Tempi Bruni

carlàCredo si possa affermare una volta per tutte che viviamo in un’epoca completamente surreale.

Prendiamo un esempio a caso. Cesare Battisti.

Tutti sanno che questo signore, condannato all’ergastolo per 4 omicidi di matrice terrorista commessi nei celebri "anni di piombo", latitante da 28 anni, era riparato in Francia. L’Italia, che lo cerca per fargli scontare la pena, chiede l’estradizione. La Francia, sulle prime un po’ riluttante, dopo la vittoria di Sarkozy la concede. Se non che, non si sa come, Battisti riesce a fuggire da Parigi e trova scampo in Brasile.

L’Italia, che lo cerca per fargli scontare la pena, chiede l’estradizione. Ma il Brasile del Presidente operaio Lula la nega. Motivo? Perché "esiste per lui il fondato timore di persecuzione politica". E, non contenti, i carioca gli concedono anche "lo status di rifugiato politico". Come se l’Italia fosse il Centrafrica di Bokassa o il Myanmar della Giunta Militare.

Non è possibile, direte voi. Ci deve essere qualcosa sotto. Esatto. Sotto c’è un complotto internazionale, non giudo-demo-pluto-massonico, tutt’altro. E’ un complotto salottiero, al gusto di caviale, fatto di intellettuali, scrittori, donne bellissime ed eleganti, politici, avvocati. Accade che una scrittrice parigina di origine brasiliana, Fred Vargas, amica di Battisti, si prende a cuore la causa del fuggiasco e cerca di aiutarlo. Si fa aiutare dall’allora Ministro francese dell’Ambiente, che nel 2004 consiglia a Battisti di scappare a Rio. E chiamalo scemo. Chi non ha mai consigliato a un amico: ti rompono le palle? Ma che te ne frega! Molla tutto e vai in Brasile!

Qui, Battisti viene arrestato ma per l’estradizione i tempi sono lunghi. Nel frattempo, la sagace Vargas procura un eccellente avvocato al suo amico persguitato dai fascisti italiani, un tale Eduardo Greenhalgh, principe del foro e amico personale di Lula. Il difensore dei derelitti ha un asso della manica: l’amicizia con molti parlamentari del Partito di Lula tra cui un tizio, Tarso Genro, esponente di spicco dell’ala sinistra, che inopinatamente ad un certo punto diventa Ministro della Giustizia.

A quel punto, il cerchio si chiude. Perché l’ipercinetica scrittrice Vargas si rivolge ad una sua grande amica, la donna più potente del mondo, colei che con il solo felpato movimento dei glutei ha fatto impazzire un continente e forse il mondo. Carla Bruni, detta Carlà. Così, questa Marianna del Terzo Millennio, questa seducente vestale del cadavere della "dottrina Mitterrand", sente puzza di ingiustizia, si infervora e, minacciando forse uno sciopero assai pericoloso, convince il marito Sarkozy ad intervenire.

I due, in vacanza a Rio de Janeiro e pronti a passare il Natale a Bahia, incontrano il 22 dicembre in un albergo della città carioca niente po’ po’ di meno che il Presidente Lula, cui spiegano che in fondo non ci sono prove che Battisti sia davvero un assassino ed un terrorista, che ci sono forti sospetti che Battisti sia un perseguitato, che l’Italia non rispetta pienamente i diritti degli imputati, che se Battisti tornasse in Italia rischierebbe davvero di morire. Chi glielo ha detto? Ovvio, Fred Vargas. Come non fidarsi?

E Lula si fida. Così ne parla con il Ministro della Giustizia Genro, organizzatore qualche anno fa del Forum di Porto Alegre. Genro non oppone molte resistenze, anzi. E il gioco è fatto. Il resto lo sapete. La motivazione del diniego dell’estradizione e la successiva concessione dello status di rifugiato politico sono a dir poco offensive. L’Italia viene tratteggiata come un Paese dove le garanzie democratiche ed i diritti civili sono traballanti, dove nel periodo del terrorismo persone come Battisti sarebbero state scelte come capri espiatori.

