Archive for luglio 2008

La fine di Youtube

31/07/2008
Fine YoutubeEd eccoci qui a commentare l’inizio della fine del più rivoluzionario sito degli ultimi anni. La fine di Youtube. Tecnicamente ancora esiste, ma, purtroppo, determinate e spesso incomprensibili logiche di mercato, sostanzialmente asfittiche, stanno portando alla fine del "Tubo". Ha iniziato la UEFA oscurando la visione di ogni riflesso filmato degli ultimi europei di calcio, anche di eventuali servizi registrati autonomamente dai telegiornali, così ha deciso di fare per le prossime edizioni della Champion’s League e della Coppa UEFA; sulla scia di questa decisione si è accodato il buon Silvio che, dapprima in Spagna, e adesso anche in Italia ha deciso di porre il veto ad ogni immagine della quale detenesse i diritti di trasmissione. E’, a mio modo di vedere, una scelta folle: in fin dei conti alla UEFA, a Mediaset, alle Major cinematografiche sarebbe convenuto mantenere Youtube come strumento promozionale dei propri prodotti. Youtube ha la caratteristica di non poter andare in diretta (è tecnicamente impossibile), ha la caratteristica di non supportare filmati estremamente lunghi ( non si possono mettere intere trasmissioni o interi film di due o più ore), quindi non ha alcuna possibilità di entrare in competizione con la trasmissione televisiva-cinematografica. E’ un eccellente archivio di memoria di infimo livello, per la quale nessuno è disposto a spendere un centesimo (sinceramente non credo ci siano persone normodotate disposte a spendere per vedere una vecchia pubblicità de "I ragazzi della III C"), archivio che, a questo punto, è destinato a sparire. Certo Mediaset (nella fattispecie) risponde sostenendo che ha attivato sul proprio sito un servizio analogo, ma è un archivio filtrato e A PAGAMENTO, quindi asfittico, senza prospettiva e con il difetto della censura preventiva (chi stabilisce cosa possa essere interessante e cosa no?). In conclusione ritengo che, comunque, questo tipo di battaglie rischino di essere perse in partenza, ricordiamoci cosa avvenne alle Major Discografiche con Napster: chiuso un sito, se ne sono aperti a centinaia.

La morte di Guido Angeli. Provare per credere.

23/07/2008
I Balordi ringraziano chiunque voglia unirsi al dolore per la scomparsa di chi ha creato un genere, ha portato il trash a livelli sublimi, ha recitato il più lungo necrologio della storia. Addio Guido Angeli….oggi più che mai PROVARE PER CREDERE!Guido Angeli

Bella pe tutti…

22/07/2008

Preso…

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Ricapitolando la situazione politica

