La scelta di non commentare

VotantonioSu questo blog il cosiddetto "silenzio" elettorale, pomposa definizione del lasso di tempo tra la cessazione della campagna elettorale e l’apertura dei seggi, è calato presto. Decisamente prima rispetto a giornali, tv, radio, siti, sms, blog del resto del nostro disastrato Paese.

Potevamo sbizzarrirci con le boutades, i manifesti taroccati, i giudizi ragionati o al vetriolo, "di pancia", sulle dichiarazioni di questo piuttosto che di quell’altro. Potevamo scannarci riprendendo tutti i concetti più volte espressi su questo blog nei nostri post più o meno ispirati. Potevamo insomma anche noi entrare nel gioco.

Fatte salve le eccezioni più o meno fumettistiche della candidatura Ciarrapico (ma per Kolchoz rappresenta un riflesso pavloviano più per gli anni bui della Roma che per altro…) e della battuta alla precaria (scherzi a parte, sorprende come la sinistra ancora abbocchi ai giochetti di Silvio…), abbiamo scelto il silenzio. Figlio legittimo di un atteggiamento di indifferenza e scoramento, non di un’autocensura da par condicio alla pajata.

Gira che ti rigira, nonostante i buoni propositi della vigilia si finisce sempre a parlare di "fascisti e comunisti" perché ci piace giocare all’eterna parte del Paese di Peppone e Don Camillo.

Alla fine dei conti, nonostante le aspettative iniziali, si finisce sempre a parlare delle amenità di Berlusconi, delle pesanti eredità che lascia il Governo precedente, dei propositi di "cambiare l’Italia", delle rivoluzioni fiscali, delle "priorità del Paese" (ognuno ha la sua: le morti sul lavoro, la riduzione delle tasse, la spazzatura, i clandestini, etc.), dell’innovazione, del rilancio dell’economia, della necessità di riforme istituzionali, dell’obbligo morale di cacciare i corrotti e gli inquisiti dal Parlamento, dei filo-americani e degli anti-americani, dei cattolici e dei laici. Per ora manca all’appello solo il nostro adorato "conflitto di interessi", un amico discreto che prima o poi ci fa sempre compagnia.

Tutto giusto. Tutto ineccepibile. A tal punto che è lo stesso copione dal 1994.

Sono passati quattordici anni. Hanno governato tutti in questo periodo. All’ombra dei due tanto vituperati leader, Prodi e Berlusconi, che tra qualche tempo verranno inevitabilmente rivalutati e riabilitati, si è affollata una congerie di personaggi che ha avuto posti da Ministro, da Sottosegretario, da Presidente di Regione, da Sindaco, da Segretario di Partito, etc. e che non si è dimostrata migliore dei due capibanda. Anzi. Eppure ci ritroviamo al punto di partenza. Forse anche qualche centimetro indietro su alcuni temi.

E ora scusate, ma devo andare a cercare una videocassetta. Ho rinunciato a due aperitivi ed una cena per una maratona di vecchie tribune politiche degli anni ’70 e ’80. Preferisco passare la mia serata con Craxi, Andreotti, Cossiga, Berlinguer, Moro, Almirante, Spadolini prima di andare a dormire. Mi dà la sensazione di avere ancora una classe politica. Mi dà l’illusione di appartenere ad un Paese che ha ancora qualcosa da dire.

 

 

Annunci

3 Risposte to “La scelta di non commentare”

  1. utente anonimo Says:

    Aderisco e mi riconosco. 15 anni di politica attiva, sogni e sudore, di lauree prese in ritardo, donne perse, nottate in bianco mortificati da 10 notabili di partito e 20 leccaculo di regime. Non ci sto più sparisco. Buona strada.

  2. kolchoz Says:

    “è lo stesso copione dal 1994.”
    Mi sembra che potrebbe essere la sintesi DEFINITIVA di questa stantia campagna elettorale.
    E’ proprio vero: quando la tragedia si ripete tutto diventa farsa.
    Comunque la mia su Ciarrapico non è solo un riflesso plavoviano…il mio intento era dire: possibile che ancora oggi c’è chi si spacca sul fascismo? Non è che niente niente si butta il fumo del fascismo, per coprire i reati? Cosa un po’ più concreta e attuale rispetto allo staracismo in salsa ciociara di Ciarrapico.

  3. gau Says:

    I reati di Ciarrapico li ha evocati solo Di Pietro. Altro riflesso pvaloviano. Scoccia dirlo, ma tocca dare ragione a Schifani e compagnia quando dicono che quando Ciarrapico andava alle riunioni del Pd o aiutava De Benedetti e Caracciolo contro Berlusconi andava tutto bene. Ora meno. Ma è la politica, nessuna sorpresa. Altro riflesso pavloviano.
    Posto che sul personaggio condivido assolutamente il tuo giudizio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: