Eluana, per un commento rapido

E così, si psera, l’angosciante vicenda di Eluana Englaro stà giugnendo alla conclusione. La storia è assurda e vergognosa, in quanto rispecchia quanto di peggio c’è in Italia. Le questioni che dilaniano le coscienze, o che abbiano a loro modo una portata epocale, non vengono mai affrontate per tempo dal potere legislativo, ma si aspetta che sia la magistratura, attraverso la corte di cassazione (unico organismo giurisprudenziale italiano), a pronunciarsi e a indicare la via, magari per anni e anni. Così avvenne tra gli anni sessanta e gli anni settanta  con il divorzio (statuito dopo vari ricorsi da Loris Fortuna, martire civile, per citare Grillo) e con il riassetto del sistema radiotelevisivo; così è avvenuto e avivene all’inizio del XXI secolo con il riconoscimento delle coppie di fatto (non sono poche le sentenze in tal senso, soprattutto in merito al mantenimento delle case locate) e con l’introduzione dell’eutanasia.  Purtroppo, in casi del genere, le opposizioni di tipo sociale ed etico, all’interno del Paese, sono innumerevoli: troppo pesante la presenza della Santa Sede, che ogni tanto ha il vizietto di considerare l’Italia suo laboratorio politico; troppo intimorite le forze politiche dal voto cattolico (specialmente, paradossalmente, dopo la fine della DC) per opporvisi e così si continua lungo un sentiero tortuoso con il passo degli indecisi. I risultati sono fortemente raccapricianti, in quanto vengono approvati provvedimenti fortemente ingerenti la vita quotidiana del singolo (come, ad esempio, la legge sulla procreazione assistitia), salvo poi tollerare un "sottobosco" di sommerso che, nei fatti, accetta e permette una visione comportamentale laica; già negli anni sessanta stava diventando sempre più facile ottenere l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota (adesso è di una semplicità quasi irrisoria, che si arrivano a porre seri problemi di tutela del soggetto debole), negli anni settanta non erano rari i viaggi per l’aborto (spesso in strutture consigliate da Dottori del SSN) e adesso come adesso i casi di eutanasia mascherata o di viaggi "della morte" sono molto più diffusi di quanto si creda. Il c aso più famoso fu quello di Piergiorgio Welby: dopo una lunga e dilaniante lotta con la distrofia muscolare, malattia fortemente invalidante, il 20 Dicembre 2006, con l’aiuto del Dott. Mario Riccio si fece sedare per essere accompagnato alla morte. La Chiesa gli rifiutò i funerali, mentre l’Ordine dei Medici prima e la Magistratura ordinaria poi, decisero di non punire la coraggiosa scelta del Dott. Riccio in quanto, per i medici, il Dottore "ha agito nella piena legittimità del comportamento etico e professionale", mentre dalla magistratura, dopo una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio di consenziente, è arrivata, il 23 Luglio 2007, la sentenza di non luogo a procedere in quanto il fatto non costituisce reato. Il tipico esempio: lo Stato vieta ma non condanna l’azione. Tipico attegiamento ipocrita al quale il papà di Eluana Englaro (il sig. Peppino) ha deciso di opporsi: sua figlia ha chiesto di morire, lasciatela morire in pace, no a movimenti per il diritto alla vita, no a ingerenze religiose, no a fratture politiche, questa donna e la sua famiglia chiedono una cosa semplice: lasciamoli in pace nel dolore e permettiamo loro di affrontarlo nella legalità e senza l’obbligo del sotterfugio! PS questo post non è corredato da immagini, bisogna essere sobri!

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