Complimenti

A mente fredda.
Ma con il cuore gonfio di ammirazione e con il desiderio senza senso che si rivoti prima possibile.
La mia particolare lista di complimenti.
Primo. A Barack Obama. 44° Presidente della più grande democrazia del pianeta. Primo afroamericano a comandare il mondo. Per chi è cresciuto con i Public Enemy, con i Disposable Heroes of Hiphoprisy, con Spike Lee e il ricordo di Malcolm X sono momenti che non si dimenticano. Si rimane, dopo una notte quasi insonne, basiti a guardare la TV ed, in fondo, a provare felicità anche per quello sparacazzate di Jessie Jackson. Si è assistito ad uno di quei momenti storici che non capitano spesso. Ora, però, finita la sbornia emozionale e molto da stadio (vero Kolchoz?) è ora che tutti si riapproprino della propria testa. Che prendano seriamente in considerazione che BHO non ci pensa neppure a lasciare l’Iraq così su due piedi (come fosse uno Zapatero qualsiasi) e che non ha grossolane idee rivoluzionarie in ambito economico. La mia impressione è che Obama, ripulito dall’aura di "uomo della Provvidenza", politicamente sembri piuttosto un classico Presidente Democratico. Cioè uno che non ha idee chiare su come muoversi e che quando ce le ha, fa guai. Che è stato votato fondamentalmente "contro" la precedente amministrazione colpevole di chissà quali crimini contro l’umanità. Insomma, come ho già detto, speriamo di non trovarci di fronte ad un nuovo CarterClintonJohnsonKennedy (mio Dio….). Mi basterebbe un decimo di Truman.
E comunque spero di sbagliarmi. Il ragazzo mi pare sveglio.
Secondo. Complimenti a John McCain. Straordinario. Commovente. Ha insegnato a tutti cosa significa credere follemente in una impresa mentre tutto il mondo ti ride dietro. Il Maverick repubblicano, eroe di guerra, senza padroncini se non il suo onore, ha pagato, molto più di Bush come predecessore secondo me, l’età troppo in là ed indiscutibilmente un Vice inquietante (gli americani non sono ideologici come noi  e quindi un pensierino al diabete di Mc e alla possibile presidenza della Palin ce l’hanno fatto…). Rimane, oltre tutto questo, un grande. Il discorso finale post-risultati, già postato dal vecchio Gau, è la spiegazione chiara ai mille imbecilli della nostra società e politica di che cosa sono loro e di che cosa siamo noi. Purtroppo in elezioni così trascinate dalla crisi economica e da una critica eccessiva verso il precedente Bush non gli sono serviti l’essere un repubblicano e quindi l’avere idee più chiare su tutti gli ambiti di azione (soprattutto in politica estera).
Dispiace. E’ andata così. Sarà per un altra volta. Comunque. Daje John. Daje tutti.
Terzo. A Right Nation. Fantastici. I miei eroi. I professionisti maniacali dei sondaggi. La voce "parzialissima" del blogging di destra. Ci ha regalato una straordinaria esperienza vissuta delle elezioni americane. Non nei grandi raduni oceanici di sostenitori (manco fossimo al Circo Massimo) ma durante uno scalcagnato, delirante e geniale viaggio On the Road, nella Virginia rossa, alla difesa dei voti nel "fortino" di McCain. Tra fast food, connessioni wireless che saltano, foto improbabili e stickers senza senso hanno scritto uno straordinario pezzo di involontario giornalismo. Se non sono finiti in manicomio meritano il Pulitzer.
Quarto. A Christian Rocca. Giù il cappello di fronte al più grande inviato negli States. Camillo è oramai più che un blog. Ci si collega per comprendere la realtà americana a fronte della mille idiozie che ci spacciano i merdosi quotidiani italiani (ricordo, vergognadomi, che un noto giornale ha persino pubblicato la foto ritoccata della Palin in prima pagina). Con una folle e commovente ostinazione, giorno dopo giorno, ci ha raccontato le ultime dai quartier generali. Quando si è espresso sulla oramai sicura vittoria di BHO tutti noi abbiamo capito e ci siamo rassegnati.

Infine non merita complimenti ma solo compassione il nostro paese.
Che assiste ad elezioni come queste e non le capisce. Che continua a "tifare" per un candidato perchè "nero", perchè "contro", perchè "vuole rinnovare" (ma rinnovare che?!?). Che lo fa senza naturalmente leggere i programmi su politica estera, interna, economica. Che trasmette dentro elezioni di un altro paese, diversissimo dal nostro per mille cose, le proprie pulsioni da stadio. Si tifa Obama, si sale sul carro del vincitore e si finisce per stare, stranamente, dalla parte del buon Martino che, il giorno delle elezioni, rimaneva l’unica voce di dissenso all’Obamismo idiota e superficiale. Gli stessi Obamisti, ci scommetto le palle, che scenderanno in piazza a manifestare (ma qualcuno le vuole o no rendere incostituzionali ste cazzo de manifestazioni…) contro il tradimento della "speranza" quando cioè BHO farà il suo dovere e cioè il Presidente dell’unica potenza democratica del pianeta.
Buon tutto e daje Obama.

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Una Risposta to “Complimenti”

  1. JimmyOlsen Says:

    Bello.
    Bello tutto.

    Ma appena scendi a Roma ti spacco la faccia.

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