano all’inizio dell’avventura in squadre delle quali non si conosce nemmeno la categoria di appartenenza per la prossima stagione: insomma c’erano TUTTI gli ingredienti perché la spedizione finisse gambe all’aria.

Ma NON è andata così….

Comunque riteniamo che, a una decina di giorni di distanza, sia giusto analizzare la cosa sotto un punto di vista meno tifoso e più razionale: Zidane la capocciata dalla a tua sorella…..tanto ormai ne hai di tempo. Sei un ex giocatore!!!

E sei pure arrivato secondo, alla facciaccia tua e di quell’altro str…censured… di Platini…..quello che poteva essere giusto amico di Agnelli! Magari un giorno diventerà pure amico di Lapo Ellkan, così la sera si divertono Zidane, Platini e Lapo, in compagnia di "Patrizia" e le "amiche" sue…con tanta neve pur non essendo inverno!!

Dunque, dopo questa lucida e razionale analisi non da tifoso, ricominciamo a scrivere della finale: una cosa assurda e vergognosa; la Francia ci ha letteralmente asfaltati, come già fece con la Spagna e il Brasile, e come avrebbe potuto fare anche col Portogallo, se fosse stato necessario….ci ha asfaltati, ma purtroppo ha dimenticato la betoniera nel cervello di Zidane e la coppa ce la siamo portata a casa noi: tiè e, come si dice a Roma, pija e porta a casa!!!

Adesso i giornalisti rinverdiranno l’elenco delle coincidenze: non più come il 1982, ma come il 2006. In tutto ciò c’è una sola coincidenza che ci auguriamo si ripeta ad ogni mondiale: la Juventus in B a meno 30!! Se servisse per vincere un altro mondiale, per sentire Caressa che urla come un ossesso "Abbracciamoci e vogliamoci tanto bene" (secondo noi prova un’attrazione fisica per Bergomi e ne ha approfittato per dare sfogo alle sue pulsioni, con la scusa del mondiale….se lo avesse vinto il Togo si sarebbe dipinto la faccia di nero?), per sentire un commentatore RAI che bestemmia in diretta (nessuno lo ha sottolineato, ma andatevi a risentire il commento di Civoli al goal di Grosso contro la Germania….), per riempire Roma anche mettendoci i tifosi della Lazio credo che possa valere la pena: Juventus in B a meno 30, Italia che vince la Coppa, credo che il movimento calcistico nazionale non potrebbe che trarne giovamento.

Fatte le prove generali di festeggiamento, e sono venute benone, devo dire che adesso aspettiamo le sentenze definitive e potremo mettere in pratica quello che abbiamo provato la sera del 9 Luglio 2006: coraggio Sandulli, anche se sei tifoso di una delle squadre coinvolte, c’è un’Italia pronta a scendere in piazza ancora, questa volta per festeggiare sul serio!!!

 

PS: Vi proponiamo un giochino Carosio, Martellini, Pizzul, Civoli…. Chi è l’intruso?

 

 

 

Risposta: Pizzul, l’unico speaker della nazionale a non aver MAI potuto commentare una vittoria

….evitiamo commenti!

Totti in cima al mondo (Campioni del mondo campioni del mondo campioni del mondo campioni del mondo)

Un balordo ai Mondiali – parte II. Sua Maestà

15/07/2006

Nel 1982 ero piccolo. Ma non mi sfuggiva l’impresa che avevano compiuto gli Azzurri. Avevo intuito che Zoff, Cabrini, Scirea, Tardelli, Conti, Rossi, etc. avevano fatto qualcosa di disumano battendo di seguito l’Argentina di Maradona, il Brasile forse più forte di sempre dopo quello di Pelé (Zico, Falcao, Socrates, Cerezo, Junior, Eder, etc.), la Polonia di Boniek e la Germania di Rummenigge. Che quelli erano squadroni me lo dicevano le figurine Panini dell’album di Spagna ’82, i titoli dei nostri giornali prima delle partite, ma soprattutto lo scetticismo sulle nostre possibilità dei grandi che "conoscevano l’argomento calcio".

Quando vincemmo, capii cosa avevamo fatto. Dovevo però capire perché lo avevamo fatto. Come eravamo riusciti a mettere in fila quelle armate semi-invincibili di campioni che anelavamo di comprare al più presto e a qualsiasi prezzo? Non solo. Come avevamo fatto a vincere giocando meglio di loro? Essendo piccolo, chiesi lumi a chi ne sapeva più di me. A mio padre. Che mi diede una risposta semplice e disarmante: "Per tigna!". Lui sosteneva – e sostiene tuttora – che la "tigna" sia uno degli elementi fondanti del nostro carattere nazionale. La "tigna" è quel sentimento indecifrabile che affiora quando ritieni di essere sottovalutato (o eccessivamente sottovalutato), quando ritieni di essere oggetto di un accanimento ingiustificato, di essere considerato un capro espiatorio. In quel preciso istante scatta la voglia di dimostrare che tu, solo e soltanto tu, hai ragione e gli altri, tutti gli altri, hanno torto.

