Antonio Gava (1930-2008)

Pensatene ciò che volete.

Tuttavia, costui, ex Ministro dell’Interno, è stato accusato di associazione mafiosa (con la Camorra, nel suo caso) nel 1993.

E’ stato assolto nel 2006.

La Prima Repubblica non si scorda mai.

Gava

I Balordi ringraziano quanti si uniranno nel ricordo.

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12 Risposte to “Antonio Gava (1930-2008)”

  1. utente anonimo Says:

    Ovviamente partecipo. In una squallida serata (penso fosse da Santoro) con le sue ultime forze e la sua infinità ironia ha semplicemente ridicolizzato lo stesso e Paolo Sorrentino. Non sono mai stato democristiano. Ma cazzo, quanto mi mancano.

  2. gau Says:

    Condivido in pieno.

  3. utente anonimo Says:

    vi mancano i democristiani? Boh!!

  4. utente anonimo Says:

    Adesso, prima di chiamarlo martire ci andrei con i piedi di piombo; lo sò che direte: “Che barba, che noia, che barba che noia!”. Ma personalmente ho sentito il dovere di informarmi, gusto per il gusto della verità, che non può mancare nel ricordo di una persona che non c’è più. Allora Antonio Gava fu accusato per associazione mafiosa, accusa dalla quale fu assolto completamente, e per ricettazione, accusa per la quale fu condannato in primo grado a cinque anni e in secondo a due. La sentenza non divenne mai operativa, perchè tra il ricorso in Cassazione e la sua definitività subentrò la prescrizione. Così, per amore di verità. K

  5. gau Says:

    1. Come a dire che un cittadino non è veramente innocente finché non subentra la prescrizione.
    2. Nessuno lo ha chiamato “martire”. Era solo un ottimo uomo politico, migliore del 90% circa di quelli attuali.
    3. Quale sarebbe la fonte? Se Antonio Gava era un “ricettatore”, allota tu sei Diabolik.

  6. marish Says:

    Ahhhh. E’ tornato il Presidente Onorario della RRRRRete.

  7. kolchoz Says:

    Per quel riguarda la sentenza di condanna per ricettazione, l’ineffabile wikipedia ci viene incontro. Per la sentenza di assoluzione relativa all’associazione mafiosa ecco le motivazioni della sentenza che, secondo me, pur non configurando reati, dimostrano in via ineluttabile le responsabilità politiche di un “ottimo politico”: “Ritiene la Corte che risulti provato con certezza che il Gava era consapevole dei rapporti di reciprocità funzionali esistenti tra i politici locali della sua corrente e l’organizzazione camorristica dell’Alfieri, nonché della contaminazione tra criminalità organizzata e istituzioni locali del territorio campano; è provato che lo stesso non ha svolto alcun incisivo e concreto intervento per combattere o porre un freno a tale situazione, finendo invece con il godere dei benefici elettorali da essa derivanti alla sua corrente politica: ma tale consapevole condotta dell’imputato, pur apparendo biasimevole sotto il profilo politico e morale, tanto più se si tiene conto dei poteri e doveri specifici del predetto nel periodo in cui ricoprì l’incarico di ministro degli Interni, non può di per sé ritenersi idonea ed affermarne la responsabilità penale. […] L’imputato aveva piena consapevolezza dell’influenza esercitata dalle organizzazioni camorristiche operanti in Campania sulla formazione e/o l’attività e del collegamento dei politici locali con i camorristi, sicché non potrebbe neanche ritenersi che egli si sia interessato della politica locale senza rendersi conto del fenomeno della compenetrazione della camorra nella vita politica, alla cui gestione avrebbero provveduto, a sua insaputa, gli esponenti locali della corrente […] Appare evidente che la consapevolezza da parte dell’imputato dell’infiltrazione camorristica nella politica campana, insieme allo stretto rapporto mantenuto con gli esponenti locali della sua corrente e con le istituzioni politiche del territorio medesimo, nonché all’omissione dei possibili interventi di denuncia e lotta al sistema oramai instauratosi in zona, costituiscono elementi indiziari di rilievo da cui potersi dedurre la compenetrazione dell’imputato nel sistema medesimo, secondo quanto posto in rilievo dalla Pubblica Accusa […] Il Gava non risulta essersi concretamente attivato, quale capocorrente della Dc o nelle sue funzioni ministeriali, per porre un argine al fenomeno della contaminazione politica da parte della criminalità nel territorio campano; come nessuna iniziativa ha adottato per la sospensione dei consiglieri comunali, di cui pur conosceva la contiguità alla camorra, sospensione resa possibile dalla Legge entrata in vigore quando era ancora ministro degli Interni. » Ritengo che se si vuole essere realmente garantisti sia necessario partire da un assioma valido per tutti: la verità giudiziaria è verità storica, altrimenti vale ogni cosa!

  8. gau Says:

    Perfettamente d’accordo. La verità giudiziaria è che lui è stato assolto, punto e basta. Aggiungo che se non riesci a concepire l’abominio di una sentenza in cui si dice che “non potrebbe neanche ritenersi che egli si sia interessato della politica locale senza rendersi conto del fenomeno della compenetrazione della camorra nella vita politica, alla cui gestione avrebbero provveduto, a sua insaputa, gli esponenti locali della corrente”…, allora hai gli occhi foderati di prosciutto.
    Aggiungo che continuo a chiedermi dove fossero i magistrati prima del fatidico 1992.
    Peraltro, con il “non poteva non sapere” sono finite in galera o a mangiare la cicoria dalla parte delle radici diverse persone. Ma anche i magistrati spesso “non possono non sapere”.
    O vogliamo far finta di pensare che non conoscessero nomi, cognomi e attività dei principali criminali camorristi e mafiosi di quegli anni?
    Per favore.
    E visto che leggi wikipedia, dai un’occhiata al nome del magistrato che ha fatto gli interrgoatori…

  9. marish Says:

    Ao… sembrate Travaglio e Ferrara a cena fori. E basta…

  10. kolchoz Says:

    E’ tutto vero, infatti ho semplicemente detto che non è stato un mafioso (in quanto processato e assolto…più chiaro di così). Però è stato condannato per ricettazione. Però poi mi domando e dico: se è verità storica l’assoluzione (e lo è) è verità storica anche l’altra….tutto qui.

  11. kolchoz Says:

    E’ vero, fu Violante…ma non a interrogare Gava, ma a raccogliere le dichiarazioni di un pentito che accusava Gava, sulle cui dichiarazioni si è costruito il processo che ha assolto l’ex ministro. Ma a me sembra (sicuramente sbaglio) che all’epoca Violante fu presidente dell’antimafia, oltretutto nel periodo di maggiore e più frontale attacco dello Stato alla Mafia. Dove fossero prima i magistrati non lo so e nemmeno mi interessa….forse (e questo lo sai meglio di me) erano un po’ impauriti e sapevano che, con la democrazia bloccata a causa della Guerra Fredda, certe sacche di potere erano eccessivamente forti da poter essere toccate.

  12. marish Says:

    Lo sapevo. Mi hai svegliato ancora.

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