Barcellona, un week end

BarcelonaAnche Barcellona è un’altra tacca che ho aggiunto al calcio del fucile dei miei viaggi. La permanenza, purtroppo, è stata breve e troppo concentrata al divertimento per i miei pruriti di curioso viaggiatore: sinceramente avrei preferito cercare qualche rovina in più del Franchismo e qualche discoteca in meno. Comunque, a parte la compagnia, con la quale mi sarei divertito pure a Tashkent, sono riuscito a percepire qualche sensazione circa Barcellona e, molto superficialmente, anche della Spagna. La città è, a suo modo fantastica. Non vive dei profondi contrasti che, a mio modo di vedere, rendono sipido ogni viaggio e ogni visita delle città, ma è una città all’avanguardia, lanciata verso un futuro che percepisce come radioso. Ho avuto la sensazione di un popolo sazio e felice, e, sinceramente, non posso che capirne le motivazioni…di un popolo che, forse, sta un po’ troppo velocemente cancellando il suo passato (onestamente alcune zone di Barcellona sembravano Beirut), ma che non ha paura dell’avvenire. La città è costantemente in divenire. Pur non avendole vissute in prima persona, le sensazioni che ho respirato al Port Olimpic erano le stesse che, mutatis mutandis, si potevano respirare all’EUR subito dopo le Olipiadi del 1960…tutto nuovo, tutto in divenire, tutto ottimizzato e ottimistico. A livello sociale sono rimasto colpito dalla presenza, assolutamente integrata e non disintegrata, di persone di etnia gitana: gli zingari di Spagna non sembrano e non sembrano essere percepiti come un fastidio, come in Italia. Certamente la tradizione Gitana spagnola è maggiormente integrata e storica rispetto alla ROM in Italia, ma credo che dovrebbe essere, quello, un esempio da studiare e se del caso importare anche qui in Italia. Soprattutto per evitare che, periodicamente, nascano o vengano fatte nascere emergenze legate al numero di etnie sempre più presenti qui da noi. Nonostante si stia parlando di un porto, anzi di uno dei principali porti d’Europa Barcellona è una città relativamente pulita: intendiamoci, non stiamo in Svizzera, ma si vede una cura delle cose pubbliche costante. Insomma si percepisce uno Stato presente, non sò quanto pressante, ma presente. Sono rimasto anche folgorato dalla bellezza della spiaggia: di fatto al centro della città, a poca distanza dal porto, è possibile bagnarsi, prendere il sole e passeggiare in un mare pulito, quantomeno balneabile. In conclusione ho avuto la sensazione dell’Italia che vorrei: nulla di rivoluzionario, un po’ di civiltà in più. Forse con un maggiore rispetto per il tessuto urbano pre esistente Barcellona sarebbe veramente il sogno in Terra.
E poi le ragazze sono belle e molto disinibite e c’ho depone SEMPRE a favore di un posto….ma questo è un altro discorso!
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