Non è vendetta. Noi italiani non siamo capaci di vere e proprie vendette. O almeno non fino in fondo. Tendiamo a dimenticare, a smussare, a prediligere l’aspetto ludico della vita, non quello cupo e fosco della caccia al nemico. Ma c’è un nocciolo duro alla fine della polpa gustosa del nostro carattere, che ci fa capire – quando sembra troppo tardi – quando è il momento di dimostrare effettivamente di cosa siamo capaci. Questo è quello che deve essere accaduto più o meno quando gli uomini di Bearzot vennero massacrati dalla stampa nazionale ed internazionale, dai tifosi e dagli addetti ai lavori (Pelé, Cruyff, Beckenbauer , etc.) per il gioco modesto espresso nelle prime partite del Mundial, per l’assenza di carattere dei giocatori, per lo scandalo del calcio-scommesse che poco prima aveva colpito il nostro calcio, persino per i presunti gusti sessuali di alcuni azzurri.

Questa è la vera analogia con il Mondiale del 2006. Ventitre ragazzi sono stati sì incoraggiati e sostenuti, ma non c’era articolo prima e durante il Mondiale in cui non si facesse riferimento allo scandalo del nostro calcio con nemeno tanto velate critiche a Lippi e Cannavaro. Qualche opinionista li ha definiti "volgari" e "tamarri", viziati bambini miliardari sempre a caccia di veline e letterine con cui sfogare i più bassi istinti sessuali ed ostentare l’innata cafonaggine a base di SUV, Rolex e abiti firmati. E naturalmente i soliti addetti ai lavori (Platini, il solito Beckenbauer) ci hanno criticati per il gioco, per lo stato di salute del nostro sistema calcio. Ma è soprattutto quello che si è letto nei giorni delle partite che ha fatto il resto. La cricifissione di De Rossi, le ironie di Hiddink, le lamentele degli Australiani (persino loro!), l’articolo di Der Spiegel, il boicottaggio della pizza (vuoi mettere con i crauti?), lo snobismo un po’ blasé dei cordialissimi Francesi, la celebrazione anzitempo di "le roi" Zidane e la voglia matta di buona parte del mondo di dargli la Coppa a coronamento di una straordinaria carriera.

Nessuno di loro aveva però fatto i conti con Sua Maestà la Tigna. Questa oscura divinità che si nasconde nei meandri della nostra memoria, pronta a rivelarsi al mondo possedendo i nostri uomini come Apollo possedeva la Pizia. Ed ecco che sotto i suoi colpi cadono ad uno ad uno tutti i detrattori della squadra di Lippi. Marcello e il Capitano erano stati criticati all’inizio? Ora il mister è un genio e Cannavaro è stato semplicemente il più grande. Buffon veniva deriso per il vizietto delle scommesse? Eccolo esaltato miglior portiere del mondo. Beckenbauer diceva che lo scandalo avrebbe inciso sulle nostre prestazioni? Verissimo, ma in positivo. Hiddink diceva che eravamo favoriti come quattro anni fa? La Tigna gli ha messo un "ciuccio" in bocca e lo ha fatto tacere…I Tedeschi dicevano che eravamo una forme di vita parassitaria? E noi abbiamo giocato una partita da veri eroi, una partita che segnerà un’altra generazione, come quella del ’70 e quella dell’82, dimostrando tenacia, forza, resistenza e cattiveria. Le loro doti….E poi i Francesi. Platini non conosceva Grosso? Ora lo conosce. Diceva che li avremmo ribattuti nel 2040? Se vuole vedere quella coppa che lui non ha mai vinto venga a Roma…L’Italia era emotivamente fragile e perdeva ai rigori? Voilà…Li chiamavano cafoni e tamarri? Ecco che per incanto centinaia di migliaia di stimati professionisti urlano, festeggiano e si sbracciano come se non più di loro…

Naturalmente la Tigna da sola non basta. Servono grandi giocatori, tecnica, doti atletiche e un’intelligenza tattica non comune. Tutte qualità di cui disponevamo. La nostra storia parla di quattro mondiali ed un europeo vinti: è la storia di una grandissima scuola calcistica. Ma senza la voglia di dimostrare che siamo meglio di come ci dipingono, che non si devono dimenticare che noi siamo l’Italia, forse non ci sarebbe mai stata quella meravigliosa "processione pagana" che ha accompagnato l’autobus scoperto dei nostri calcatori sul palco del Circo Massimo. Gattuso l’ha detto. "Senza lo scandalo non avremmo vinto". Gli ha fatto eco Buffon. "Non poteva andare sempre male a noi e bene alla Francia". Totti voleva dimostrare di essere capace di soffrire rimettendosi in piedi dopo un infortunio del genere, Pirlo voleva dimostrare di essere decisivo, Cannavaro di non essere il difensore di Moggi, De Rossi e Materazzi di essere grandi calciatori e non picchiatori. Anche per questo abbiamo vinto. Così, per tigna.

