Giovanni Masotti

masottiNon c’è alcun dubbio. Avremmo sicuramente vinto la Seconda Guerra Mondiale se fossimo riusciti a infiltrare nelle linee inglesi un nostro uomo. Giovanni Masotti.

Il corrispondente del Tg1 da Londra è un perfetto guastatore della notizia, un inimitabile professionista della "disinformacija", come dicevano i sovietici. Anzi, di più. E’ un inviato da una dimensione parallela, un uomo che ci delizia con vere e proprie "news from outer England".

Chi può dimenticare la notizia riportata e commentata con dovizia di particolari sulla protesta degli anziani britannici contro i cartelli stradali che invitano gli automobilisti a prestare attenzione ai pensionati che attraversano la strada perché ritraggono i vecchietti curvi e col bastone? E, solo per citare un altro esempio, come non tramandare ai posteri il servizio di Masotti su un anziano signore cui il medico curante aveva dato pochi mesi di vita? Ricorderete che l’anziano aveva lasciato il lavoro, donato tutti i suoi soldi a parenti e organizzazioni benefiche, salvo poi scoprire che non stava affatto morendo, che il medico aveva sbagliato.

I servizi del nostro idolo dall’ex Impero di Sua Maestà Britannica non sono casuali. Lui è il terminale offensivo di un’arguta e raffinata strategia dell’informazione: l’obiettivo è di far passare la Gran Bretagna per un Paese dove accadono cose senza senso, un Paese di simpatici mattacchioni, dove Benny Hill è il Sovrano e Mr. Bean il Premier, un Paese da operetta. Una specie di "Paese della Meraviglie" in cui la nostra Alice può tuffarsi per intervistare con gioia il primo Cappellaio Matto in cui si imbatte.

Che faccia triste fa il nostro Giovanni quando gli toccano notizie serie come la diffusione di "corti di arbitrato", alias Tribunali che applicano la sharia a cittadini britannici musulmani in materie come diritto di famiglia, eresdità, etc., in cinque città del Regno Unito. O quando deve suo malgrado affrontare il disastro della banca d’affari Lehman Brothers ed affacciarsi in un mondo così diverso dal suo Paese della Meraviglie. La City.

Perché Giovanni è fedele alla sua missione. La perfida Albione – dove barboncini e cartelli stradali sono la principale preoccupazione – è un luogo insignificante rispetto ad un Paese, il nostro, dove le compagnie aeree risorgono come l’Araba Fenice, dove le città riemergono dalla monnezza come Atlantide dall’Oceano, dove pezzi di territorio sono governati da Sandokan, Nitto Santapaola detto ‘U Licantrupu e Cicciotto ‘e Mezzanotte. Il Regno Unito di Masotti non è il Paese moderno, all’avanguardia, dove i giovani vogliono andare a lavorare, il Paese di peso nell’economia e nella politica internazionale che altri mistificatori della "seria" informazione vorrebbero farci credere. E’ piuttosto un non-luogo, un posto surreale dove se non avete un cappello rosa o non passate le domeniche a fare cose stravaganti come dipingere di arancione la porta di casa siete dei gravi disadattati.

Sul web c’è già chi da tempo lo dileggia, chiamandolo "Re Giovanni Senza Terra", prendendolo in giro per la chioma cotonata. Voi non capite. Lui è un guerriero. E’ un eroe, come gli Arditi della I° Guerra Mondiale, come i valorosi dell’ARMIR, come gli immortali di El-Alamein.

Temo fortemente però che prima o poi gli agenti di Sua Maestà se ne accorgano, che smascherino il soldato Masotti, che scoprano il sottile disgeno che anima lui e la redazione del Tg1 e che lo espellano come persona non grata.

Ma se mai ciò dovesse accadere, sono certo che sarebbe capace di un ultimo scatto d’orgoglio e che per una volta, per l’ultima volta, devoto fino in fondo alla causa, urlerà tutta la sua rabbia e, come il celebre radiocommentatore italiano Mario Appelius durante la Seconda Guerra Mondiale dai microfoni dell’EIAR, inciterà il suo popolo sibilando: "Dio stramaledica gli Inglesi!".

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8 Risposte to “Giovanni Masotti”

  1. kolchoz Says:

    Posso essere stronzo? A vedere tutti quei giovani rampanti, iperstimolati e ottimisti sulle loro capacità, finire col culo per terra ho goduto come un muflone!

  2. marish Says:

    oddio che palle… stiamo ancora al SIM…

  3. gau Says:

    Magari al SIM…siamo al SERT…

  4. kolchoz Says:

    Scusate, cosa è il “SIM”

  5. gau Says:

    Apri il telefonino, togli la batteria…

  6. AndrewsTavern Says:

    AHAHAHAHAHA!!!

  7. kolchoz Says:

    Sparateve….

  8. utente anonimo Says:

    Credevo d’aver sentito il massimo con quel manager Telecom che defini la battaglia di Waterloo “Uotertoo”,(così la pronunciò), come la più grande vittoria militare di Napoleone Bonaparte. Invece, qualche giorno fa, sentendo la consueta cronaca da Londra di G. Masotti mi sono ricreduto. Il palmares di quella cosa che non oso definire se l’è conquistato il nostro Giovanni! Pronunciò “Uoteluuuu” intendendo Waterloo che si pronuncia come si legge, visto che la località si trova in Belgio dove il Grande Corso subì la più cocente e definitiva sconfitta. Luciano Marastoni

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