Buon Natale

340xBuon Natale al Capitano di Vascello Giovanni Gumiero, marito – anzi, per meglio dire vedovo – della Signora Giovanna Reggiani. Con l’augurio che riesca a trovare le forze per rialzarsi dopo l’ennesimo colpo, sopportare il dolore e cauterizzare la nuova, terribile ferita.

Buon Natale ai giudici della Terza Corte di Assise di Roma che hanno valutato come "attenuante" lo stato di ebbrezza dell’assassino, che hanno valutato come "attenuante" il fatto che la signora Reggiani si aggirasse di notte per una stazione buia ed abbandonata, che hanno colpito con una terza sassata quella povera donna affermando nella sentenza che "senza il fattore contingente dell’ira per la resistenza opposta dalla vittima, l’aggressione avrebbe avuto conseguenze meno gravi".

Buon Natale a questi legulei da strapazzo, che dimostrano ancora una volta come in Italia l’ergastolo sia ormai praticamente bandito dall’applicazione del codice penale e, insieme a quegli altri fenomeni che hanno concesso gli arresti domiciliari all’autista cocainomane di un bus che ha travolto un’ignara vittima a Roma, sembrano fare di tutto per dare ragione a chi dice che i magistrati dovrebbero andare tutti in cura da uno psichiatra.

Buon Natale al Sindaco Alemanno, che ha ancora tanto da fare. La città che l’ha eletta, signor Sindaco, si incrudelisce, si slabbra e si degrada sempre di più. E’ ora di darsi una mossa.

Buon Natale a Giovanna Reggiani, infine. Che ha subito le pene dell’inferno. Che ha visto l’inferno. Che possa vegliare sulla sua famiglia, accarezzando stanotte i suoi cari nel sonno. Asciugando per quanto possibile le loro lacrime.

E le nostre.

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8 Risposte to “Buon Natale”

  1. utente anonimo Says:

    Per quel che riguarda il discorso del 31, mi spiace, ma li istuazione è complessa. Purtroppo ho assistito all’incidente, essendo sccesso davanti alle finestre di casa mia, e ti posso assicurare che là, in quel punto, è vietato anche solo fermarsi e che la macchina, al momento dell’impatto, era ancora accesa, quindi quel poveretto che è morto (massima solidarietà sempre&comunque) è stato molto imprudente e ha persino violato il codice della strada….

  2. utente anonimo Says:

    Lo so, la conosco anch’io quella strada. Sarà stato anche imprudente, ma quell’altro guidava un mezzo PUBBLICO strafatto di coca. Mi sembra un filino peggio…

  3. utente anonimo Says:

    Ma de che parlamo. De Cid…
    M

  4. utente anonimo Says:

    Non è una questione di CID…. il discorso è che qualunque avvocato men che sprovveduto tirerà fuori il conducente di autobus, e non perchè i giudici saranno psicopatici (Non è carino), ma perchè non sarà stato possibile provare il dolo nell’omicidio….

  5. utente anonimo Says:

    Non si tratta del CID. Il discorso è che in questa vicenda basterà anche il più scalcinato degli avvocati per far uscire di prigione il conducente di autobus…. perchè non esiste dolo e se l’autobus non superava i 70 KM/H non c’è nemmeno il superamento dei limiti di veolcità. L’aver trovato i metaboliti della cocaina prova che il soggetto(deprecabile) è uso sniffare cocaina e che l’abbia sniffata nelle 72 ore precedenti l’essere salito sull’autobus, non che fosse strafatto di coca….

  6. utente anonimo Says:

    Sarà solo una tragica fatalità allora che uno (deprecabile) si faccia di cocaina – e a quando risalga l’ultimo tiro lo sa solo lui – e butti giù un tizio con un autobus. E’ proprio questo il punto: discutiamo quanto ci pare sulla facilità con cui un avvocato scalcinato tirerà fuori l’autista di galera, ma resta il fatto che quel simpaticone avrà portato gente in giro per Roma sotto effetto di stupefacenti (72, 48 o 24 ore che sia). E questo, francamente, non va bene. Roma è ridotta a uno schifo proprio perché davanti a questi episodi ormai si prova solo l’artefatto gusto dell’assuefazione.

  7. utente anonimo Says:

    mi fa piacere la certezza con la quale sei sicuro che quell’autista abbia guidato sotto effetto di sostanze stupefacenti…. beato te che lo sai! A me Roma non sembra ridotta uno schifo… almeno non è peggiore di tante altre città del Pianeta (Non lo era con Veltroni e non lo è nemmeno con Alemanno… anche se non mi faccio illusioni su un suo miglioramento, che è sempre auspicabile)…. l’assuefazione è figlia del “Ecco è tutto uno schifo”, ma se si comprendono a fondo le tematiche e le problematiche l’assuefazione non viene, anzi viene una legittima speranza, figlia della fiducia nelle istituzioni democratiche. Mi spiego: siccome credo che quell’autista non sia un massone con chissà quali agganci altolocati (altrimenti non avrebbe fatto l’autista ATAC, men che meno l’ultimo sabato pomeriggio prima di Natale), se i magistrati hanno ritenuto opportuno dargli gli arresti domiciliari lo avranno fatto a ragion veduta, e se, qualora lo dovessero assolvere, lo avranno assolto sempre a ragion veduta. Tutto qui!

  8. gau Says:

    Non ho nessuna certezza. I magistrati facciano il loro lavoro e gli autisti dell’ATAC facciano altrettanto. Rovesciando il concetto, se gli sono stati dati gli arresti domiciliari evidentemente qualcosa ancora da chiarire sul suo comportamento c’è. Vero, avvocato?
    Ciò detto, risparmiaci il pistolotto sulla fiducia nelle istituzioni democratiche, l’autista non-massone, sull’assuefazione figlia del qualunquismo (“è tutto uno schifo”) di cui non mi sento affatto alfiere. E se dai un’occhiata più approfondita al blog, puoi verificarlo da solo.
    Le mie affermazioni sul degrado di Roma – peraltro non isolate, da quello che leggo e sento – derivano solo dalla lunga consuetudine con questa città, dall’averne percepito a poco a poco l’impressione di un progressivo e inesorabile slabbramento e dall’aver potuto constatare i passi da gigante che altre città europee (Barcellona, Berlino, Praga e potrei andare avanti a lungo) hanno fatto in questi anni, lasciandoci piuttosto indietro.
    Quanto infine a “tematiche e problematiche da comprendere a fondo”, mi perdonerai ma mi sembra un concetto vago e fumoso. A me risulta che sui principali problemi di questa città, molte persone girino la testa dall’altra parte fedeli al “tirare a campare” e attente al proprio particolarissimo e personalissimo tornaconto. Altre invece sono molto sfiduciate e non intravedono, evidentemente, quella “legittima speranza” di cui parli.
    Poi, proprio a proposito di tematiche e problematiche concrete, al di là del conducente che tira di coca, il post mirava essenzialmente a non far dimenticare ciò che è accaduto alla signora Reggiani, una vergogna rinnovata dalle motivazioni della Terza Corte di Assise di Roma.

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