L’uomo di Alcatraz

LCome avevo promesso, parlerò dei miei canarini. Soprattutto quella che è la mia passione per questa branca assolutamente casalinga, e all’amatriciana dell’Ornitologia, ma che, in fin dei conti, permette a chiunque di diventare o credere di essere un allevatore di grandi ed esotici uccelli. La mia insana passione nasce sostanzialmente da un colpo di fulmine per una coppia fantastica di giallibrinati. Lei, purtroppo, morì una sola settimana dopo il loro arrivo a  casa: evidentemente, poverina, pagò lo scotto della mia iniziale  inesperienza.  Per quanto possa sembrare assolutamente personale e  anche un po’ folle, ho constatato che questa passione per questi simpaticissimi  volatili, ormai assolutamente addomesticati, ha avuto riscontri importanti nella storia, arrivando al  merito, non da poco, di estrarre il meglio anche dagli animi apparentemente più cattivi. Emblematico, autentico "cult movie" per chiunque abbia e viva la passione per i canarini, è il film "L’uomo di Alcatraz" del 1962, tratto dall’omonimo libro di Thomas Gaddis, per la regia di John Frankenheimer: il film narra la storia di Robert Stroud, omosessuale represso e violento, condannato all’ergastolo nel 1909, per omicidio e, a seguito di un’aggressione violenta ad un suo compagno di cella, condannato all’isolamento totale, in quel di Alcatraz. Il mito Burt Lancaster riuscirà a ben rappresentare, con uno stile asciutto, al limite del reportage, la fredda psicologia di Stroud, che pia piano si scioglie con la sua unica compagnia rappresentata da un passerotto che si poserà per caso sulla finestra della sua cella.Da quell’episodio Raobert Stroud riuscirà a sviluppare una passione per l’ornitologia, che lo porterà ad ottenere l’autorizzazione ad allevare canarini. Il tempo, l’isolamento e la passione, nonchè il fatto che questi simpatici uccellini fossero la sua unica reale compagnia, porteranno Stroud a scrivere vari trattati sulla canarinicoltura, facendolo assurgere ad autentico mito per tutti gli appassionati. E’ proprio questa facoltà di liberare il meglio di ogni persona che mi spinge ogni giorno che torno a casa a dedicare almeno un quarto d’ora ai miei tre piccoli volatili, che mi regala un distaccommentale unico quando mischio i semi per creare e sperimentare nuove combinazioni di mangime secco, un piccolo distacco dal mondo, che se ha salvato un uomo condannato all’ergastolo, non riuscirà a salvare un comunista condannato a Berlusconi?
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5 Risposte to “L’uomo di Alcatraz”

  1. gau Says:

    Eccellente post. Complimenti.

  2. marish Says:

    Sono preoccupato. State impazzendo. Tutti e due.

  3. utente anonimo Says:

    Annamo bene…

    Andrew’s Tavern
    (il vicino di blog)

  4. kolchoz Says:

    Io impazzendo? Io sono SEMPRE stato così!!

  5. gau Says:

    Il Socialismo dal volto umano…

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