I Kill Children ovvero Io sto con Mugabe…

mugabeGeniale rappresentazione della Electoral Race in Zimbabwe da parte di The Spine

Molti di voi ci chiedono (non è vero ma fa figo scriverlo…) come si fa a capire se si è dei veri Balordi. Semplice. Molto semplice. Seguite lo schema. Svegliatevi presto la mattina bestemmiando in tutte le lingue (come noi). Fate una colazione ipercalorica ed iperscorretta (come noi). Fumateci sopra (come delle bestie e come noi). Bevetevi infine un litro di caffè (avete capito, proprio come noi). A questo punto, concentratevi sulla TV. A quell’ora c’è solo Rainews24. Ascoltate la rassegna stampa del Direttore (niente nomi e cognomi, please, Cor-ra-di-no Mi-ne-o) e fate mente locale. Se vi ritrovate in cima al televisore ad urinare sullo stesso, beh, fatecelo sapere, siete dei veri Balordi. Se lo ascoltate attentamente ed annuite con il capo due sono le ipotesi: o siete Kolchoz (ma non vi illudete, lui è entrato perchè gli vogliamo bene) o non siete dei Balordi e, per quanto ce ne può fregare, vi meritereste lo stadio di Santiago. L’altra mattina, quindi, rassegna stampa dell’uomo a cui ho sentito dire in un’intervista che ora a Praga si vive bene "…ma l’atmosfera degli anni ’60 non la ritrovi più". Argomento: la crisi dello Zimbabwe. La crisi Mugabe. Argomento "che i giornali non trattano perchè l’Africa non fa business…",  "…è colpa del petrolio!" e l’immancabile  "…gli americani!". Basta. Non è vero che i giornali e i giornalisti non parlano di Mugabe. Il Guardian, il NYT e Le Monde ne parlano da sempre. Sono i nostri giornalisti (di cui quel mangiapane a tradimento è una degna esemplificazione) che non ne parlano. Ma, capiamoli, sono dei poveracci. Non è colpa loro. Non sanno nemmeno dove è la vecchia Rhodesia. Non sanno nemmeno chi è Cecil Rhodes. Le notizie non le danno. Le sfruttano per prostituirsi di fronte ad una opinione pubblica (prevalentemente, diciamocelo, quella di sinistra) che non vuole altro che questo. L’indignazione inutile. Le lacrime vuote di di significato. Basta che una volta l’anno gli dai una lotta contro la fame nel mondo o per la democrazia senza un senso logico e, cosa più grave, senza ricaduta pratica (con costante peggioramento della situazione, lo ripeto, da bravi "froci con il culo degli altri"). Basta poco e li vedrete felici perchè riescono ad andare a letto sereni. Io (e Gau, AA e anche Kolchoz) a letto sereni non ci andiamo. Anzi a letto non ci andiamo proprio. E quindi di svegliarci in questi momenti per ricordarci del problema Tibet o che mezza Africa è comandata da personaggi da libro di Conrad non ci va.
Non so gli altri, quindi, ma io parteggio per Mugabe. Io sto con Mugabe. Anzi io Mugabe lo voto alle elezioni (è inutile Gau, non do il voto ai tuoi amici illusionisti). E parteggio anche per quei freddi pianificatori dell’inferno che noi chiamiamo "I cinesi". Partendo dal presupposto che persone più fighe di noi hanno già affrontato, in senso critico, la passione "acritica" per i tibetani da parte dell’occidente. Partendo da quello che vi pare io ne ho le palle piene delle fiaccolate, dei minuti di silenzio, dello spegnere le luci per un minuto. Ne ho le palle piene.
Volete davvero cambiare il mondo? E allora studiate teste di cazzo.
E poi, diciamocelo, in questo paese lurido di cose e di uomini non ci starebbe male un bel bagno di sangue.
Tranquilli, amici miei. Che, in un modo o nell’altro, ci salviamo tutti. Pensateci.
Kolchoz si ricicla come guida ideologica, Gau come "uomo di governo" ed io, con tutti quei morti e feriti, troverò il mio harem.
"Il medico serve sempre", ricordatevelo.

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3 Risposte to “I Kill Children ovvero Io sto con Mugabe…”

  1. gau Says:

    Un minuto di raccoglimento per Sir Cecil Rhodes. L’uomo del sogno di un Impero coloniale britannico “dal Capo al Cairo” e dell’utopia di “ricolonizzare gli Stati Uniti”.
    Ci manchi, Cecil.

  2. marish Says:

    Massimo rispetto. Sempre.

  3. kolchoz Says:

    Robert Mugabe è un soggetto particolare: innanzi tutto l’ultima volta che giocammo al “Fantacalcio” chiamai la mia squadra “Mugabe FC”…quindi un po’ di passione c’è. Certo parliamo di un uomo che ritiene di essere al centro di una cospirazione organizzata da tutti gli omosessuali del pianeta (La domanda è: “Ma se uno scopre di essere gay a 40 anni chi e quando lo avvisa che il suo compito principale è uccidere Mugabe?” Ma, soprattutto, come ci si comporta con i bisessuali?), ma soprattutto parliamo di un uomo che, nel ventennale della liberazione della Rhodesia, ha organizzato una parata di veterani della guerra della veneranda età di sedici anni (Erano veterani che avevano combattuto una guerra quattro anni prima di nascere), parliamo di uomo che nel 2002 volle “decolonizzare” lo zimbabwe, cancellando ogni traccia del colonialesimo. Ha distrutto tutte le piantagioni di tabacco che erano le uniche fonti di approviggionamento economico del paese, creando sia tra i bianchi e i neri tassi di disoccupazione altissimi. Sarà un caso che proprio la scorsa settimana sia stata coniata la banconota da 5 miliardi di dollari? Certo così fa ridere, poi se uno considera che, invece, c’è gente che muore o di fame o nelle carceri di Mugabe, passa la voglia di vivere.

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