Archive for marzo 2010

Rai per una notte… che nottataccia!

26/03/2010

SantoroAlla fine ci sono cascato…  lo ammetto: ho visto Santoro in TV. A parte che non so se avete notato come ormai Santoro sia un "format". Il titolo della trasmissione che presenta non ha senso, il programma è LUI. Ricorda qualcuno che lavora dalle parti di Palazzo Chigi. Dicevamo, partiamo dalle notizie buone: finalmente si è scoperto su larga scala che esistono altri e vari mezzi di comunicazione e che la televisione non è una più un bouquet a pagamento per pochi ricchi calciofili e che internet non è solo un paradiso di filmati porno, di giochini 2.0 e di video amatoriali, ma che può essere usato come forma di comunicazione su larga scala, anche quì in Italia e non solo negli USA. Analizzata e apprezzata la scatola andiamo ai contenuti: per prima cosa la trasmissione è durata veramente TROPPO! Tre ore e mezza sono un insulto al fruitore medio, sono un leviatano che scoraggia i più e poi se questi 210 minuti sono dedicati interamente a Silvio Berlusconi credo che persino Emilio Fede ne avrebe a noia! Ciò detto entriamo nel particolare: apprezzabili, secondo il mio personale punto di vista, gli interventi di Cornacchione (Una vena di satira vera, sferzante ma non livorosa… infatti era all'inizio), di Giovanni Floris, si vede che ha vissuto parecchio all'estero ed ha una mente aperta, buone le vignette di Vauro, ma per quel vignettista ho un apprezzamento quasi da tifo calcistico, per cui capisco che potrei essere anche un po' di parte. Gli altri, il resto? Sinceramente mi è sembrato di assistere all'esposizione a "saggetto" dei bravi della classe e il tema, oltretutto, era palesemente superato: le intercettazioni che "tanano" Berlusconi mentre cerca di imporre la chiusura di Anno Zero, o, per lo meno, la non messa in onda della trasmissione relativa al processo Mils, cose che risalgono a Novembre scorso, anche se pubblicate solo recentemente. Partendo da questo tentativo palesemente abortito, la redazione di Anno Zero ha imbastito una trasmissione sul tema "Censura in Tv"… una novità degli ultimi sedici anni. La sensazione che ne ho ricavato è stata quella di un pericoloso sillogismo: senza "Anno Zero" non esiste libertà di espressione… ovviamente questo trascina con sè anche altri eventi di pubblico dibattito, ma in fin dei conti è solo uno spiacevole effetto collaterale. Il risultato di questo modo di pensare è stato semplicemente penoso: due persone dall'egocentrismo ipertrofico (Santoro e Travaglio) si sono circondate di plaudenti ma validi professionisti per parlare per tre ore e mezzo (ripeto tre ore e mezzo…. volevo morì) di un altro soggetto dall'egocentrismo ipertrofico che tenta tenta ma nemmeno riesce. Da una parte Santoro che si autoproclamava martire della libertà di espressione (Se penso ai nostri partigiani che hanno rischiato e perso la vita quando la libertà di espressione non c'era veramete mi viene da piangere) e dall'altra l'invitato di pietra che, invece, si muoveva all'interno di un Paese che ormai vede solo lui, chiedendo interventi possibili solo nella sua forma mentis e pretesi con lo stesso contatto con la realtà che di solito gli individui dalla forte personalità hanno nella loro fase crepuscolare. Ovviamente il risultato non potrebbe che essere la catastrofe: come ha scritto Aldo Grasso oggi sulle pagine del Corriere è stato l'ennesimo schizzo di fango nel quale Berlusconi si muove a meraviglia e dal quale non può che trarre un grande giovamento. Dopo questa infinita serie di casi pietosi (Santoro la piantasse di strumentalizzare i disoccupati, dove sono i Khmer Rossi?), saggi e saggetti, alcuni divertenti, come l'intervista di Benigni, anche lui capace, comunque, di interrompere un pesante tram tram di autoflagellazione e facile pietismo sulla povera Italia che non merita Berlusconi (Come se lo votassero i marziani…) si è giunti alla fine: e quì c'è stata l'apoteosi, come in un crescendo quasi orgasmico Santoro ha preteso il giuramento di tutti gli astanti, mano sul cuore, nome e cognome e solenne promessa di farla sempre fuori dal vasino… Non sò perchè ma mi ha ricordato ben più macabri giuramenti compiuti dai fascisti su cadaveri, sangue e altri simulacri abilmente strumentalizzati all'occorrenza per azzerare una qualsiasi forma di senso critico e ottenere un manicheo senso d'appartenza aprioristico. Terminata la fase viscerale seguente la visione del nostro Santoro, aiutato da ben tre valeriane (quando vedo questi spottoni per chi non ne ha bisogno, fatti da chi campa dal suo essere "martire" i nervi mi saltano), ho provato a riflettere sullo spettacolo del Paladozza e di tutte le altre piazze italiane nelle quali si sono riunite tantissime persone e mi sono, se possibile, ancor maggiormente incupito: ho capito come ormai la politica in Italia, da nobile arte del confronto, dello scontro anche del giochetto, sia diventato una sorta di Reality Show televisivo, nel quale ognuno ha bisogno di identificarsi attraverso la reiterazione, delle volte financo rassicurante, dei luoghi comuni: per cui Berlusconi=Mussolini (immancabile l'accostamento iniziale….), ma anche di destra=coatto e menefreghista, di sinistra=intellettuale e intelelttualoide. Quest'ultimo aspetto palese nella continua necessità di citazioni, anche le più improbabili che hanno infestato gli interventi degli astanti e, forse anche degli spettatori accorsi, diventa fastidioso per chiunque non voglia farsi appioppare immagini preconfezionate e cerchi di chiarirsi cosa stia succedendo nel Bel Paese. E' proprio a questa logica di Reality a luogo comune che, in fin dei conti, risponde la "scelta" di non fare campagna elettorale: avrei preferito che Santoro cogliesse l'occasione della trasmissione di ieri sera per organizzare uno scontro sulla logica dei programmi tra due esponenti, uno per parte, delle due anime della politica nazionale, sarebbe interessante capire, intuire, quali siano i grandi progetti di riforme che farà Berlusconi da quì al 2013, sarebbe bene sapere che differenze di concezione, per esempio, della Sanità hanno il PD e il PDL. 
Invece tutto questo non c'è stato e alla fine voterò Emma Bonino, anche se non c'è un perchè!