P.S.: Monsieur Zidane ha vissuto un addio lievemente traumatico, lasciamolo riposare…In ogni caso, caro Zizou, era proprio necessaria quella sceneggiata da avanspettacolo negli studi di Canal Plus, vestito da reduce della France Libre di De Gaulle? Si ricordi, e se lo ricordino bene tutti i Francesi, cosa diceva Gustave Flaubert…"Il ne faut pas toucher aux idoles, la dorure en reste aux mains"…"Non bisogna toccare gli idoli, la vernice dorata resta sulle mani…"

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Il Pullman degli Azzurri arriva al Circo Massimo

ANDIAMO A BERLINO, BEPPE….

14/07/2006

E’ tornato. Ci mancava.
Ogni tanto forse pizzicare gli idoli fa bene. Agli idoli, naturalmente.
Gli amici, quelli veri, ti ascoltano. E Beppe ci ha ascoltato. Per capire, leggetevi il suo post "Materazzi santo subito" sul suo blog. Scorrendolo, vedrete che il Mondiale – oltre a tutti gli altri benefici effetti – ci ha restituito il Beppe Grillo che conoscevamo. Quello che "festeggiava con il suo commercialista attaccato alle tende del salotto" (come diceva in un suo vecchio sketch criticando il registro catacombale della telecronaca del compianto Martellini).
Beppe, se conosciamo te e noi stessi, presto torneremo ad essere in disaccordo su molte cose. Ma sapere che la tua foia contro il pallone miliardario, la nazionale degli sponsor ed il calcio degli scandali è svanita anche per cinque minuti come un brutto sogno al mattino e che anche tu -come tutti gli italiani in mutande per le strade, noi compresi – ti sei inebriato della gioia che ci ha regalato questa squadra dal "poderoso paio di palle" non può che farci un immenso piacere. E allora…

"Chiudiamo le valige, Beppe…ce ne andiamo a Berlino, Beppe…andiamoci a prendere la Coppa…"
                                                                             Fabio Caressa & Beppe Bergomi, Sky – 4 luglio 2006

