San Remo

Armata RossaPuntuale come un orologio svizzero, inevitabile come la Luna Piena, ad incubo come una cambiale e piacevole come il vaiolo ecco lì: il Festival della Canzone Italiana. Ammetto che a me piaceva di più venti anni fa, adesso è superato. A me piaceva quando lo presentava Pippo Baudo, quando venivano presentate canzoni delle quali dopo un minuto nessuno ricordava più l’esistenza, quando c’era Toto Cutugno, quando c’era il "Comico guastore" che faceva battute incisive come una cuscinata, quando c’era Piero Chiambretti e c’era la divisione tra musica "Per Adulti" (Veramente sembrava più per morti) e quella "Per giovani" (Che, dati i gusti musicali, forse non aspettavano altro che morire), quando si presentava il gruppo "Strano" che turbasse il solito tram tram senza spezzare alcun clichè, quando c’era l’ospite straniero che costava sempre troppo (soprattutto considerando che si trattava di persone sempre più vicine alla pensione che al successo)…insomma a me piaceva di più quello di prima. Mi dicono che quello di quest’anno sarà esattamente così: allora ha veramente rotto il cazzo!

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