La CGIL dov’è?

Chi lCome purtroppo molti di voi sanno bene, è da Ottobre che sono entrato nel magico mondo della disoccupazione. Avevo dimenticato quanto fosse frustrante inviare curricula alla cani&porci SpA e aspettare una risposta che, inevitabilmente, arriva settimane se non mesi dopo e che, inevitabilmente, è negativa. La mia storia professionale è fatta di tante esperienze in piccole/piccolissime realtà, con inquadramenti, a esser fortunato, di collaborazione a progetto, se non completamente a nero. Una storia frustrante: lottare, chiedere, implorare e sperare in un contratto di qualche mese che non riconosce il benchè minimo diritto, ma inquadra molto bene una serie di doveri, "estremamente flessibili", nel senso che in qualsiasi momento possono essere accompagnati da altri doveri non necessariamente messi per iscritto precedentemente. Ovviamente tra i diritti mutilati c’è quello alla malattia: l’assenza equivale, automaticamente, alla perdita della retribuzione. Ciò vale sempre&comunque per le malattie, ma in maniera assolutamente distorta, invece, per le ferie e i permessi che, al contrario, pur non essendo retribuiti devono essere concordati, perchè il committente può decidere a suo totale e insindacabile giudizio e senza preavviso di recedere la committenza.  In parole povere: se stai male, in bocca al lupo per la salute, intanto perdi i soldi e vedi di guarire presto perchè sennò non ci conviene tenerti il posto mentre il progetto perde tempo; se, invece, hai bisogno di un giorno di permesso chiedicelo, se ci và te lo concediamo, ovviamente non te lo paghiamo, ma se pensi di potertelo prendere dato che i soldi sono tuoi, allora noi ti facciamo presente che dal nostro punto di vista il progetto può finire. Questa tipologia di inquadramento professionale, umiliante per ogni essere umano, purtroppo, assume persino le caratteristiche della conquista: l’ingresso in ogni posto di lavoro medio (il caro vecchio tessuto sociale del Paese) avviene seguendo un iter illegale ma di fatto statuito:
A) invio del curriculum nel momento esatto nel quale l’azienda ha bisogno della tua figura, scrivendo esattamente quello che all’azienda serve in quel preciso istante, presso il recapito esatto (mail o fax non importa) del responsabiel delle risorse umane. Ovviamente alla C.A. Nome&Cognome. Questo significa che se non si ha un qualsiasi aggancio interno (non necessariamente raccomandazione, ma aggancio) si spara inevitabilmente a vuoto.
B) Nella seconda fase avviene il colloquio che, mediamente, è un proforma se non una perdita di tempo fatto da personale assolutamente non qualificato e con un livello di istruzione medio/basso, e nel quale vengono poste domande illogiche alle quali è attesa una risposta ipocrita ("Quale è la sua ambizione?" la risposta DEVE essere fare il servizio per il quale si sta sostenendo il colloquio, foss’anche sturare i cessi a mano)
C) se le cose vanno bene, si viene inseriti nella struttura, in attesa che il commercialista stampi il contratto da far firmare… passa all’incirca un mese nel quale si è totalmente a nero. Questo è il mese "di prova", serve a vedere quanto il futuro collaboratore sia fidelizzato all’azienda e entusiasta del lavoro. Si hanno gli stessi doveri dei dipendenti e degli altri collaboratori, si devono rispettare gli orari (anzi con maggior rigidezza), ma spesso non si ha nemmeno diritto alla scrivania per poter lavorare. In alcuni casi è richiesto il proprio computer portatile.
D) Se si è rigato sufficientemente dritti si viene finalmente inquadrati come collaboratore: un bel contratto di tre/sei mesi, perchè l’azienda deve valutare quanto sei affidabile (Ancora!). Di solito questi contratti tendono a finire subito dopo le ferie estive, cosicchè, il dipendente/collaboratore o ci rinuncia o a comunque le prende estremamente ridotte per non rischiare, al ritorno dall’estate, di trovarsi non confermato.
Completamente diversa è la realtà dei call centre, altra caratteristica lavorativa attuale. Nei call centre delle grandi aziende NON SI ENTRA! Scordatevelo. Vodafone, Tim, Wind non assumono a nessun titolo. Qualcosina arriva nei periodi di ferie per sostituire, con contratti di somministrazioni forniti dalle società di lavoro interinale, dipendenti che se ne vanno. Quindi scordatevi il Ferragosto. Altrimenti ci sono le società che prendono gli appalti in outsercing dalle compagnie, generalmente quelle telefoniche, ma anche Italgas, Ferrovie dello Stato e Poste.
E qui si entra nel paradosso più totale. Ad una visione superficiale del problema, sembrano essere le uniche realtà dotate di un certo dinamismo che permette un buon livello di assunzione. Ma c’è un ma: non pagano MAI! Di solito inviare il curriculum vitae a costoro è meno frustrante, quasi appagante: prendono chiunque. Passato il colloquio ancor più paradossale, perchè si risolve in una specie di incontro con più candidati nel quale viene magnificata la convenienza del prodotto telefonico che si andrà a vendere, e nel quale viene molto sommariamente spiegata la tipologia di retribuzione, legata sempre e comunque a quantità di fatturato e ore di vendita; a meno che non ci sia distinti per atti inconsulti, minaccie e peti pubblici, nel giro di 24/48 ore si viene convocati per "il corso" di uno/due giorni lavorativi, non retribuito, nel quale si impara il lavoro