Lo Spettacolo

SALTO_bigChiedo venia per il ritardo giustificato da mille impegni artici ma sembrava giusto dire la mia sull’indegna gazzarra seguita alla finale di Champions. Cioè la glorificazione cieca ed irrazionale di una squadra, di un’allenatore e di un calcio con tanti meriti ma anche, e soprattutto con enormi difetti e che solo un calcio italiano ai minimi storici per credibilità può lasciare dominare impunemente la Coppa dei Campioni.
Cominciamo con il dire che, in fondo ma molto in fondo, ha proprio ragione Kolchoz: la partita di mercoledì sera e’ stata un grande spettacolo televisivo. Ecco, cominciamo con il dire, amico mio, che un grande spettacolo televisivo non significa automaticamente una grande partita di calcio. Le grandi partite di calcio sono ben altro e tu lo sai. Sono epici incontri in cui una scuola apparentemente sconfitta in partenza ne annienta un’altra, fino a quel punto considerata superiore, utilizzando classe, coraggio ed astuzia (Italia-Brasile 3-2). Sono partite in cui sul campo giocano anche due squadre mediocri ma che se ne danno di santa ragione spaccando tutto e tutti fino al 120’ (la semifinale tra Germania e Italia degli ultimi Mondiali). Infine, proprio se vogliamo essere puntigliosi, sono anche partite in cui gioca una sola squadra ma quella che gioca non se la dimentica nessuno (la Francia di Zidane ed Henry contro il Brasile agli ultimi Mondiali).
E lo spettacolo di Mercoledì sera? Quello di cui hanno straparlato tutti i giornali addirittura proponendo demenziali candidature a Roma come sede istituzionale della finale di Champions? Ma a quello che mi ha permesso di accertare la mia connessione streaming cinese con cui ho visto la partita (ero a lavoro…) quel poco di spettacolare lo si è visto sugli spalti (a proposito, stupendo l’Olimpico con dentro dei tifosi…) ma in campo, siamo seri, si è visto ben poco. La partita dell’Olimpico e’ stata molto semplice in realta’. Di fronte due squadre sostanzialmente speculari. Difese ridicole (con due portieri VERGOGNOSI che nel campionato italiano di dieci anni fa non giocavano nemmeno con il Teramo). Centrocampi mediocri fatti per lo più per rompere il gioco avversario. Attacchi da sogno. Ha segnato prima il Barca, onore  a loro. Ma dopo non si e’ visto alcuno spettacolo ma 7 uomini dietro alla palla (con i tre campioni assoluti davanti). E lo United, con mia somma sorpresa, inebetito non è stato in grado di fare alcunché. Insomma lo spettacolo non c’è stato ma almeno si può dire che ha vinto Guardiola? Si e no. Perché se il match si giocava in qualche parte del campo lo si giocava tra le due stelle assolute dell’attacco: Ronaldo e Messi. Ed il secondo ha ridicolizzato il primo (soprattutto evidenziando l’assoluta carenza di attributi del portoghese che, quando c’è la Roma in campo, fa follie ma se con la squadra sotto di un gol non è capace di prendersi alcuna responsabilità). Onore pertanto in primis a Messi. Campione oramai assoluto. Uno che ho sempre dileggiato e che invece l’altra sera ho adorato per la capacita’ di tenere palla e per quel colpo di testa meraviglioso.
E Guardiola? Insomma è stato bravo a tessere la ragnatela con cui ha evitato allo United di muoversi dopo il vantaggio. Ma da qui a considerarlo un genio del calcio ce ne passa.Ma si sa. Chi vive a Roma ed è romanista e’ abituato a convincersi dell’impossibile. Tipo che, per esempio, che Guardiola fosse un assoluto campione da giocatore. E non un tecnicissimo centrocampista metodista con la velocita’ di un  pachiderma. Macche’ tutti a complimentarsi con lui (complimenti, ripeto, peraltro in parte giustificati) e tutti ad asserire che il Barcelona di quest’anno sia una squadra inarrivabile e spettacolare. Mah. E’ vero che interpretare il concetto di squadra spettacolare e’ molto complicato ma sono state ben poche le squadre che giocavano senza avversario in campo e vincevano (a memoria l’Olanda di Crujff, per un periodo breve, la Juventus di Lippi e, soprattutto, lo straordinario Milan di Sacchi). Il resto va preso con le molle. Va considerato sempre l’avversario che hai di fronte. Tutti a masturbarsi con gli oltre 100 goals del Barcelona quest’anno e nessuno che ha preso in considerazione che in Spagna si fa il fuorigioco a centrocampo anche fuori casa al Bernabeu. Tutti ad idolatrare Guardiola dopo il 6-2 contro il Madrid. Nessuno si e’ accorto che il Real di quest’anno è nettamente il peggiore degli ultimi anni e che soprattutto la difesa è ridicola (il match in sé poi non conta essendo stata una di quelle partite melodrammatiche in cui una squadra senza capo né coda si è fatta impallinare in contropiede manco fosse la Roma di Zeman…).
Ma insomma sto Guardiola come è? È un bravo allenatore, per carità. Per quello che ho visto mercoledì più che altro bravo nel distruggere ma poco altro. Più che altro paga, tra i romanisti soprattutto, l’essere stato relegato in panchina da quel “infame” di Capello e l’essere il protagonista di una storiella spassosa in cui un giocatore con mostruosa esperienza internazionale come lui si sia fatto insegnare tutto da Mazzone. Per i romanisti, potete capire da soli, un tripudio emozionale.
Come al solito dimenticate che se da qualcuno doveva imparare non certo lo ha fatto da un simpatico uomo che ha allenato al massimo in Uefa.
Magari avra’ semplicemente imparato la lezione, ma quella “vera”.
Era il 1994. Finale di Coppa dei Campioni. Il suo Barca, era capitano, era chiamato il Dream Team. Lo chiamano ancora così (a dimostrare ulteriormente come la critica calcistica sia in malafede). In panchina Crujff (mica pizza e fichi…). In campo, tra gli altri, Romario e Stoichov. Avversario il Milan senza Baresi e Costacurta. Ma con in campo campioni veri come Maldini, Savicevic, Desailly ed un giovane Panucci (in quella che può essere considerata la sua più bella partita).
Fini’ 0-4 e tutti a casa.
Una delle piu’ impressionanti lezioni di calcio mai assestate alla boriosita’ insita del calcio ispanico-olandese.
Ma chi allenava il Milan? Mazzone? Zeman? Fuochino…

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Una Risposta to “Lo Spettacolo”

  1. utente anonimo Says:

    Il più classico dei post da rosicone.

    In parte condivido alcune parti dell’articolo, ma fondamentalmente è chiaro che stai rosicando, Dio solo sa perché, per la sconfitta di Fergie.

    Comunque.
    Montréal – New York sono 6 ore di macchina. Mi ci porti?

    Andrew’s Tavern
    Dove il calcio è balordo…

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