Oui, je suis un champion…

10/03/2010

Esistono campionati fantastici in Paesi fantastici. Storie fantastiche i cui protagonisti sono campioni fantastici, dirigenti straordinari e tifosi superbi.
Ne avevamo già avuto un assaggio qualche tempo fa.
Ma ora pretendo che a questo Paese siano attribuite quattro squadre in Champions League. Altro che Italia e Germania.

Curiosport – Si finge un ex PSG e il CSKA lo compra

Eurosportmar, 09 mar 16:47:00 2010

L'incredibile storia del francese Greg Akcelrod, il calcia-truffatore. Stanco di una vita da dilettante, il centrocampista transalpino ha commissionato un finto servizio televisivo che ha impressionato il club di Sofia. Sino a quando dei tifosi non lo hanno smascherato

Greg Akcelrod - 0

Greg Akcelrod è un signor nessuno al quale non manca la fantasia. Ha 27 anni, gioca a calcio da una vita ma sempre a livello infimo. Sino a quando non giunge a una trovata geniale. Crea un sito internet e realizza una serie di video "taroccati", compreso un finto servizio televisivo che lo presenta come il nuovo Guardiola del centrocampo. Il tutto, ovviamente, spacciandosi da ex calciatore di Paris Saint-Germain e River Plate. Mica roba da ridere.

Bravo lui, un po' creduloni i dirigenti del CSKA Sofia. Perché sì, qualcuno c'è cascato. I dirigenti del club bulgaro, desideroso di tornare a insidiare i cugini del Levski, abboccano e chiamano Akcelrod. Tutto perfetto. Se non fosse per alcuni tifosi del CSKA.

