Terremoto….

E chi se lo scorda? Erano le 03.32 dello 06 Aprile 2009 quando la terra ha tremato. L’Aquila devastata, l’altipiano delle Rocche raso al suolo, Ovindoli, Onna e tanti altri paesi che per noi romani significano vacanze, scamoagnate, amicizie e in alcuni casi  parenti se non origine feriti, lacerati, morti amici dispersi, lavori persi. Ma non è dell’emozione che vorrei parlare, non è del fatto che per noi romani è come se fosse stato colpito un quartiere periferico della nostra città. No è dello squallore mediatico che in questo mese ci ha soffocati: da Bruno Vespa in elicottero, al genio di Sky che ha chiesto all’anziano aquilano in pigiama, sobbalzato giù dal letto mentre il soffito di casa si crepava, se avesse sentito il terremoto, ma anche delle sfilate indegne del Premier, delle battutine del tipo "Fate come se stesse in campeggio" dette agli sfollati, del rincorrersi di idee più o meno bislacche, della retorica per cui bisogna raccontarsi che sia stata solo una disgrazia piovuta dal cielo, ma anche dell’immancabile caso di colui che aveva già preannunciato tutto (i terremoti non si possono preannunciare… al massimo si possono prevedere in linea di massima) e che non era stato ascoltato dal governo cattivone e interessato ai soli cavoli del Premier. Insomma in questa disgrazia c’è tutta l’Italia: un governo indegno e da operetta e un’opposizione senza idee che si rivolge al primo pseudosantone, figli entrambi di una società che ne è la degna rappresentazione. Il vedere la possibilità di costruire le case SOLO come un affare privato nel quale nessuno, nemmeno la legge, deve metterci bocca, perchè le regole esistono solo per gli altri; e il risultato è stato l’indegna edificazione della "Casa dello studente", fatta in fretta e furia e con materiali inadeguati per l’alta sismicità della zona aquilana, ma anche le numerosissime case abusive poi condonate, e le licenze date senza controlli nè sulla realtà geologica delle aree, ma nemmeno sui materiali usati. Ed ora ci ritroviamo a chiederci perchè circa 300 persone hanno perso malamente la vita mentre dormivano, con giusto il tempo di accorgersene, ma nemmeno il tempo di dire AMEN? E adesso ci raccontiamo la favoletta della fatalità inevitabile? E proprio mentre ci emozioniamo per i morti evitabili e ci trinceriamo dietro il dito della fatalità, elaboriamo un piano case che permetta ampliamenti scriteriati ed edificazioni, di fatto, incontrollate? Cosa saranno le trecento vittime che non finiremo MAI di piangere? Vittime della casualità o della folle e criminale politica territoriale adottata in Italia, almeno dal secondo dopo guerra?Vignetta strepitosa

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