Un balordo ai Mondiali – parte I

13/07/2006

E anche questi Mondiali (Campioni del Mondo!) ce li siamo sciacquati dalla palle! È stata un’edizione di discreto valore tecnico e straordinario valore organizzativo (rifatevi gli occhi con che cazzo di stadi i Tedeschi giocheranno l’anno prossimo la Bundesliga  e pensate all’Olimpico…).
Di seguito qualche commento in libertà sulle principali protagoniste, nazionale per nazionale, con rare note di sincera ammirazione in un mare magnum di stucchevole critica (leit-motiv del mondiale 2006 “…non è colpa mia se uno fa di tutto per ripetere gli stessi errori…”):
1. Francia: ha dimostrato, una volta per tutte, di rappresentare il movimento calcistico più forte in circolazione. Ad eccezione del ruolo del portiere (dove quella pippa di Barthez fa un figurone se paragonato ai terrificanti predecessori…) in ogni altra parte del campo i Bleus hanno impressionato soprattutto se prendiamo in considerazione l’elemento età. Ad un gruppo di meravigliosi senatori (non solo l’immenso Zidane ma anche lo stupendo Thuram della finalissima) Domenech (un applauso convinto per come ha incartato gli azzurri – Campioni del Mondo!) ha potuto accostare sia un ottimo gruppo di consolidate certezze come Henry (migliore attaccante del mondo, PUNTO), Gallas e Sagnol (mia personale sorpresa) ma soprattutto uno spettacolare nugolo di ragazzini che hanno impressionato, non solo per la classe e per la straripante condizione atletica, ma anche per una enorme personalità (cito a memoria Ribery, Malouda e l’incredibile Diarra della finale). È stata questa secondo me la loro forza. L’Italia (Campioni del Mondo!) ha retto l’urto con signorile maestà ma il confronto fra le due rose mi è parso ingeneroso.
2. Germania: ha sfruttato fino in fondo l’abbrivio emozionale di giocare in casa ma la cruda realtà è che è una nazionale penosa con, troppi vecchi imbolsiti (Ballack) o pippe dichiarate da tempo (Lehmann… ma si può!) e troppi (troppi…) giovani mediocri (Schweinsteiger…). Un applauso comunque alla pantegana Klinsmann che si è dimostrato un bravo tecnico di uomini e sulle cui spalle va almeno il 95% dei meriti dell’insperato risultato dei teutonici.
3. Argentina: hanno superato ogni limite. Mea culpa per il precedente giudizio sul centrocampo (Maxi Rodriguez e Mascherano sono due ottimi elementi…) ma per il resto abbiamo ammirato la solita problematica, incompiuta, nevrotica, melodrammatica Argentina: squadra fortissima, giovani dall’impatto ineguagliabile (Messi ha giocato poco ma per quel poco che ho visto mi è sembrato uno pauroso!), discreti veterani (molti dei quali sopravvalutatissimi… un nome su tutti Crespo) ma, su tutto come sempre, una incapacità oramai sindromica nel gestire i momenti topici del Mondiale (insomma farsi buttare fuori da una Germania ridicola  a dieci minuti dalla fine per lo più in vantaggio…).
4. Brasile: è stato semplicemente commovente. Spero che abbiamo intuito (almeno stavolta…) dove risiedano i loro maggiori problemi (primo non si va ad un Mondiale con un Amministratore di Condominio in panchina e poi, nell’ordine, la solita insopportabile strafottenza e la ridicola ignoranza tattica). Non ho speranze comunque. Dopo Francia-Brasile (che partita! chiunque capisca di calcio non può aver avuto un orgasmo sul gol di Henry, libero di tirare da solo su calcio piazzato…) l’impressione che ho avuto a caldo è che nella squadra carioca vivacchino troppi giocatori capaci di fare tutto con il pallone tra i piedi ma, allo stesso tempo, assolutamente ignoranti su come si gioca al calcio (contro la Francia al posto di Ronaldinho tanto valeva schierare una foca da circo…).
5. Inghilterra: mi è dispiaciuto perchè non erano malaccio ma hanno pagato a caro prezzo, da una parte, la sfortuna di troppi infortuni ma, dall’altra, l’oramai insopportabile incapacità nell’insegnare ai propri giocatori le minime norme di convivenza civile (vd. Rooney).
6. Portogallo: vale lo stesso discorso dell’Argentina: BASTA! Se non risolvete i vostri atavici problemi, se non tirate fuori un attaccante perlomeno al livello di Rebonato (chi se lo ricorda?) non vi presentate più! Ci siamo rotti di perdere 5 minuti della nostra vita ogni 4 anni a chiederci dopo avervi visto perdere una semifinale come deve ci si deve sentire a perdere sempre per un nonnulla, per un rigore, nonostante “…i Lusitani abbiano fatto vedere un ottimo gioco, grande possesso di palla, abbiano presentato almeno due-tre giovani interessanti…”. BASTA, vi prego!
7. Spagna: per ultimi. Fatemi sfogare contro una nazionale ed un popolo che merita tutti i sberleffi possibili. In Spagna ancora si domandano come sia stato possibile che, per l’ennesima volta, non siano riusciti a vincere il mondiale con lo squadrone che avevano… mio dio perdonali! È inutile. Fargli notare che battere l’Ucraina (oh, l’Ucraina…) al debutto 4-0 non significa avere accesso alla finale di diritto. Mandare in campo 11 sopravvalutatissimi “campioni” (qualcuno vuole paragonare Casillas e Puyol con Buffon e Cannavaro? Campioni del Mondo!), schierarli con un risibile 4-3-3 con difesa a zona a centrocampo può forse funzionare con i Tunisini ma riproporlo contro Zidane ed Henry non è nemmeno strafottenza è semplicemente idiozia! Buon tutto, vi aspettiamo al prossimo ed ennesimo mondiale con partenza a razzo, titoloni del Marca e delusione per l’incomprensibile finale…

Ah è vero, dovrei parlare degli azzurri (Campioni del Mondo!) ma sono morto, non ho più voce e quindi nemmeno tante parole… le ultime però le spendo per Marcello Lippi (un mito, VERO, Campioni del Mondo!) che, insieme a Domenech, ha dimostrato come i Mondiali si vincano puntando su campioni “veri” (Cannavaro, Thuram, Zidane, Buffon, Pirlo…) ma soprattutto su giocatori vogliosi di fare e con due palle così (Grosso, Ribery, Gattuso, Diarra…). Su tutto poi il coraggio di lasciare, se necessario, a casa “campioni” la cui  inaffidabilità è certificata (Cassano, Panucci, Pires…).05

Se qualcuno lo spiega agli brasiliani… 

Ah! dimenticavo, Campioni del Mondo! 

