Sky, mettiamo ordine

televisioneE’ polemica di questi giorni l’innalzamento dell’IVA sull’unica pay tv satellitare  italiana, Il governo, dietro sollecito dell’UE, ha abrogato l’IVA agevolata alle paytv via cavo e via satellite, portandola dal 10 al 20%. Ecco, questo è il dato: ora dobbiamo vedere da dove parte questa storia. Questa è una storia che tra pochi giorni festeggerà il ventesimo anniversario: era il 1989 quando il settimo governo Andreotti affida al Ministro Oscar Mammì il compito di mettere ordine all’interno del sistema radiotelevisivo italiano. Nell’estate del 1990 arriva la famosa prima legge sulla televisione privata italiana. Tra le varie novità viene introdotta anche la TV satellitare e la TV via cavo. Nasce, a questo punto, il consorzio Tele+, creato da Berlusconi, Kirch e Cecchi Gori. Inizalmente trasmette sulle frequenze analogiche terrestri, perchè i costi, all’epoca, per installare un impianto di ricezione satellitare erano proibitivi per un utente medio. Viene introdotta, per la prima volta in Italia, la TV privata a pagamento (ricordate i famosi e giganteschi decoder di Tele+2?). Chiaramente la Tele+ analogica terrestre è assolutamente abusvia (adesso le sue frequenze sono occupate da Sport Italia), ma il consorzio si rifiuta di andare sul Satellite, sempre per ragioni di costi e miserrime possibilità di intercettare un qualsivoglia pubblico. L’accordo arriverà all’inizio del 1994 quando il Governo decide di abbassare l’IVA al 4%, anche per favorire l’arrivo sul mercato di Stream Tv, la prima TV via cavo italiana, nata da un Joint Venture alla quale prese parte pesantemente l’Enel. Ma quel 1994 non segna il decollo delle tv satellitari e via cavo in Italia, Tele+ rischia di sparire e l’alleanza Cecchi Gori-Berlusconi naufraga definitivamente. il Governo Dini capendo come l’IVA agevolata non abbia favorito il diffondersi delle nuove teconcologie di trasmissione, decide di toglierla, salvo poi fare retromarcia e fermarsi allo scalino mediano del 10%. Anche Stream sembra essere sull’orlo de baratro, perchè la cablatura del Paese non è praticabile per gli elevati costi e per l’impssibilità di fornire sempre la tecnologia migliore possibile. Così, siamo nel 2000, Stream, abbandonata dall’ENEL, decide di regalare i cavi già piantati a Ebescom, che, nel frattempo, lancia Fastweb. La concorrenza tra Stream e Tele+, però, non favorisce lo svilippo delle televisioni che, anzi, ne risentono in quanto entrambe puntano sul calcio, ma entrambe forniscono un prodotto zoppo che costringe chi voglia seguire le partit integralmente a dotarsi di doppio impianto e doppio abbonamento. Nel 2002 viene introdotta l’obbligatorietà del decoder unico per entrambe le piattaforme. E’ un pannicello caldo che spinge un po’ le Tv satellitari. Nel 2003 Rupert Murdoch acquista, clamorosamente, Stream TV e, in pochi mesi, la fonde con Tele+ che, unite, il primo agosto 2003 danno il via a Sky Italia, Berlusconi fiuta l’affare e entra in società col magnate australiano. La crescita di Sky è impressionante, fino al 2007, quando supera i 4 milioni e cinquecentomila abbonati. Secondo molti osservatori questo è il livello di saturazione. Infatti i dati del 2008 parlano di una sostanziale stasi nel numero di abbonati, con una tendenza al ribasso. Anche perchè, nel frattempo, è comparsa in Italia la TV digitale Terrestre, fortemente pompata dal Governo Berlusconi che incentiva l’acquisto del decoder, purchè dotato di fessura per l’inserimento della tesserina per l’acquisto dei programmi a pagamento. Nella TV digitale terrestre la parte del leone la fa Mediaset Premium, la tv digitale a pagamento del Premier, che propone, di fatto, una versione "Easy" di Sky: stesse partite (serie A e champion’s league), stessi film (Spesso anche in contemporanea), stesse serie tv: insomma stesso target, ma un po’ più propenso al risparmio. Chiaramente la qualità è infitamente peggiore. Arriviamo all’Aprile 2007: Meidaset si accorge di pagare un’IVA maggiore rispetto al concorrente Sky e avvia, presso l’UE, una procedura per la richiesta di adeguamento dell’IVA tra i due soggetti, in quanto considera (giustamente) la differenza sull’IVA un indebito aiuto di Stato alle TV satellitare e via cavo. Passa un anno e mezzo e l’UE dà ragione a mediaset che, nel frattempo, è tornata ad essere la tv del Premier, il quale decide di innalzare, di imperio, le fatture agli abbonati Sky, invece di ridurre i pagamenti  per gli utenti Mediaset. La reazione di Sky è scomposta e pure un po’ fastidiosa (Sorvolo sulla reazione dei DS che è disarmante!): si scopre descamiciada e popolana, quasi populista. Invita gli abbonati a inondare di mail il governo. Insomma considera questo provvedimento uno scippo ai danni degli abbonati. Ma a questo punto mi vien da ricordare le porcate fatte da Sky (che non giustificano la decisione di Berlusoni in pieno conflitto di interessi): diffondere i codici dei suoi programi per dimostrare l’inaffidabilità del sistema di codifica ereditato da Stream, in modo, poi, da poterne introdurre un altro conoscuto solo a loro e così poter distruggere il mercato dei decoder satellitari; rendere gli stessi decoder una sorta di scatola chiusa alla quale le tv accedono pagando un affitto, e comunque il tutto sottoposto a un costante monitoraggio dei contenuti espressi dal canale (per la serie: se quello che dici piace a Sky vai in onda, altrimenti vai sui decoder inibiti a Sky, che ora non usa più nessuno… alla faccia della democrazia!); abbonarsi al pacchetto Full di Sky costava, nel 2003, 55€/mese, adesso ne costa 63€/mese, senza possibilità di scelta: il tutto veniva giustificato dicendo che venivano proposti nuovi canali; più che proposti erano imposti, e poi la maggior parte di essi sono la versione "+1" di uno già esistente (stessa programmazione, differita di un’ora!). Nel momento del passaggio dai vecchi ai nuovi decoder li hanno semplicemente imposti, addebitando un costo supplementare di 78€ per ogni utente, senza dare preavviso. Concludendo, pur da abbonato Sky (e spero di poter continuare a esserlo), ritengo che questa storia, ovunque la si guardi, fà sufficientemente Skyfo!

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2 Risposte to “Sky, mettiamo ordine”

  1. utente anonimo Says:

    Lascio ogni mio commento a Leibniz.
    Prego.
    http://www.leibniz-blogs.it/2008/12/01/sky-active/

  2. gau Says:

    E, come al solito, ce mancava solo lui…
    http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_04/sky_grillo_murdoch_36cf3762-c219-11dd-9cf5-00144f02aabc.shtml

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