Kalmunity and Piknik Electronic

3113121Resoconto miserabile di una settimana persa nel tentativo patetico di capirci un pò di più in una città senza senso. Martedì sera scorso. Location: il Sablo Kafe (all’angolo fra St Zotique e St Dominique, quartiere di Little Italy). Posticino delizioso dove beccare un grande concerto. Si iniziavano, con questa serata, i festeggiamenti per un gruppo, i Kalmunity, nella cui totalmente insensata struttura “aperta” si rispecchia la natura perfettamente multiculturale e “peciona” di Montreal. Una community di quasi un centinaio di membri (!!!) che fanno, non sto scherzando, i “turni” e, a seconda della “turnazione”, improvvisano un set in cui ci si trova un pò tutto quello che è stato prodotto dalla musica nera del secolo scorso. Detta così sembra la solita cazzata. Ma passata la sbornia visiva per le coriste vi assicuro che vi ritrovate d’incanto a sentire un fantastico calderone di Barry White, Miles Davis e James Brown (i più fondamentali punti di riferimento della band) suonato, il tutto, con classe, perizia musicale e soprattutto rispetto. Si finisce sudati, felici e mezzi sbronzi (questo per via di una serie di venefiche Sambuche offerte da un inquietante amicone che senza presentarsi è apparso e sparito velocemente nel nulla della notte artica). Non contento replico il tutto ieri sera con un concerto improvvisato (nel vero senso della parola, la precedente location era finita allagata dal nubifragio che si è abbattuto sul Quebec sabato pomeriggio). Ci si becca, grazie ad una sarabanda di mail, al terzo piano di un grattacielo di Midtown praticamente svuotato (le impressioni erano o di palazzo in mano ai creditori o di un edificio pronto ad essere demolito con il tritolo). Nuovo concerto dei nostri amici. Si conferma, nonostante il cambio di line-up, una deliziosa esperienza musicale anche se il piccolo cafe di Little Italy era un’altra cosa. Lo so, caro Gau, già ti vedo (“certo amico mio, na fantasia…”) ma non è colpa mia se non mi sono abituato per niente allo stile di vita di questi canadesi. Qui i biglietti si comprano prima. Qui i concerti iniziano presto (ed in orario). Quindi capisci che, anche se la serata presentava almeno un paio di concerti da togliere il fiato, non sono riuscito a beccarne nemmeno uno.
Comunque il sito di questi idioti è questo. Se passate da questa parte non ve li perdete (li pagheranno ad ore perchè suonano tutte le sere…).
Il tempo di riposare e la Domenica più bella che uno possa immaginare (domani, amici miei, in Canada è la festa della Regina, non si lavora!) si tinge di una ennesima esperienza totalmente senza senso. Dovete sapere che sta per iniziare Mutek. Uno dei festival di musica elettronica “colta” più cool del nordamerica. La città è in fibrillazione (ti credo, dopo 6 mesi di inverno…) ma, non contenti, questi pazzi cosa ti organizzano? Il Piknik Electronik. Una follia che durerà tutta l’estate con location sull’Ile de St. Helene (con di fronte lo skyline della Downtown). Ti porti da mangiare e, come se niente fosse, ti becchi un devastante doppio DJ set. Sarebbe tutto normale (in fondo qualcosa di simile la si vede in giro dalle nostre parti) se non fosse che, a cinque metri di distanza dai tossici di ordinanza, ballonzola un enorme cane di plastica per i bambini.
I bambini, avete capito bene, c’erano le famiglie.
Noi nemmeno le stadio le riusciamo a portare. Questi le portano ai rave. Rimango perplesso. Mi godo comunque la musica (di ottima qualità), la birra (pessima ma qui non si scappa) e a fatica sopravvivo al  freddo polare (ho perso la funzionalità delle ultime dita della mano destra per fumare…).
Poi, mentre ci si incammina verso casa, tra un pezzo big-beat ed uno trance, capita che senti questo pezzo.
E per la prima volta lo trovi fighissimo da ballare.

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Una Risposta to “Kalmunity and Piknik Electronic”

  1. utente anonimo Says:

    sono molto contento di far gonfiare la pallina rossa su Firenze, leggendo di quanto il freddo renda il buon Marish più cool ed electro, io pensavo a una casa con giardino abbastanza ampio da metterci dei polli e dei conigli e fare un orticello (la politica dell’orticello) nel Mugello (per la rima e non solo). Un’altra faccia della stessa medaglia e un luogo dove riprendere la sensibilità per le punte delle mani: qui siamo sopra i 30° gradi a maggio, sinfonia di condizionatori e ozono nell’aria, è la notte del drive in del dispendio energetico. Saluti Mariiii! Paolo (naso firenze).

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