Due per dieci

02/07/2006

Totti ZidanePermettetemi di fare due post in uno; lo so, non è molto ortodosso, ma adesso che “è Luglio da due giorni”, finalmente il mondiale di calcio ha disvelato tutti i suoi valori: come un fiore che all’arrivo della bella stagione apre i propri petali per inseminare della propria fragranza tutto l’intorno, non solo per la stagione che sta per iniziare, ma per un futuro che si spera il più duraturo possibile, così i quarti finale di questi mondiali ci hanno mostrato, in tutta la loro classe due giocatori che rendono il calcio un’arte, un divertimento e un piacere: Zinedine Zidane e Francesco Totti.

Personalmente mi rivolgo al primo, e ammetto di dovermi cospargere il capo di cenere: lo farò con una lettera aperta.

 

Egregio Zinedine Zidane,

con la presente vorrei chiederti scusa, scusa per averti definito un ex giocatore, ma, purtroppo, calcisticamente (e non solo) parlando non nutro particolare simpatia nei confronti di voi franzosi e la speranza di vedervi naufragare come ai mondiali del 2002 è una di quelle cose che, a parte la vittoria dell’Italia, spero accada sempre ad ogni competizione; ma oggi sono qui col capo cosparso di cenere e genuflesso davanti alla tua classe innata, all’eleganza di chi parla col pallone e gli da del tu.

In fin dei conti dispiace sapere che alla fine di questo mondiale appenderai le scarpe al chiodo, un po’ come quando Garrincha decise di uscire dal mondo del calcio, così dal 10 luglio tutti i calciofili saranno molto più poveri. Per chi ha sempre tifato contro le tue squadre è una “liberazione”, saremo più liberi dall’incubo che una tua magistrale invenzione, un tocco di quell’eleganza superiore che Eupalla ti ha regalato, possa risolvere, a vantaggio di chi ha la fortuna di averti in squadra, il match. Saremo liberi dalla paura che ogni sforzo di qualsiasi nazionale possa risultare assolutamente inutile, di fronte ad una carambola, ad una finta che dal tuo genio scaturisce come acqua pura dalla fonte della ninfa più bella.

E allora oggi è il giorno nel quale devo chiederti scusa, scusa per non aver apprezzato con la migliore predisposizione d’animo le perle di saggezza calcistica che ci hai offerto; ma la prova di ieri, 1 Luglio 2006, è e rimarrà una di quelle che nessun appassionato di calcio potrà scordare: hai preso per mano una Francia pronta a cedere le armi al favorito Brasile, conscia del fatto che, uscire da un mondiale ai quarti di finale per mano del fortissimo e pompatissimo Brasile, non sarebbe MAI stato un dramma, anzi sarebbe stato pure un alibi; tu, invece, dall’alto della tua esperienza e con la luce che la succitata Eupalla ti ha regalato, hai detto e dimostrato che non era giusto, non era giusto verso il pubblico pagante, non era giusto verso i giocatori della Francia, perché il tanto cantato e decantato Brasile era battibilissimo: con la giusta concentrazione hai cominciato a fornire una regia calcistica di rara bellezza, non hai perso un pallone, non hai mai lanciato una giocata nel vuoto…il Brasile è stato letteralmente asfaltato da te e solo da te. Hai battuto, da solo, i campioni del mondo uscenti e annunciati e adesso giocherai un’altra semifinale, come sei anni fa, contro il Portogallo, come sei anni fa, dall’altra parte del tabellone l’Italia di Totti ha l’impossibile missione di eliminare i padroni di casa…come sei anni fa, come sei anni fa!

E come sei anni fa, ti giuro, che mi piacerebbe rivedere Totti contro Zidane, come quel tragico 11 Settembre, giorno che doveva passare alla storia solo per ragioni calcistiche, ma che, purtroppo, è diventato famoso per altro.

Ma questa volta, a differenza di sei anni fa, qualora l’incontro di anime supreme del calcio contemporaneo come solo te e Totti siete dovesse ripetersi, una prece: se deve essere coltellata che sia meno dolorosa di quella di Rotterdam.

Grazie e ancora scusa.

 

Ma, vicino a Zinedine Zidane, come detto, questo mondiale ha disvelato e sta disvelando, finalmente, anche Francesco Totti. Il mio amore per il Capitano, purtroppo, mi tarpa le ali della penna e non sono riuscito a trovare di meglio per Totti quanto mirabilmente scritto da Paolo Marcacci sul quotidiano “Il Romanista” del giorno 1 Luglio 2006, nel boxino “Il Fotogramma”:

