Archive for novembre 2009

I Girls ci regalano la loro Subterranean Homesick Blues

08/11/2009

Senza alcun commento.

Mi sa che ci siamo persi qualcosa… ovvero Container 90 live @ Big Bang, Roma, 10/10/2009

07/11/2009

A volte capitano serate come questa. Senza il biondone (tornato nel suo amato esilio tra pomelli d’oro e vasche da bagno piene di latte) a rapporto erano rimasti i reduci (cioè io, AA, Kolchoz, la mia donna ed un altro amicone). Unica missione: cercare di tirare fuori una serata sensata da una città alla deriva da anni. Dove si va? Semplice, si prende una macchina e si parte. Dove si trova prima parcheggio poi, ci si ferma. Così, senza capirci molto, ci si ritrova su Via Galvani, in mezzo alla Testaccio più macellara, parcheggiati da signori e sotto un diluvio mostruoso. La pioggia finisce quasi subito per cui ci si guarda in faccia e il problema annoso (" e mo n’do annamo") riciccia fuori. Non ricordo chi di noi (potrei essere stato io per cui non accuso nessuno) propone il Big Bang, il locale che ha preso il posto del vecchio Zoobar.
Lo Zoobar (via con una musichetta evocativa dei primi anni del 2000…). Un postaccio che, circa 6-7 anni fa, aveva anche una sua dignità. Dopo il suo spostamento (legato a problematiche di sicurezza, si diceva all’epoca) uno si aspetta, come minimo, che il nuovo locale sia completamente diverso (insomma se hanno avuto il permesso di riaprire…). Ma che! Il locale è spudoratamente uguale (anche le scritte ai cessi sono le stesse). Siamo perplessi. Peraltro per entrare abbiamo pagato l’ennesima affiliazione ad associazioni bizzarre ed inesistenti (che sembra essere un must per entrare nei locali a Roma e solo a Roma). Comunque ora siamo dentro, ci siediamo vicino al bar. In fondo siamo qui per bere, per stare insieme (dopo quasi 6 mesi di esilio artico) e di cercare di fare un pò di luce.
Si chiacchiera amabilmente. Ci si prende per il culo poi, piano piano, cominciamo a prendere coscienza che la fauna del locale è semplicemente spassosa. Un giro piu’ attento e praticamente il quadro e’ fatto. Peter Murphy che cerca Robert Smith che però non può venire perchè Siouxsie si sta scopando uno skinhead.
Come? Non lo so. Non lo voglio sapere. Che differenza fa.
Il posto peraltro sembra mezzo vuoto. Fa freddo. I cocktails fanno schifo e soprattutto non c’è figa, ma non si può volere tutto dalla vita. Ad un certo punto, nel mezzo della nostra discussione, AA si allontana verso la sala concerti da dove giunge un rumore misto di pulsioni elettriche, grida ed eccitazione. Lo seguo e la prima cosa che vedo è AA che guarda estasiato il palco e, poco dopo, io sono con lui. Sul palco ci sono due buzzurri palestratissimi. Per capire, cercate di immaginare la versione skinhead-alcolica da birra dei Pet Shop Boys. Uno che suona le tastiere e che sobbilla la folla. L’altro che utilizza le stantie basi elettroniche e la ritmica a 100 all’ora per urlare contro tutto e tutti. Sotto il palco, una cinquantina di esagitati che se le danno di santa ragione.
Io rimango perplesso. Ma chi è sta gente? Ma chi so questi? Ma chi li paga?
Comunque il concerto ce lo godiamo tutto. Dai flyers leggiamo che si chiamano Container 90. Sono svedesi e suonano EBM. Più di questo non voglio sapere.  Rimango però sinceramente perplesso di quanta roba ci passi sotto il naso. Cioè, dieci anni fa sapevo tutto di tutti (anche i Zeni Geva e i Gero Geri Ge Ge Ge conoscevo). Adesso, senza saperlo, mi potrei ritrovare in un locale del cazzo con un concerto di femministe ferocissime che evirano i maschi presenti.
Bisogna stare attenti.

Florence and The Machine + Parallels live @ Cabaret du Musée Juste Pour Rire, Montreal, 01/11/2009

02/11/2009

Una Domenica passata tra pulire casa, guardare merdose partite di Serie A in streaming e bighellonare su St Catherine senza meta e sotto un sole sempre più freddo. Passa presto la Domenica. Si aspetta infatti con curiosità il concerto della signora Florence. Il Cabaret Pour Rire è una piccola scoperta. Uno splendido locale tipo teatro che appizza sulla parte di St Laurent che scende verso la Downtown.
La cantante inglese qui a Montreal è già un idolo. Ce se ne accorge dal tutto esaurito e dalle grida di acclamazione (stranamente calorose per essere canadesi) che la richiedono sul palco. Intanto sullo stesso sono calati i superbi Parallels di Toronto. Gruppo stranissimo. Una fregna bionda sul palco che danza lieve su note pazzescamente in linea con la prima new-wave elettronica. Si, il primo pensiero va proprio ai sempiterni New Order (il batterista è praticamente un sosia di Stephen Morris) ed il paragone non è folle. Suonano benissimo. Reggono il palco con straordinaria efficacia. Bravi.
Poi. Poi non si è più capito più nulla. Poi è arrivata Florence e mi ha regalato oggettivamente uno dei concerti più "BELLI" che sia capitato di vedere negli ultimi anni. Mostruoso. Accompagnata da una band perfetta (su tutti un batterista ed un percussionista allucinanti) ed un suonatore di arpa delizioso (si, si sentiva l’arpa) la nostra ha letteralmente sfasciato ogni paragone con qualsiasi donna faccia musica oggi. Una voce pazzesca (la migliore in circolazione, non si discute) capace di arrivare su vette allucinanti anche nei momenti più "sudati". Grandi canzoni, grandi arrangiamenti, grande Florence. Un incrocio tra una Patti Smith simpatica, una PJ Harvey con qualcosa da dire e, nei momenti più dolci, molte somiglianze anche con Lou Rodhes (voce dei sottovalutatissimi Lamb).
E poi, su tutto, quell’aria indie-pop meravigliosa che strappa un sorriso anche ad un vecchio rompiballe così lontano da tutto e da tutti. Si scherza. Si ride. Il pubblico lancia fiori sul palco. Il finale poi è un immagine che non si dimenticherà più. Florence che canta. Le luci del teatro accese e tutto il pubblico che agita mazzi di fiori. E’ stato un momento così, difficile da spiegare, ma poi esci su St Laurent con, sullo sfondo, i grattacieli ed il faro della Downtown.
Si sta già sotto zero. Ma chi se frega.
Grazie Florence. L’inverno sarà lungo ma noi ce la faremo. Daje. Daje tutti.

Alda Merini (Milano 21 Marzo 1921- 01 Novembre 2009)

01/11/2009

I balordi ringraziano tutti coloro che vogliano unirsi al cordoglio.
Addio grande poetessa!
Alda Merini