Un paio di fan sfruttano internet per scoprire qualcosa in più sul misterioso centrocampista francese, sondando il forum dei supporters del PSG. E, qui, si svela l'inganno. Assolutamente nessuno di loro conosce Akcelrod, che avrebbe invece militato nelle fila parigine per due anni (dal 2006 al 2008). La notizia arriva ai dirigenti del CSKA, che spediscono a casa il truffatore a due giorni di distanza dalla sua convocazione a Sofia.

Niente lieto fine, dunque. Soprattutto se il CSKA non vincerà il titolo bulgaro…

Eurosport

L’insostenibile leggerezza del voto

09/03/2010

Ora, io sono in Canada. Non fa freddo, o almeno non più tanto freddo. Il panorama non è dei migliori (neve che si scioglie, il fango… insomma le porte di Mosca alla fine del 1941).
Ora, in questo panorama francamente deprimente, capita che una letta ai giornali ce la dai. Che ti casca l'occhio su un casino di proporzioni enciclopediche che nessuno sembra saper gestire. Poi finisce tutto (o quasi) e ti accorgi che metà del casino era evitabile con un paio di accorgimenti da bar. E allora ti chiedi chi comanda il nostro paese. Non solo. Io vorrei ufficialmente chiedere lumi su chi informa il nostro paese.
La storiaccia delle liste del PDL l'abbiamo sentita in tutte le salse (oddio io l'ho letta in tutte le salse, certo non mi guardo i TG italiani…). Se ne sono sentite di tutti i colori. Il solito bla bla bla degli idioti. La paura fottuta. Il godimento da stadio. Una che canta Battisti nel mezzo di un comizio (Dio… se ci fosse Almirante…). Uno che dice, tipo bambini alle giostre, "devono di che so stati loro, che è corpa loro…". Un altro che risponde "libertà, libertà…". Poi ti accorgi di una cosa. Ti accorgi che c'è un ministro che se ne frega (o almeno da l'impressione di fregarsene…). Non è un Ministro qualsiasi, è il Ministro degli Interni. Un uomo della Lega. Ridacchia. Si vede che, sotto sotto, se la sta godendo. Allora tu, poveraccio che stai inoltre dall'altra parte del pianeta, non capisci proprio più nulla. Il Presidente firma un decreto. Metà del paese lo schifa. Metà del paese lo elogia. Il solito casino. Poi arriva il TAR del Lazio che blocca tutto. Per una volta chiarisce invece di buttarla in caciara.
Scopriamo che: 1 le leggi elettorali regionali sono materia di pertinenza delle Regioni; 2 scopriamo che, anche senza lista, la Polverini non avrà problemi a candidarsi per le elezioni (a differenza del casino lombardo in cui tutto il centro-destra era sparito).
Ah. Così? Cioè, tipo, era così semplice. Ma nessuno le ha dette queste cose in questi giorni. Cioè, i deficienti del PDL potevano scorporare il problema, lasciando la lista della Polverini nella merda (dove l'avevano messa loro) e puntare solo a salvare Formigoni. Perchè non l'hanno fatto? Perchè si agitano ancora come degli imbecilli? Non lo so. Il Pesidente della Repubblica poteva spingere i deficienti di sopra a modificare la legge secondo queste prospettive che, prima o poi era chiaro, sarebbero emerse. E invece no. Avalla un pastrocchio indefinibile. I Dipietristi insorgono, bla, bla, bla. Insomma, oggi è tutto un fiorire di editoriali del tipo la situazione è questa, è chiaro che finiva così. Si ma dove stavate 3-4 giorni fa in cui si parlva apertamente di "golpe" (tra parentesi, mi sono rotto il cazzo di leggere certe stronzate, i coglioni di cui sopra se lo meriterebbero un golpe vero così eviterebbero di citare ingiustificatamente una delle pegine più tristi della storia moderna…).
Insomma, per tornare all'inizio chi governa questo paese? Chi informa questo paese?

Ma chi li paga questi?