“Il lampo, come ben sapeva il Poeta, quando arriva non avvisa: te ne accorgi perché in un frammento illumina l’orizzonte tutto intorno, e svela le cose remote. Minuto quattordici del secondo tempo: uno sguardo che non serve perché al poeta basta la voce di dentro per sapere che l’intuizione è quella giusta e una carezza, cuoio su cuoio, che è come dire penna d’oca su pergamena vergine. L’inchiostro è quello del talento innato che non ha spiegazione alcuna se non l’arcano che svela il destino dei predestinati. Poi, alla fine del lampo, la normalità riprende la scena e c’è un colpo di testa che finisce nel sacco, sui tabelloni e negli almanacchi che fanno la storia ma che si perdono per strada la poesia. Ma quello che resta, al di là degli avvenimenti che scandiscono gli eventi e, ufficialmente, li indirizzano, è sempre ciò che fa stropicciare gli occhi ai bambini di tutte le età, che li stupisce e che li fa gridare di meraviglia e imprime nella loro fantasia qualcosa che vi resterà molto più di qualsivoglia episodio. Toni fa goal, si sblocca, prende per sé un proscenio che sinora gli era mancato: ma tutto questo è il fragore del tuono, quello che percepiscono tutti i comuni mortali. Il lampo è altra cosa, lo percepiscono i poeti, i predestinati e quei pochi altri che hanno confidenza con gli dei.”  (P.Marcacci, “Il Fotogramma”, “Il Romanista” 1 Luglio 2006)

 

 

Grazie ai numeri 10 timidi e geniali che, finalmente, hanno acceso questo mondiale.

E’ un peccato che non possiate vincere tutti e due…

Svizzera-Togo 2-0

20/06/2006

sonnoOgni quattro anni ci caschiamo e ogni quattro anni malediciamo il fatto di esserci cascati…anche perché restiamo sempre lì, davanti alla tv a vedere questi maledetti mondiali!

Non so se questo accade per tutti, ma i mondiali infondono una sindrome, la cosiddetta “sindrome dei 10 minuti”, cioè: si riesce a restare svegli davanti alla partita fino al 10’ del primo tempo…dopo di che arriva lui, inesorabile come un diesel e inevitabile come la morte: “ipnos”, il sonno. Niente, non c’è niente da fare: questi mondiali si stanno rivelando molto più terapeutici di 100 case di “Stilnox”. Per chi soffre di insonnia ogni quattro anni c’è la soluzione: basta aspettare le partite delle 15.00 del primo turno. E’ solamente una settimana, ma è una settimana che ripaga di notti passate a fissare il soffitto, a vedere ogni 10 minuti l’orologio, a esultare nel rendersi conto che dall’ultima occhiata alla sveglia non è passato solo un minuto, come sembra, ma sono passate tre ore…

Il caldo, le cicale, il pranzo sullo stomaco, il divano sotto la finestra da cui scaturisce un refolo di aria fresca, l’accucciamento su un fianco…e le parole del cronista perdono sempre più di senso, ammesso che ne abbia uno cibarsi Togo-Svizzera alle tre del pomeriggio del 19 giugno, si fanno immagini confuse; un sussulto: lo svizzero Frey insacca in apertura. Qualche secondo di lucidità, nella speranza che la partita acquisti un minimo di suspense…ma è solo un attimo. Le parole del cronista riprendono a perdere logica, si fanno rumori indistinti, ricordano la dolce ninna nanna di mamma, ricordano la rassicurante presenza televisiva dei vicini anche la sera tardi, quella presenza che fa sembrare sempre un po’ meno tardi, quindi fa diventare più facile prendere sonno…eccola là: gli occhi si chiudono “ma sì, in fondo la partita la posso anche solo sentire, preferisco riposare gli occhi tenendoli chiusi…”, poi i pensieri volano per i fatti propri: è un attimo e la partita sparisce per sempre…”Andasse a farsi friggere questo cronista del cavolo, abbasso un pochino, tanto se c’è un’occasione strillano talmente tanto che si sente ugualmente”…e la mano scivola sul telecomando, abbassa al minimo il volume della Tv…e buona notte!

Quei trentacinque minuti volano tra improbabili sogni e urletti fastidiosi del cronista e della voce tecnica…finché qualcosa cambia e ci sveglia: questo qualcosa è la pubblicità dell’intervallo! E’ finito il primo tempo: uno a zero, come al 10’ minuto, come quando mi sono addormentato…”Basta, non posso e non devo passare il mio pomeriggio a dormire. Facciamo qualcosa!” Preparo i miei canarini per fare un bel bagno, intanto prendo il cane e lo porto a spasso, un bel giro, una cacatina, un’annusata, una corsetta e si torna a casa: ci sono i canarini da risistemare e poi devo fare alcune commissioni.

“Vediamo come va la partita”. Ancora 1-0…sembra una condanna a morte per la partita! “In fin dei conti manca poco, vediamo come va a finire…” Questa volta resto seduto, scomodissimo, su una sedia, mancano meno di cinque minuti quando la Svizzera raddoppia…ancora qualche occasione occasionale e arriva il triplice fischio: la Svizzera è quasi qualificata per gli ottavi, il Togo è eliminato e alla Francia e alla Corea del Sud cominciano a tremare le gambe…

Ma la mia riflessione è un’altra: ho dormito, ho fatto fare il bagno ai canarini, ho portato fuori il cane e sono riuscito a vedere tutti i goal della partita in diretta!

