Il portaombrelli – parte II

27Poche parole per commentare la vittoria di ieri della Roma.

Il senso di questa stagione è, a mio avviso, il seguente: la Roma aveva le carte in regola per vincere lo scudetto. Se n’è accorta tardi o non ci ha creduto fino in fondo, fate voi. Sì, certo. Gli aiutini, direte voi. Mah, io dico che bastava non farsi pareggiare al 90° dall’Empoli, ad un quarto d’ora dalla fine con il Livorno all’Olimpico o in piano recupero dall’Inter a San Siro o dal Napoli a 5 minuti dala fine in un grottesco 4-4 a Roma e sarebbero stati chiusi i giochi con una giornata d’anticipo. E poi il verdetto del campo è questo. Poche storie, inutile recriminare.

La Roma ha fatto un’altra ottima stagione. Ampliando la rosa ha ridotto di molto il gap dall’Inter, che resta più forte – come dice Sacchi – per le individualità dei numerosi campioni, non per il gioco di squadra. In Champions siamo arrivati di nuovo ai quarti uscendo, stavolta senza tragedie, con i Campioni d’Europa. E poi abbiamo vinto la Supercoppetta ed un nuovo Portaombrelli (il 9°, come la Juve).

Mi permetto il lusso delle maiuscole per i due trofei, certo meno importanti dello scudetto, perché le conferme sono più difficili dei primi successi. La Roma è da due anni stabilmente al vertice del calcio italiano e tra le prime otto d’Europa. Non ci è capitato molto spesso nella nostra storia.

Cosa manca per l’acuto? L’ultimo gradino. Il più difficile. La mentalità vincente: l’idea di non rassegnarsi ad un risultato negativo fino all’ultimo secondo, la concentrazione per impedire che una buona partita sia vanificata da una distrazione a pochi attimi dal termine. Le partite che ho citato prima la Juventus di Lippi o di Capello non le avrebbe mai regalate. Lasciamo perdere Moggi e compagnia. Sappiamo che è così.

Concludendo, grazie. Anzi, Grazie. Con la maiuscola. Perché confermarsi è sempre più difficile. Ma ora l’auspicio è di poter salire quell’ultimo gradino. Anzi, quel Gradino. Con la maiuscola. Perché c’è solo una cosa più difficile di confermarsi.

Migliorarsi ancora. 

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Una Risposta to “Il portaombrelli – parte II”

  1. kolchoz Says:

    Per quel che riguarda gli autini, ho capito una cosa: l’Inter ha vinto lo scudeto grazie agli auiti e agli aiutini, anche quelli che le ha elargito la Roma. Certo un po’ di amarezza resta, anche perchè del futuro non vi è certezza. A onor del vero questa è la seconda Roma che conferma un successo, e la prima fu quella di Falcao e Liedholm….oh hai visto MAI!

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