15/07/2008
CamusAdesso che il buon Gau è in viaggio di nozze ne approfitto per ricapitolare il tutto. La situazione politica italiana è preoccupante, ma non è seria. Trovo sinceramente offensivo per gli italiani il fatto che da quindici anni  (Ripeto QUINDICI ANNI) l’Italia sia bloccata sul tema giustizia, e, nello specifico, giustizia di uno solo. Quando scoppiò Tangentopoli imperversava la Guerra nella Ex Jugoslavia e ancora non si sapeva se e quando si sarebbe riaperto l’aeroporto di Sarajevo, adesso funziona; all’epoca Internet era una cosa semisconosciuta per pochi adepti, adesso dove siamo? Il Mondo è cambiato, l’Italia è ferma; l’Italia è ferma e ancora non sa se una "rivoluzione" giudiziaria sia stata un mega complotto o un salutare repulisti; l’Italia è ferma e ancora non sà se il suo attuale premier sia uno dei più delinquenziali mascalzoni della sua storia o una delle più clamorose vittime di persecuzione giudiziaria della storia dell’umanità (personalmente ho un’idea, ma, per ora non la dico). Intanto il Mondo corre e noi rimaniamo aggrappati al nulla, perchè storicamente e politicamente di quello si tratta: il nulla. E quando è il nulla a farla da padrone, le nullità si aizzano: a Sinistra trovano spazio soggetti che per riempire il proprio ego smisurato sollevano questioni giustissime, ma con modalità talmente ignobili e inaccettabili nei termini da svilire anche le questioni poste sul tappetto. E’ strettamente necessario soprannominare Umberto Veronesi, Umberto "Cancronesi"? La questione posta da Grillo a base di questa sua discutibile affermazione è seria: può il più grande oncologo del Paese accettare cospicui finanziamenti dall’ENI che, grazie agli dirocarburi sui quali vive, genera quantità industriali di tumori? Bella domanda. Ma se la risposta è "Cancronesi", non solo si svilisce chi usa queste terminologie, ma si svilisce anche chi, senza sognarsi di usare certi insulti, si pone la stessa questione etica (Per esempio il sottoscritto!). Quando il nulla detta l’agenda politica, le nullità si alzano: è del tutto normale intervistare ancora Daniela Santanchè, sentire cosa abbia da dire; è del tutto normale che il Ministro della Pubblica Istruzione sia convinta che una delle soluzioni ai problemi della scuola sia il Grembiule Blu. E intanto i problemi rimangono lì, sul tappeto, irrisolti e irrisolvibili. E allora ogni questione perde credibilità: perchè i Napoletani non si arrabbiano più per la presenza della mondezza nelle loro strade? E’ stata tutta raccolta e smaltita? Si sarebbero dovuti portare i libri contabili dell’Alitalia in tribunale il 30 Giugno, oggi è il 15 Luglio e sono appena sceso da un volo Alitalia, e posso assicurare che non ho avuto la sensazione di una compagnia allo sbando. Il federalismo fiscale si sarebbe dovuto avviare entro i primi cento giorni del nuovo governo? Quanto manca alla scadenza? E il dialogo sulle riforme istituzionali? Il famoso "Se po’ fà" di Berlusconi rivolto a Veltroni dove è andato? "Nun se po’ fà più?" Intanto siamo qui a chiederci se il Premier è innocente o colpevole. Siamo qui a organizzare manifestazioni giuste, ma svaccate, sbracate, senza un minimo di respiro a medio-lungo termine: non c’è l’intento di far cadere il governo, non c’è l’intento di creare una nuova classe dirigente a sinistra, c’è solo una "pars destruens" a 360°. La coscienza di Comunista mi chiedeva di partecipare ad una manifestazione contro il governo più a Destra della storia della Repubblica, ma non ce l’ho fatta…percepivo qualcosa di sbrindellato, di slabbrato. Così il Governo così l’opposizione: attaccati al nulla, disposti a tutto, destinati a niente.

Sigur Ros in concerto. Ovvero ma noi non odiavamo i Pink Floyd…

13/07/2008

Immag067Tipico concerto che piace alla gente che piace. Avendo la fortuna di uscire con un gruppo di persone che considera normale spendere 60 euro per un concerto, esco per un aperitivo e mi ritrovo in fila per un concerto. Mah. Comunque mi siedo nella bella Cavea dell’Auditorium mentre un patetico personaggio, di cui ignoro nome e cognome, attenta alle mie coronarie per una ventina minuti spacciandosi per Bonnie Prince Billy. Il buffone va via proprio 5 minuti prima che una fucilata del sottoscritto lo colpisca in pieno volto. Un pausa di dieci minuti con su la testa l’Orsa Maggiore (vedi ad andare ad un concerto di atmosfera…) ed i nostri eroi salgono sul palco in preciso orario. Prime impressioni. Sanno suonare e bene. La voce, la temutissima voce, c’è e regge per la durata del concerto. Numero 1 assoluto il batterista. Pestone quanto basta e metronomico sempre. Bravo. Si, bravi tutti. Ma insomma sti Sigur Ros come sono? Non insulto nessuno dicendo che un disco intero non sono mai riuscito ad ascoltarlo di fila. Gruppo, scusatemi il paragone, poco a fuoco. Non si capisce da dove partano e dove stiano andando (nessun problema, ne conosco a pacchi di gruppi così). Il problema, come al solito, è nel loro pubblico e nella critica alla ricerca costante di un’icona per “questi tempi difficili”. Il pubblico dicevamo. Adorante. Fino a toccare vette di involontaria comicità quando i miei vicini di sedia li ho cioccati che cantavano i testi delle canzoni (in islandese! la mente è tornata a 15 anni fa, ad un street concert in cui, con i miei occhi, vidi dei commoventi skinhead cantare le canzoni dei Negu Gorriak in basco…). Pubblico quindi totalmente acritico. Mah, io ci ho provato a non essere critico. Stavo lì serio. Ma i famosi pezzi lenti con improvvise accelerazioni, più che al futuro del pianeta o alle valli islandesi, mi facevano venire in mente Shine on You Crazy Diamonds dei Pink Floyd (gruppo bistrattato per anni da tutti ma che prima o poi qualcuno dovrà pagare sostanziali royalties…). Nei pezzi più recenti poi, quelli con una vena pop più strutturata, la mente non poteva andare ai sottovalutatissimi Coldplay (in questo caso dei parenti sfigati che cantano in islandese).
Insomma lo avete capito. I Sigur Ros continuano a non convincermi.
Nonostante consideri () uno bel discone (nemmeno quello peraltro mai ascoltato fino in fondo). Nonostante l’aria da festa idiota da Nordeuropei che ha allietato la seconda metà della seconda parte del concerto.
Nonostante i fiori che cadevano come farfalle dal palco nei momenti più immaginifici. 
Nonostante questo ed altre mille amenità mi sembra facciano un po’ poco per salvare il futuro della musica.
Pensate quello delle nostre vite. 

