Quattro e un quarto

ferg1feOvvero come rovinare definitivamente una trasmissione di successo.

"Otto e mezzo", il fortunato programma di approfondimento di La7 inventato da quel geniaccio di Giuliano Ferrara, ufficialmente non esiste più. Dopo che il suo autorevole fondatore, il Direttore del miglior giornale italiano, si è dedicato alla battaglia per la vita, alla moratoria contro l’aborto, la "creatura" è andata gradualmente deperendo.

Dai fasti della coppia Ferrara-Armeni (a mio avviso la migliore delle varie sperimentate) che reggevano alle 20.30 il confronto con corazzate dell’ascolto come Striscia, i pacchi, gli affaracci tuoi e le partite di calcio, si è passati al duo Ritanna Armeni – Lanfranco Pace.

La Armeni aveva imparato il mestiere, aveva capito come fare le veci dell’illustre maestro senza diventare grottesca e in fondo mantenendo la sua onestà intellettuale di giornalista di sinistra, di fiera ex portavoce di Bertinotti. Chi non funzionava era Pace, con un sorriso beffardo degno di miglior causa, un sarcasmo inadatto ad un somaro patentato come lui ed un’inflessione (conta anche quella) da pizzicarolo di Tor Tre Teste. Ottimo per "il punto", pessimo per lo studio.

Quest’anno, il tracollo. Di Giuliano neanche l’ombra, via anche la Armeni e (grazie a Dio, per lo meno) Pace. Dentro Lilli Gruber e un povero galoppino di cui non ricordo neanche il nome. Una pena. Rimpiango quasi i tempi in cui la Gruber era faziosa: ora sembra piuttosto atteggiarsi a donna vissuta, a maestra di giornalismo. Anzi, a maestra e basta.

Dell’altro non parlo. Mi parrebbe di infierire. Timido, impacciato, inutilmente aggressivo con gente preparata come Visco e simil-tappetino con ospiti che potrebbero lamentarsi con la dirigenza di La7 per cacciarlo. Meglio tacere. In un momento di crisi come questo dove lo si trova un altro posto in televisione?

Il risultato è un guazzabuglio di affermazioni, informazioni e opinioni senza un filo logico, senza nemmeno il tentativo di "manipolare" faziosamente gli ospiti per far dare loro ragione alla parte politica rappresentata da Ferrara o Lerner o Armeni o Buttafuoco, etc. Niente di niente. Un piattume patetico in cui svetta soltanto la sfrenata ambizione ai colpi di sole di Lilli.

Rivolgo un appello, anzi una prece, a Giuliano Ferrara. So che Lei è contrario. Che ripugna alla Sua coscienza e che, se potesse, continuerebbe ad alimentarla con flebo e bottiglie d’acqua. Che mi direbbe che non si uccide una creatura così.

Ma la prego. Almeno per una volta. Faccia staccare le macchine che alimentano la Sua ex trasmissione.

Fa male vederla ridotta così.

 

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5 Risposte to “Quattro e un quarto”

  1. AndrewsTavern Says:

    Prima o poi un post del genere andava fatto, qui o alla Taverna.

    In effetti ci pensavo da un po’, dunque mi fa piacere vedere che ci hai pensato tu… per quanto riguarda la conduzione sono d’accordo con te: la coppia Ferrara-Armeni è stata senza dubbio la meglio assortita, nonostante le idee totalmente opposte dei due.

    Ma l’intelligenza, si sa, alla fine vince sempre… e infatti è stato sicuramente il miglior ciclo della trasmissione. Anche perché l’Armeni era sicuramente molto più di una “spalla”.

    Lanfranco Pace sembrava buttato lì quasi a sorpresa, era spaesato, non sapeva nè cosa fare nè cosa dire… un’anima in pena che correva a rifugiarsi dietro la gonna della mamma.

    Lilli & il vagabondo invece hanno definitivamente ucciso la trasmissione.

    La scelta della Gruber è stata probabilmente dettata dall’esigenza di mettere perlomeno un volto noto, ma hanno sbagliato soggetto. Quell’altro è un pupazzo messo lì tanto per far numero, probabilmente uno della testata giornalistica della rete.

    Detto ciò, spero in un repentino (e drastico) cambio di rotta.

  2. kolchoz Says:

    .

  3. utente anonimo Says:

    Strasottoscrivo. Meno male che qualcuno se n’è accorto. Ferrara aveva fatto della strada in questi anni. Era riuscito, lui in prima persona, ad evolvere dalla dalettica quasi fine a se stessa alla capacità di confronto, di dialogo. Per di più in TV. Davvero troppa manna, a saper leggere, per noi poveri fruitori della scatola più falsa di casa nostra. Secondo me, l’ha abbagliato l’ambizione della politica ‘attiva’, quando invece l’azione più forte (e di servizio, ed utile) era proprio questo spazio del dialogo praticato. Nel quale la presenza della Armeni si inseriva a perfezione. Ma dove sono, tutti e due ? Perchè non tornano, almeno uno dei due ? cosa sta succedendo a LA7 ????
    Maria Grazia

  4. utente anonimo Says:

    Come al solito illuminante il commento di Kolchoz…

  5. gau Says:

    Esatto, lapidario oserei dire…

    Comunque sono d’accordo con Maria Grazia: era l’unico spazio di dialogo intelligente e serio sulle TV nostrane.
    O ce lo ridanno oppure è meglio che cancellino la pallida imitazione che intendono propinarci ora. Cosa sia successo a La7 davvero non lo so.
    Poi sul concetto di “dialogo” in Italia vorrei scrivere due parole a parte.

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