Edouard “Arsenio” Mérot (Corlay, FRA, 22/07/1920 – Josselin, FRA, 30/04/2009)

Edouard Poche parole per salutare il signore qui a sinistra, Edouard Mérot, noto ai suoi ragazzi come "Fratel Arsenio". Era l’insegnante di matematica e scienze mio e di marish alle medie. Un grande.
Brevi considerazioni. Uno: pur essendo al corrente del fatto che stava male da tempo, abbiamo saputo della sua morte con soli 8 mesi di ritardo. Colpa nostra, certo. Le fonti cui attingere per avere informazioni c’erano. Ma non è questo. E’ piuttosto il fatto che sei lontano da Roma e la vita si incarica di sforbiciare i legami col passato (per quanto mi riguarda, il 2009 non ha avuto nulla da invidiare a Edward Mani di Forbice).
Due: cominci a sapere in ritardo della perdita di persone care. Ti sembra di essere ancora un ragazzino, hai ancora davanti agli occhi le immagini dei tuoi insegnanti "in età adulta". E invece stai invecchiando. Inutile girarci intorno.
Tre: Arsenio – che si firmava "As33", come simbolo e numero atomico dell’Arsenico – era un uomo straordinario. Varrebbe la pena di spendere il trito e insopportabile "non li fanno più uomini così". Un genio della matematica (il libro fatto da lui per gli alunni delle medie è stato a lungo uno dei migliori per le scuole romane, su internet ancora lo trovate), un appassionato di scienze, un religioso devoto a Dio, capace di trasformare la negletta e vituperata materia Religione in un avvincente mix di storia, scienza, politica e filosofia, amalgamato dall’elemento biografico della vita dei Santi. Metteva i voti, né più né meno che in matematica e scienze. Ti costringeva, anche con le cattive, a fare una cosa che oggi annoia, fa sbuffare, raccoglie insulti. Ragionare. Anche quando si parlava di Dio.
Era bretone, dunque preciso, testardo, allegro e burbero. Appassionato di meccanismi degli orologi, sovente andava nella sua amata Bretagna a sistemarne uno. Lì è tornato verso fine aprile per compiere i suoi giorni.
Ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, partecipando alla Resistenza francese.
Ciao As33. La matematica non è stata il nostro mestiere, ma tu sapevi che sarebbe andata così.
Il tuo era solo un goliardico pretesto per insegnarci a vivere.

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