Mi sa che queste partite delle tre sono veramente uno schifo!

Svezia-Paraguay 1-0

19/06/2006

Poche parole ve lo giuro, questa partita (!) non ne merita di più. Lo scontro epico tra Stroessner e Olaf Palme (cosa di più diverso al mondo?) ha determinato una delle esperienze più terribili che abbia mai vissuto…
Non mi dilungherò troppo a parlare della partita e della Svezia. I nostri amiconi-sson senza capo né coda, che si crucciano perché non segnano… ora è vero che gli Svedesi non hanno mai brillato in astuzia, ma che cosa ti aspetti da una nazionale con prima punta Ibrahimovic?!? Non vorrei ripetermi, sono juventino e per questo curioso essere ho pagato una cifra mostruosa al Fantacalcio ed in cambio ho ricevuto 6 goals ed una marea di pippate davanti alla porta, quindi fate voi…
No, no la mia domanda è un’altra. Qualcuno di voi mi sa dire che cosa viene a fare il Paraguay ai Mondiali? Sono tre edizioni che i nostri si presentano nella massima competizione e che si aspetta uno? Entusiasmo? voglia di farsi vedere? voglia di dare una speranza ad uno dei paesi più poveri e sfigati del nostro pianeta? Macchè sono tra noi per uscire dopo aver mostrato uno dei più vergognosi e stolidi “catenacci” che si sia mai visto, una cosa vergognosa! Ma i tifosi che dicono? Cioè i loro idoli in tre edizioni, non hanno fatto un tiro in porta, se sono stati sempre lì barricati in 10 davanti alla porta. Non una emozione, uno scatto d’orgoglio che ne so…
A questi Mondiali però hanno una grossa scusante… hanno infatti perso Chilavert, il mitico portiere, grande capitano, ma soprattutto il loro più forte attaccante di sempre. Potrebbe bastare ma, come sempre, non tutti i mali vengono da soli. Infatti i nostri sono rimasti in avanti solo con quella “pippa” pompata di Santa Cruz che merita le ultime mie riflessioni… rappresenta infatti il più chiaro esempio moderno di giocatore alla “Fonseca”. Cos’è? Semplice è un “coso” la cui carriera segue una classica parabola: a 18 anni, una grandissima promessa; a 21 anni, una grande promessa ma deve esplodere; a 24 anni, ancora acerbo, qualche infortunio, ma tu “lascialo esplodere..”; a 25 anni, hai semplicemente rotto i coglioni!  

Per finire qualcuno spieghi ai Paraguaiani che il Mondiale non si gioca con un Girone all’Italiana, cioè se le pareggiano tutte non si salvano…