Geni…

12/07/2008

Poi uno dice che i canadesi non sono un popolo fantastico.
Per le cronache. L’idiota degli Yankees accigliato è Alex Rodriguez, una mezza sega che gioca con i chicani del Bronx. L’unico motivo per cui è noto al mondo è la sua, presunta, relazione con Madonna. Che è come dire di essersi rimorchiato una nave scuola. Per i tifosi di Toronto l’occasione troppo bella per sfanculare lui, i chicani e quella zoccolona della Ciccone.
Grazie Baseball!

geni

Certo poi tutte le lotte contro il precariato

11/07/2008
Vanno cordialmente a farsi fottere….sinceramente non me la sento di essere solidale con un ventenne che passa la notte davanti al negozio della Apple per prendere per primo un telefonino a 400 euro…. giustificandosi dicendo: "La Apple è uno stile di vita!". Cosa vuol dire? Che tu prima di spegnerti passi in rassegna tutte le icone ancora aperte nella tua vita? Oppure che hai maggiori possibilità di stampare grafiche? O che ti vesti solo con marchi firmati mela? Semplicemente questo Ciro è un testa di cazzo abominevole, al quale lo stipendio andrebbe tolto….adesso scusate ma devo comprarmi l’Iphone!Corsera Iphone 2

Miracolo a Roma

10/07/2008

Roma. Via Paola. A due passi da Corso Vittorio Emanuele. Pieno centro storico.

Mi volto. Guardo distrattamente una colonnina  dell’ENEL all’angolo della strada, e la vedo.

La somiglianza è impressionante.

Pare ci siano già centinaia di pellegrini che gridano al miracolo. Qualcuno parla di segnale alieno. Una delegazione di nord coreani sarebbe giunta a renderle omaggio. Davanti ad essa si accumulano oggetti votivi di ogni tipo come sulla tomba di Jim Morrison.

Non ci crederete.

Ma è Kolchoz.

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Gli Oscar del Week End…

08/07/2008

oscar29lu…ovvero l’altra faccia del sapido viaggio intellettuale di Barcellona.

Miglior attore protagonista:

Kolchoz per "L’Incredibile Hulk" (quando indossava la maglietta verde, senza necessità alcuna di effetti speciali) e "Il Grande Puffo" (quando indossava la maglietta celeste, peccato per la barba bianca)

Miglior colonna sonora:

Il coro "A casa Paparesta c’è ‘na festa!" (coro intonato dai tifosi della Roma alludendo alle prestazioni della consorte dell’arbitro, ripreso più volte nel corso delle scorrerie nella capitale catalana)

Miglior metafora visiva:

"Annamo a raccoje le rantolanti…" (pronunciata da un compagno di viaggio per simboleggiare l’estremo tentativo di conoscere fanciulle all’uscita della discoteca all’alba)

Premio "Excuse my spanish":

Ex aequo "Bella pe’ vosotros!" (saluto di commiato di un nostro amico a due spagnoli) e "Tienes un culo mas incredible" (apprezzamento sussurrato dal medesimo amico ad una coetanea – probabilmente iberica, ma non ci sono prove – fuori da una discoteca)

Miglior stronzata originale:

"Ah…si respira già aria di modernità…" (un nostro amico non appena mette piede all’aeroporto di Barcellona, evocando il tanto celebrato sorpasso della Spagna ai nostri danni)

Miglior battuta estemporanea:

" A Ciko’, se poco poco ‘sto Parc Guell nun è il paradiso in terra, t’ammazzo!" (Kolchoz, in un momento di sconforto durante il tragitto a marce forzate con chilometri di salita imposto da un nostro amico per portarci a vedere Parc Guell)

Miglior dialogo (trascritto da Kolchoz):

Un nostro amico al teassista: "Tu por quale equipo tenes? Barcelona o Espaniol?"
Tassista: "Por el Barcelona…."
Amico: "Espana campeon!"
Tassista: "Yo soy por l’Italia… (traduco il concetto in italiano): mi ha fatto vincere 300 euro quando ha vinto i mondiali di calcio"

Miglior espressione autoironica:

"Sei la mia matrioska…" (detto da un amico non proprio altissimo all’altro, alto quasi due metri)

Miglior storpiatura di soprannome:

Un nostro amico "er Cicogna" nel corso della vacanza diventa: er cicoria, er cicuta, er cecagna (sensazione di pesantezza agli occhi in romano), er cicala, er cecchino, er cicchetto, ma soprattutto (essendo in Spagna) er Chiquita.

