Snoop Dogg live at East

snoopdoggydoggGiù il cappello davanti al Signor Calvin Cordozar Broadus jr.

Il rap è una cosa seria: se sei in circolazione dal 1993, se riesci a tirare fuori dal cilindro un’idea originale ogni anno e riesci a tirare fuori di casa in un freddo giovedì sera un "vecchio trombone precoce" (kolchoz copyright 2008) per mischiarlo in terra straniera con gente di quindici anni più giovane, beh nulla da dire.

Snoop ha da tempo svestito i panni del gangsta per indossare quelli dell’artista. Uno che di musica e spettacolo (cinema, tv, palco) ne capisce come pochi. L’ennesima conferma la regala in una performance di un’ora e quindici minuti in cui il nostro appare svogliato e indifferente, eppure riesce con tre o quattro trucchi del mestiere a lasciare il segno.

30-11-05_2141Si presenta con tuta adidas nera, la giacca ricoperta di brillanti, occhiali da sole all’ultimo grido, cappuccio riverso sulla testa ed anello con scritta "Snoop Dogg" 20×10 cm al dito. I suoi amici non portano solo campionatori e piatti, ma anche batterie e chitarre elettriche. Per accontentare i disciplinati ma entusiasti giovani ex oltrecortina concede "Who am I?", "Snoop’s upside your head", "Go Girl", "Drop it like it’s hot" ed altre perle del suo repertorio, ma il meglio lo dà come showman, approfittando del maxischermo accanto al palco che proietta le espressioni del suo volto mentre canta.

L’impressione è che tenga in pugno la platea con facilità irrisoria. Istrionico, languido e ammiccante, Snoop sembra Houdini di fronte ad un classe di bambini di quinta elementare.

Omaggia l’immortale amico Tupac, fa mettere al DJ un brano di Bob Marley, ma soprattutto inizia a saltare come un matto indossando la maglietta del calciatore locale più famoso e sventolando la bandiera del Paese che ospitava il concerto, anche se ritengo piuttosto verosimile che sappia a stento dove si trovi. Ma questo lo fanno un po’ tutti direte voi, bella forza.

30-11-05_2234Già, ma Snoop ha aggiunto un tocco di classe. Non ha scelto una base qualunque per salutare l’ex Patto di Varsavia. Ha ballato sulle note di "Jump around" degli House of Pain. Il Maestro insegna che se devi raccogliere applausi facili, almeno fallo come si deve.

E mentre ringraziavo fra me e me Dr.DRE per aver lanciato (anche) questo fenomeno, pensavo che non sarebbe stato male vedere sul palco Johnny Cash dare una pacca sulla spalla a Snoop per il pezzo che gli ha dedicato, "My medicine". Da genio a genio.

 

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