Barach Obama for president

Obama CaricaturaE così, ci troviamo a commentare l’elezione del primo presidente della Repubblica Statunitense di colore. Innanzi tutto complimentissimi alla democrazia statunitense. Non c’è niente da fare, ha tantissime pecche, ma è una cosa che c’è. In quarant’anni gli USA sono passati dalle lotte contro il segregazionismo, a un presidente di colore. In questo formidabile salto in avanti dell’intera società statunitense c’è la matrice delle speranza del popolo statunitense: un popolo che in meno di due generazioni passa dal razzismo legalizzato, a un presidente multietnico, vuol dire che ha una tale elasticità mentale che gli permette di adeguarsi a ogni difficoltà. Comprendere i motivi di questo strabiliante trionfo non è facile: da 24 ore e, almeno fino al giorno del giuramento, ci proveranno in tante, forse troppe persone, certamente molto più qualificate del sottoscritto. Io vorrei dire la mia umilissima opinione. Non è stata solo la vittoria del marketing, o dell’età, o la volontà di superare, almeno a livello di facciata, il razzismo. No, ho avuto la sensazione che gli statunitensi abbiano voluto dire basta. Basta a tutto ciò che Bush ha rappresentato, non sempre per colpe sue. Forse il 4 Novembre 2008 gli Statunitensi hanno voluto consegnare l’attentato alle Twin Towers alla storia: basta la ricerca costante del nemico terrorista, basta con i consumi incitati per far uscire l’America dalla crisi, basta con Guantanamo…. Adesso che l’esplosione della bolla dei mutui subprime sta costringendo molti statunitensi a lasciare le loro case, ho come la sensazione che gli americani abbiano voluto regalarsi una novità, qualcuno che non ricordasse, nemmeno per appartenenza partitica, il passato che, sia pur con momenti floridi, con momenti di forte aggregazione, in questo 2008 ha presentato l’amaro conto di un Bin Laden ancora a piede libero, di un tenore di vita sempre più a rischio e di una concezione della politica fortemente intrisa di misticismo religioso, che si batte proprio contro altre tragiche commistioni tra religione e politica, con conseguenze disastrose. Cosa accadrà da domani, sinceramente, non lo sò: non credo affatto a cambi epocali, anzi già vedo dimostrazioni anti USA, già sento chi parlerà del tradimento di Obama. Ma per ora, al di là di coma la si pensi, c’è di che gioirne… il Mondo aveva bisogno di una ventata di aria fresca. E, dirò, mi dispiace per Mc Cain: in fondo non mi è mai stato antipatico. (A differenza della Palin,,,, ma qui credo che nessuno ne sentirà la mancanza)

PS: Per avvantaggiarmi sulle contestazioni, ho messo la prima caricatura di Obama da presidente!

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4 Risposte to “Barach Obama for president”

  1. JimmyOlsen Says:

    Sì, sì.
    Va bene tutto.

    Ma si chiama Barack, non Barach.

    Per il resto, spero non metta veramente Hillary come ministro di qualche cosa… dai, tutto ma non questo…

  2. gau Says:

    Com’è abbronzato…

  3. kolchoz Says:

    Chiedo scusa per il refuso. Sì speriamo che Hillary se ne stia a casetta… per quel che riguarda l’abbronzatura, secondo me Berlusconi ha rosicato. Ha trovato uno “Più giovane”, “Più potente”, “più bello”… e si è detto “Cazzarola, è pure più abbronzato!”

  4. gau Says:

    Sì, è probabile…

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