che si andrà a fare. E qui arriva il "Pacco": il collegare ore/fatturato porta, di fatto, a un obbligo di presenza inderogabile, per percepire stipendi che variano dgli 80 ai 120 euro netti al mese. Non sto scherzando. Il tutto condito dal trucchetto del "Lavoro in Team": con tecniche degne del Cottolengo, si dividono i lavoratori in "squadre" messe in competizione tra di loro per premi di produzione da imbecilli. Queso significa che un’eventuale assenza di un membro della squadra non porta lo stesso a doverne rispondere col datore di lavoro, ma, ancor peggio, con i colleghi che rischiano di perdere incentivi e premi per l’assenza di un altro. Spiegata questa fase, con una presentazione entusiastica vengono mostrati tutti gli strumenti messi a disposizione del collaboratore per un controllo incrociato tra il dichiarato dall’azienda in busta-paghetta e il reale, peccato che di solito questi strumenti (programmi, collegamenti intranet) siano momentaneamente non funzionanti. Come credo abbiate notato, in tutto ciò c’è un illustre assente: il sindacato! Non si ha la benchè minima notizia di sindacalisti in incognito che rispondano agli annunci di lavoro pubblicati ogni giorno sui siti e i periodici specializzati e che, poi, denuncino portando a ispezioniministeriali; in anni e anni di lavoro non ho mai visto un rappresentante sindacale entrare dalla porta dei posti nei quali ho lavorato e chiedermi lumi, e le aziende per le quali ho lavorato sono:
Libreria "Alfa": a nero. Una volta è entrato un vigile, mentre il capo mi girava lo stipendio a nero e gli ha detto: "Che fai lo paghi a nero?" scherzando. Il capo ha detto: "Eh i soldi per il contratto non ce l’ho…" il Vigile "E che non lo sò… vabbeh, ciao". Fu quasi comico vedere il mio capo di allora andare a manifestare con Rifondazione contro il precariato e la legge 30.
GEPIN SPA, mai visto un rappresentante sindacale. Il pagamento avveniva su due trance: fisso legato al numero di ore, e variabile legato ai contratti Wind piazzati. la seconda parte era regolata da un allegato tecnico che cambiava di mese in mese. Il collaboratore poteva anche decidere che l’allegato tecnico non rispecchiasse la sua professionalità e quindi recedere la collaborazione. Leggasi: o prendi questo allegato tecnico o te ne vai!
Istituto Tecnico Agrario Europa Unita: preso a nero dal Settembre 2005 al Gennaio 2006. Nell’anno scolastico successivo ho ottenuto il contratto di categoria, valido fino al 30 giugno 2007, con vertenza. Se non fossi andato io alla CGIL, non mi avrebero mai preso in considerazione.
Operation Smile Italia Onlus: preso come stagista, dal Gennaio all’Aprile 2005, sono stato confermato a nero, poche ore, 100 euro/mese, arrivate a 400. Mai visto un sindacalista. Poi la ONLUS si è scissa, e sono andato presso la neonata
Smile Train Italia Onlus. inquadrato con co.co.pro come addetto stampa, a 400 euro/mese più 150 extrabusta legate alla qualità del lavoro svolto, giudicata dall’insindacabile giudizio della sorella del Presidente.
Una certa (e dicono famosa) casa d’arte: collaboratore a progetto dal Gennaio 2008, presso la sede della "Spa", ma collaboratore di un’altra società sempre dello stesso gruppo. Ufficialmente addeto alla creazione e allo studio di nuovi casi di specie per il call centre interno, ho svolto lavori di Human Recruting, Responsabile qualità, segreteria, logistica per i venditori, gestione delle chiavi per apertura e chiusura, servizi postali, archiviazione certificati autenticità, rassegna stampa e addetto agli ordini. Stipendio 850€/mese: mi è stato fatto un contratto della durata di dodici mesi, interrotto senza motivazione il 10 Ottobre 2008. La decisione dell’interruzione mi è stata comunicata il giorno lavorativo succcessivo ad una mia assenza (ovviamente e prontamente comunicata) dovuta ad un ricovero di mia madre al pronto  soccorso per motivi cariaci. Hanno sempre negato il collegamento tra i due episodi, ma mi è stato fatto presente che, finchè antepongo la famiglia al lavoro, difficilmente potrei fare carriera ovunque vada.  La cosa che maggiormante mi diaspiacque nell’essere stato allontanato da quella casa d’arte, comunque, fu che propio in quei giorni lanciarono un canale televisivo satellitare, al quale avrei potuto dare il mio contributo. Canale che adesso è ben visibile, anche se dedito alle linee telefoniche, cosa dalla quale, invece, mi sarei ben guardato dal dare il mio contributo…..

E in tutto ciò il sindacato?

E "Chi l’ha visto"?….

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5 Risposte to “La CGIL dov’è?”

  1. utente anonimo Says:

    io ho lavorato 5 mesi per Alleanza Assicurazioni. stipendio: 280e al mese
    la stessa identica cifra che prendevo come garzone in una pizzeria (lavorando 3 sere a settimana)

    che tristezza…

  2. gau Says:

    Ho la soluzione.
    Compramose ‘na pizzeria e mettemo Kolchoz davanti alla fornace…

  3. kolchoz Says:

    Dentro alla fornace saprei chi mettece!

  4. gau Says:

    Non cominciamo con le liste di proscrizione, eh?

  5. marish Says:

    Amico mio. Lo sai come la penso. E’ inutile che ributti fuori tutta la mia bile. Ti dico solo che la grossa presa per il culo dei due paesi, delle due tipologie di lavoratori etc è la più grossa vergogna dopo le leggi razziali…

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