Pep… il trionfo!

Guardiola!Ieri sera abbiamo assistito ad una delle più belle manifestazioni calcistiche di tutti i tempi. Solitamente le finali di Champions League sono partite poco spettacolari, tirate e povere di emozioni. Ieri no, abbiamo asistito sul prato dell’Olimpico (insolitamente bello, di solito lo Stadio di Roma è sufficientemente vergognoso!) ad una partita di una bellezza rara, roba da lasciare in bocca l’amaro gusto del dispiacere al momento del triplice fischio, tale e tanta era l’armonia e la bellezza calcistica messa in scena. I meriti sono molteplici: pur essendoci in palio il più prestigioso trofeo per club, non siamo costretti a vedere quelle scene ignobili e degradanti di calciatori che si rotolano a terra come tarantolati per ogni singolo fallo; di falli ne sono stati commessi, ma chiunque lo subisse si rialzava e ripartiva; a fronte di decisioni non perfette dell’arbitro Busacca (unica nota stonata della serata) la protesta si limitava a braccia aperte e occhi sgranati, nessun vaffa, nessun gesto plateale, nessuna crisi isterica. Il tutto perchè in campo c’erano 22 uomini che sapevano giocare al calcio e non semplicemente prendere a calcio un pallone come, purtroppo, avviene troppo spesso in Italia. E poi l’aspetto tecnico: nemmeno negli ultimi concitati minuti finali abbiamo visto la palla buttata in avanti alla "viva il parrocco", nessun rinvio palla in tribuna, ma sempre difese pronte a uscire palla al piede, attaccanti capaci di passarsi il pallone con precisione chirurgica, mai imbrigliati in rigidi schemi preconfezionati, ma nemmeno lasciati allo sbando dell’azione personale. Insomma la sintesi perfetta di cosa deve essere il calcio: no spettacolo maschio e leale, alla fine del quale trionfi il piàù bravo. E il più bravo è stato, senza ombra di dubbio, LUI Josep Guardiola y Sala da Santpedor. La sua storia di allenatore è di una rapidità e di un’efficacia sconcertante: da allenatore delle giovanili della seconda squadra del Barcellona è stato catapultato sulla panchina della prima squadra, con un compito preciso, far divertire il pubblico. Lui non si è scomposto, ha chiesto la cessione di giocatori dal grande nome, ma dal presente incerto, come Ronaldinho, Deco, Zambrotta e Thuram, ha inchiodato Eto’o alle sue responsabilità costringendolo a scegliere tra i soldi dell’Uzbekistan e la glori a del Barcellona, e poi ha semplicemente detto ai suoi giocatori: "Fate come facevo io, giocate a calcio, e cercate di non buttare mai via il pallone!"…. il risultato è stato subito chiaro Campionato vinto di slancio, segnando più di cento goal, battendo, nello scontro diretto, il Real Madrid al Santiago Bernabeu per 6-2, Coppa del Re vinta e Champions League dominata, tranne la semifinale al cospetto del genio Gus Hiddink. La finale di ieri sera, forse, rimarrà la partita perfetta del Barcellona: dopo dieci minuti di dominio assoluto del Manchester, palla a Eto’o che, con un tocco studiato, provato e riprovato in allenamento, ha beffato Van Der Saar. Dopo dieci minuti il Barcellona aveva già vinto la Champions…. Cristiano Ronaldo irretito, un possesso palla pulito, senza sbavature, senza paure, senza lancioni, occasioni sullo stretto, create da quei fenomeni di Iniesta e Messi. Fino all’poteosi, il goal del 2-0, da far vedere e rivedere e poi rivedere ancora nelle scuole calcio: il cross di Iniesta col contagiri, lo stacco perentorio, assoluto della Pulce e il pallone a scavalcare il lungangone Van Der Saar sotto la Curva Sud! Due a zero, e Barcellona in festa! E anche Roma città perchè questa squadra ha rubato l’occhio e il cuore a tutti gli appasionati di calcio. E poi come non pensare a Pep Guardiola. Più che un allenatore un UOMO VERO! Uno dal quale tutti dovremmo prendere esempio nella vita. Ha dedicato la vittoria (almeno all’intervistatore RAI) al calcio italiano, quel calcio che lo scoprì nel 2000 positivo all’antidoping e che gli fece uno sconto di pena per l’attegiamento collaborativo tenuto con la procura antidoping,che lo fece giocare nel Brescia, insieme a Baggio, Pirlo e Luca Toni; l’ha dedicata a Paolo Maldini, invitandolo (tra il serio e il faceto) al Barcellona, ricordandogli come per Maldini un posto ci sarà sempre, ha solidarizzato col capitano milanista per l’indegna contestazione della quale è stato fatto oggetto domenica scorsa. E poi ha dedicato la vittoria alla città di Roma che lo ha visto giocare per pochissimi mesi nell’autunno del 2002, che non lo ha capito, ma lo ha apprezzato e poi non si è voluto dimenticare del suo maestro di Brescia Carlo Mazzone, riservandogli un tagliando allo stadio…. Complimenti per tutto IMMENSO PEP!!

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3 Risposte to “Pep… il trionfo!”

  1. utente anonimo Says:

    Amico mio. Vorrei mangiare il tuo cranio come il Conte Ugolino quando dici tali fesserie… ma devo lavorare. Stasera, tua notte fonda, ti rispondo. Daje.
    M

  2. gau Says:

    Ancora co’ sta storia…ma che t’hanno assunto allo United per prendere il posto de Ferguson???

  3. utente anonimo Says:

    Ottimo post, grande Pep.

    Marish è avvelenato col Barcellona e non capisco perché… ha criticato anche il mio post sulla Taverna.

    L’aria di Montreal gli farà male…

    Andrew’s Tavern
    Il rifugio dei blaugrana…

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