25 aprile 2009

ap_15627207_47120Macerie intorno ieri. Macerie intorno oggi.

Morti ieri. Morti oggi. Le centinaia di migliaia di morti della Seconda Guerra Mondiale non sono paragonabili, almeno per il numero, ai trecento dell’Abruzzo. E un conflitto non è la stessa cosa di un terremoto, ben inteso.

Ma, si sa, nella storia la scenografia conta. E così, senza neanche accorgercene, anzi con una punta di indifferenza, siamo usciti dalla Prima/Seconda Repubblica. E’ il nostro destino, lo abbiamo già detto. Ricordare la tragedia vivendo la farsa. Il 25 aprile di allora con la guerra civile, un Paese spaccato, la cortina di ferro (o meglio "il sipario di ferro" diceva Churchill) che cala lentamente sull’Europa. Il 25 aprile di oggi con le dichiarazioni dei peones al TG1, un Paese spento da se stesso prima ancora che dalla crisi, un’Europa intorpidita che attende cenni da Irlanda e Repubblica Ceca (non so se mi spiego) per poter andare avanti sulla strada dell’integrazione o no.

E’ in questo scenario mediocre e grottesco che, ripeto, a nostra insaputa, si conclude un periodo storico per l’Italia. Silvio Berlusconi, ora alla guida di un partito unico con i post-fascisti, gli eredi di Salò, oltre che del Governo, afferma pubblicamente che "la Resistenza è un valore fondante della Repubblica", che "non si possono equiparare partigiani e repubblichini", che i vituperati "comunisti", insieme ad "azionisti, cattolici, socialisti, monarchici e liberali" sono stati allora una "forza di libertà" e che "Togliatti, Nenni e Terracini sono stati Padri Costituenti".

Silvio Berlusconi a Onna, villaggio martoriato ieri da una strage nazista ed oggi dallo scuotimento della terra, con addosso il fazzoletto tricolore della Brigata partigiana Majella. Impensabile fino a qualche mese fa. Certo, un consenso così non l’aveva avuto nessuno negli ultimi anni. Certo, era l’occasione più propizia – a voler essere cinici – per pronunciare un discorso che poggia su basi unificanti, dopo un dolore sordo che tutti abbiamo avvertito, dopo che un Paese intero – una volta tanto – si è stretto attorno ai propri fratelli colpiti.

Eppure poteva fregarsene. Poteva rimanere nell’ambiguità e far scivolare via la scadenza come tante altre volte, troppe secondo me, ha fatto. Invece stavolta no. Un po’ perché stavolta a sinistra quasi nessuno (se non gli ectoplasmi del PdCI e di Rifondazione) ha minacciato contestazioni brandendo il 25 aprile come un feticcio sacro, un tempio privato ed inviolabile. Ed in questo sta il merito di Franceschini (che non è affatto male). Un po’ perché il PdL DEVE essere qualcosa di diverso da Forza Italia e AN insieme. Un po’ perché l’idea di accreditarsi una buona volta come Statista è accarezzata da troppo tempo dal Cavaliere.

Come che sia, convenienze tattiche o meno, l’ha detto. E come avrebbe detto qualcuno "indietro non si torna". Il risultato politico è che i rappresentanti di una buona fetta di Paese (non solo Silvio, ma anche Alemanno ed altri) che nel 25 aprile e nella Resistenza si riconoscevano assai poco oggi considerano tutto ciò un "valore fondante".

Dovremmo esserne felici. La sinistra per prima, perché aveva ragione a insistere su quei valori. Che devono essere di tutti, con buona pace di Diliberto, Vendola e Di Pietro che preferiscono difendere la propria rendita di posizione, perpetuare il proprio antifascismo come un paio di stimmate che distinguono per sempre i buoni dai cattivi.

Ma il vero punto di fondo è che se si riconosce la legittimità piena di una Costituzione, se se ne considerano intangibili i principi di fondo, allora cambiarla non diventa più una "rivoluzione", un "attentato alla democrazia del Paese" o una "deriva plebiscitaria", ma una "riforma".

Un concetto agonizzante sotto le macerie degli ultimi vent’anni di vita politica nazionale. Attendiamo fiduciosi la Protezione Civile.  

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: