Solidi come banche…

crashPiccola postilla alla doverosa segnalazione di marish sull’ottimo post (e articolo) di FF.

Innanzitutto per dire che, a tutt’oggi, nessuno sa dire con certezza quanti risparmiatori italiani abbiano titoli "spazzatura" nel loro portafogli. Né tanto meno quanti di questi titoli siano oggettivamente collocati sul mercato italiano.

Non lo dico io. Lo dice Scaroni, Amministratore delegato di ENI. Lo cominciano a dire anche alcuni imprenditori, politici e analisti finanziari.

Ergo, pur considerando che le nostre banche sono state meno esposte di quelle americane e britanniche alle intemperie della finanza mondiale (per le ragioni non sempre nobili cui FF accenna) e che la propensione al risparmio dei nostri concittadini è ancora una delle più alte al mondo, non si conoscono esattamente le possibili conseguenze della crisi in Italia.

Una però c’è già. L’unica banca italiana "globalizzata", che ha acquisito altri istituti in Austria, Germania e in tutto l’Est europeo, fino alla Russia, comincia a mostrare qualche preoccupante segno di cedimento. Unicredit vede il suo titolo oscillare nell’altalena della borsa, il suo AD Profumo prima manda una mail (!!!) di rassicurazione ai suoi dipendenti, poi va al TG1 e dice che "la banca è solida", che la liquidità non è in discussione, che si tratta solo di speculazioni borsistiche.

Oggi apprendiamo che sta avviando un "aumento di capitale" mascherato per 9 miliardi di euro attraverso la vendita di patrimonio immobiliare ed emissione di nuove azioni per rastrellare liquidità. Non è un buon segno.

Ma, come al solito, l’esatta percezione delle cose te la danno le persone con cui parli faccia a faccia. Mentre andavo a fare due tiri a canestro con un mio amico, che incidentalmente è amministratore delegato di una importante società del gruppo Unicredit in un Paese straniero, gli chiedo come vede la questione. Insomma, gli domando cosa diavolo accadrà.

E lui, serafico, mi risponde che non c’è pericolo, che la banca è solida, che la liquidità non è in discussione. Poi mi dice che tanto, se proprio le cose dovessero andare "a schifìo", ci sarebbe sicuramenta qualcuno che la banca se la compra. E mi dice che c’è già stato un approccio in questo senso dal Banco di Santander (spagnoli). Gli rispondo, un po’ preoccupato, di averlo letto su tutti i giornali, italiani e non. E lui, raggelandomi, mi fa: "Ma come? La notizia era pubblica?".

Lo capite in che mani siamo?

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5 Risposte to “Solidi come banche…”

  1. utente anonimo Says:

    Bene.
    Benissimo, direi.

    Mi sa che inizio a pensare seriamente a trasferirmi in un’altro Paese…

  2. utente anonimo Says:

    Se vuoi, qui c’è posto….

    Gau

  3. gau Says:

    Tra l’altro, ad adiuvandum, dal Corriere di oggi:

    «So che lo scenario esterno era già negativo prima – ha spiegato Profumo. – Chiaramente abbiamo sottovalutato le condizioni del mercato. Abbiamo fatto degli errori di valutazione, questo ci è assolutamente chiaro». Secondo l’ad, inoltre, «è impossibile prevedere se l’utile per azione diluito al 2010» sarà in linea con i target. «È difficile dire se ci sarà un’ulteriore deterioramento della situazione o se i mercati si riprenderanno – ha aggiunto Profumo – è impossibile dire che l’utile per azione sarà confermato». Le ulteriori svalutazioni sul portafoglio di Asset backed securities (Abs) e di obbligazioni bancarie che Unicredit operererà nel terzo trimestre 2008 ammontano a «circa 700 mln di euro» ha inoltre spiegato Profumo «All’incirca – ha detto l’ad agli analisti finanziari – si tratta di 500 mln per le Abs e di 200 mln per le obbligazioni bancarie. È una cifra in linea con quello che vi avevamo sempre detto»

    ahi ahi ahi…

  4. utente anonimo Says:

    Ripeto. E’ la mia banca.

  5. gau Says:

    Prepara i cartoni.
    La mensa caritas è sempre aperta.

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