Lode e onore sempiterne al Presidente della Repubblica Napolitano, su cui io e marish nutrivamo molti dubbi all’inizio del mandato ma che si sta rivelando giorno dopo giorno uno dei migliori Capi dello Stato che abbiamo avuto, il quale in una garbata ma ferma lettera al Presidente Lula chiede di riconsiderare la decisione, spiegando che l’Italia è un Paese civile e democratico, nonostante tutto verrebbe da aggiungere. Ma soprattutto, e per questo va elogiato, cerca di far capire cosa è stato il terrorismo in Italia e come lo Stato italiano, pur con i suoi errori, è riuscito a sconfiggerlo. Quanto ciò sia costato in termini di sangue, dolore, spaccature sociali e politiche, progresso.

Il surrealismo come chiave di lettura storica e strumento guida nelle relazioni diplomatiche. Questa è la suprema sintesi della vicenda. Carla, che in tempi non sospetti ha dichiarato di "essere fortunata ad essere francese" e di vergognarsi del suo Paese Natale senza che il marito provasse il minimo impulso di darle un ceffone, riesce – spalleggiata da una scrittrice franco-brasiliana – a convincere il Presidente operaio Lula (cui vorrei ricordare che negli anni ’70 gli operai in Italia venivano ammazzati senza pietà dalle BR) che Battisti è un sensibile, gentile ed innocuo scrittore di libri gialli e non un sanguinario potenziale ergastolano. Vorrei sapere di che prove dispongono. Forse la nostra magistratura dovrebbe farci due chiacchiere, chi lo sa.

Come se non bastasse, dovremmo prendere lezioni di garantismo, civiltà e tutela dei diritti elementari degli imputati da un Paese che è uscito l’altro ieri da una dittatura militare non molto meno sanguinaria di quella di Videla in Argentina (fino al 1985…) e che fino a ieri veniva additato al mondo come esempio di un Paese corrotto fino alle più alte cariche dello Stato (Presidente Collor de Mello). Il surrealismo è divertente, ma a tutto c’è un limite.

Se fossi un po’ più maleducato, potrei dire che al massimo dai Brasiliani potremmo prendere lezioni di calcio. Ma dopo i Mondiali del 2006 non sono più sicuro nemmeno di questo.

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6 Risposte to “Tempi Bruni”

  1. kolchoz Says:

    In tutto ciò c’è più d’una macchia di schizofrenia….. così per capire come ci si dovrebbe porre in Italia nei confronti della magistratura.

  2. kolchoz Says:

    come ben sapete personalmente ho una profonda avversione nei confronti della “Dottirna Mitterand”, ma ancora non ho capito se i giudici sono delle marionette politicizzate o degli onesti lavoratori…

  3. marish Says:

    Lasciamo perdere. E’ tutto finito. Se addirittura la Francia di De Gaulle si è ridotta così. E comunque io sono incazzato nero con il nostro Ministero degli Esteri. Ma ci vuole tanto a ritirare degli Ambasciatori. Penso che a una offesa così grande gli Stati Uniti avrebbero risposto con un invasione…

  4. utente anonimo Says:

    Nessuna schizofrenia. La sentenza passata in giudicato comunque va rispettata anche se non la si condivide (ci avete sempre detto così no? O è cambiato qualcosa?). Le perplessità nascono da episodi come ad esempio dall’arresto immediato e spettacolare di Del Turco salvo poi chiedere proroghe per le indagini…
    Se però tu ritieni che la condanna di Battisti sia “strumentale”, è una tua opinione. Ma in ogni caso la cosa grave è la motivazione del diniego di estradizione.
    Chissà che ne pensano i familiari delle vittime.

  5. utente anonimo Says:

     Gau mi fai impazzire per quello che pensi e per come lo scrivi . Complimenti!

  6. utente anonimo Says:

    Ringrazio devoto e commosso.

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