Miglior citazione cinematografica:

Ex aequo, ritornelli del week end sono stati il dialogo tra Capannelle ed un ragazzino in "I soliti ignoti" ("Sto cercando uno che si chiama Mario…" "Qua de Mario ce ne so’ cento…" "Ma questo qui è uno che ruba…" "Sempre cento so’…" ) e un piccolo monologo di Verdone in "Un sacco bello" quando il fidanzato di Marisol (spagnola…) irrompe a casa di Mimmo per riprendersi la ragazza ("Anvedi questo…pija, entra, mena…FA’ FINTA DE ESSE’ LA PORTIERA…).

Miglior battuta a sfondo politico:

Io e Marish, tra i fumi dell’alcol in un caffé del Barrio Gotico, intavoliamo una discussione politica senza senso sulla geopolitica mondiale e sul ruolo di USA, UE, Cina, Russia e Paesi islamici nel futuro del pianeta. Ognuno di questi attori globali era rappresentato rispettivamente da un bicchiere di birra, un accendino (che ambirebbe a divenire posacenere), un altro bicchiere di birra, una candela rossa quadrata ed un pacchetto di Marlboro Lights. Nel bel mezzo di un dialogo serrato, panico! Sono spariti gli USA. Il bicchiere di birra vuoto era stato portato via a nostra insaputa. All’unisono, invochiamo la cameriera: "Ahò! Ridacce l’America!"

Fossi in Mc Cain o in Obama sarei molto preoccupato.

 

Barcellona, un week end

07/07/2008
BarcelonaAnche Barcellona è un’altra tacca che ho aggiunto al calcio del fucile dei miei viaggi. La permanenza, purtroppo, è stata breve e troppo concentrata al divertimento per i miei pruriti di curioso viaggiatore: sinceramente avrei preferito cercare qualche rovina in più del Franchismo e qualche discoteca in meno. Comunque, a parte la compagnia, con la quale mi sarei divertito pure a Tashkent, sono riuscito a percepire qualche sensazione circa Barcellona e, molto superficialmente, anche della Spagna. La città è, a suo modo fantastica. Non vive dei profondi contrasti che, a mio modo di vedere, rendono sipido ogni viaggio e ogni visita delle città, ma è una città all’avanguardia, lanciata verso un futuro che percepisce come radioso. Ho avuto la sensazione di un popolo sazio e felice, e, sinceramente, non posso che capirne le motivazioni…di un popolo che, forse, sta un po’ troppo velocemente cancellando il suo passato (onestamente alcune zone di Barcellona sembravano Beirut), ma che non ha paura dell’avvenire. La città è costantemente in divenire. Pur non avendole vissute in prima persona, le sensazioni che ho respirato al Port Olimpic erano le stesse che, mutatis mutandis, si potevano respirare all’EUR subito dopo le Olipiadi del 1960…tutto nuovo, tutto in divenire, tutto ottimizzato e ottimistico. A livello sociale sono rimasto colpito dalla presenza, assolutamente integrata e non disintegrata, di persone di etnia gitana: gli zingari di Spagna non sembrano e non sembrano essere percepiti come un fastidio, come in Italia. Certamente la tradizione Gitana spagnola è maggiormente integrata e storica rispetto alla ROM in Italia, ma credo che dovrebbe essere, quello, un esempio da studiare e se del caso importare anche qui in Italia. Soprattutto per evitare che, periodicamente, nascano o vengano fatte nascere emergenze legate al numero di etnie sempre più presenti qui da noi. Nonostante si stia parlando di un porto, anzi di uno dei principali porti d’Europa Barcellona è una città relativamente pulita: intendiamoci, non stiamo in Svizzera, ma si vede una cura delle cose pubbliche costante. Insomma si percepisce uno Stato presente, non sò quanto pressante, ma presente. Sono rimasto anche folgorato dalla bellezza della spiaggia: di fatto al centro della città, a poca distanza dal porto, è possibile bagnarsi, prendere il sole e passeggiare in un mare pulito, quantomeno balneabile. In conclusione ho avuto la sensazione dell’Italia che vorrei: nulla di rivoluzionario, un po’ di civiltà in più. Forse con un maggiore rispetto per il tessuto urbano pre esistente Barcellona sarebbe veramente il sogno in Terra.
E poi le ragazze sono belle e molto disinibite e c’ho depone SEMPRE a favore di un posto….ma questo è un altro discorso!