Brasile-Croazia 1-0

15/06/2006

Quattro parole su quello che può essere considerato il match dei sogni del nostro maestro Galeone. Finalmente i temuti "Marziani" si sono disturbati a scendere sulla terra… hanno vinto, si, hanno vinto, qualcuno ha detto mostrando anche "una maturazione tattica notevole"… mah! secondo me, l’unica considerazione  da fare è che questa partita è stata l’ennesima dimostrazione di una scuola calcistica la cui ignoranza è quasi pari alla tecnica mostruosa di molti suoi interpreti. La formazione schierata da Parreira, quel incredibile 4-2-4, è considerabile l’archetipo del maggior difetto insito nel (calcio) brasiliano: la presunzione insopportabile di essere “troppo” superiori per non affrontare chiunque, con qualsiasi schieramento e raderlo al suolo senza problemi; “abbiamo vinto 5 mondiali!” ti rispondono ma bisognerebbe ricordargli come gli ultimi vinti (1994 e 2002) sono stati i mondiali tecnicamente più deprimenti della storia del calcio e che i primi tre li hanno vinti con Pelè e Garrincha (che tipo li vincevano pure appesi per i piedi…); quel che non notano è come ne abbiano persi una vagonata (1938, 1950, 1982, 1986, 1998) pur essendo nettamente i più forti in campo e poi sempre nello stesso modo (bisogna ammetterlo, devono essere di coccio!): O Brasil con il suo gioco paludato lentissimo intervallato da sublimi accelerazioni ed i loro avversari un pochino più intelligenti che li spizzano e li massacrano in contropiede, tutto questo in una costante sottovalutazione e derisione dell’avversario ed in un mare di  tifosi deficienti che ballano la samba (a proposito ci sarà un brasiliano che va a vedere la partita normalmente senza ammorbare il mondo con quei cazzo di tamburelli?!?). A riguardo non si può non citare la mitica partita del Sarrià. Noi con una squadra vera, di uomini di ferro, schierati perfettamente da Bearzot, loro schierati in modo folle (5 registi e nessun incontrista in campo…) che nonostante li avessimo messi sotto tre volte continuavano, tic e toc, a farsi belli, a passarsi la palla di tacco, di naso, “tranquilli che prima o poi li asfaltiamo…”, tutto in un mare di balli, di samba, di colori…  è stata la più grande soddisfazione della mia vita di tifoso! Non dimenticate poi alla fine, l’immancabile ed incredibile bollettino di decine di suicidi (ennesima dimostrazione di un popolo non molto normale…).
L’altra sera quindi, nonostante le previsioni, la partita l’ha fatta una meravigliosa Croazia. Spinti da decine di migliaia di tifosi venuti da tutta la Germania (dove, si ricordi, sono la seconda minoranza) gli slavi (con su tutti un commovente Prso) hanno messo più volte in difficoltà un orrendo Brasile che è vero ha avuto molte più occasioni da goal ma create in un quadro di superiorità tecnica imbarazzante (pregherei di ricordare alcuni giocatori schierati dai croati, tipo Kovac e Tudor per esempio, belli cari, io sono juventino e li conosco quei due!). La spiegazione è molto semplice… altro che maturazione tattica, i nostri amiconi verde e oro schierati con un minimo di raziocinio, con una normale valutazione della forma fisica dei propri giocatori e con una minima (minima…) considerazione (e rispetto…) degli avversari avrebbero vinto  8 a 0. Ed invece no! Ronaldinho ha passato tutta la serata a cercare di smarcarsi la gente facendo le finte più impossibili… come è finita? dopo due tentativi i croati hanno cominciato ad asfaltarlo ed il nostro amico non si è praticamente visto… Ronaldo ed Adriano sono semplicemente impresentabili (ricordarsi prego dello spassoso Parreira che ha detto che Totti non avrebbe spazio nel suo Brasil…), se chiudiamo il discorso che in porta hanno Dida il concetto che il Brasile avrà vita facile per il mondiale mi sembra, al momento, molto discutibile…

lo so, lo so, con loro sono prevenuto ma sarebbe bellissimo rivivere certe emozioni…

“ragazzi non vi preoccupate, lasciateli sfogare, fateli giocare, appena prendete la palla, voi la date a me e faccio tutto io, vedete che li battiamo!”
Pepe Schiaffino, capitano dell’Uruguay campione del mondo del 1950, parla ai suoi compagni affranti dal vantaggio brasiliano… finirà 2 a 1 (il goal di Ghiggia…)

ghiggia

 

 

 

 

 

Francia-Svizzera 0-0

14/06/2006
 
E ora? Per chi tifiamo? Con questi spirito ieri (13 Giugno 206, Sant’Antonio) ci siamo seduti davanti a Sky (io ce l’ho….) e abbiamo cominciato a vedere Francia-Svizzera. E’ notorio che tra noi italiani e i nostri confinanti non corra buon sangue, ma esordio peggiore, dal punto di vista campanilistico, non avrebbe potuto esserci.
Zidane o Berhami? Chi tifare? La mente vola a varie considerazioni: meglio i custodi dei nostri soldi rubati da qualche finanziere o il galletto francese tronfio e nazionalista? Meglio tifare per l’unico stato non invaso dai nazisti ad aver approvato leggi antisemite o lo stato che ha fornito l’unica prova di parte della shoah?
Queste sono considerazioni un po’ vecchie, lo riconosco: allora è meglio tifare per Rezzonico e Gervasoni e per l’immancabile Huber o per chi sei anni fa ci ha aperto una ferita calcistica ancora sanguinolenta? La ferita c’è, è aperta, brucia…andatevene affanculo franzosi del cavolo!!!
E allora godiamoci lo spettacolo di Monsieur Zidane, dei goal di Henry e delle vaccate di Thuram…e, perché no, delle botte di culo di Barthez. Con la speranza che il proverbiale culo dei trans….alpini per una volta svanisca. Macchè!
Quel pelataccio da quattro soldi di Barthez si ritrova sul culo, e dove sennò, la più nitida palla goal della partita, e, a un minuto dalla fine, lo svizzerotto Frey pensa bene, a porta vuota, di prendere il pallone con le mani e levarlo ad un compagno meglio posizionato. Il solito smodato, schifoso, ignobile culo dei francesi!
E Zidane, giunto ormai alla pensione? Ancora una volta N.P…..anche lui è finito!
 
Ciao Franzosi….in fin dei conti sono solo otto anni che non segnate un goal ad un mondiale e, soprattutto, sono solo 20 anni che non segnate un goal ad mondiale fuori dai vostri confini…c’è tempo e avete ancora 2 partite per migliorare. Magari col Togo!!
zidanezidane, questa è la tua postura, ex giocatore!