Hitler – Giuseppe Genna

hitlercovermediaQuesto libro, pieno di inevitabili cadute ed imperfezioni, va letto.
Va letto perchè, in un paese paludato come il nostro, trovare uno scrittore che decida di "fare romanzo" della vita dell’"innominabile" va ammirato solo per il coraggio che dimostra.
Pensateci. Vi svegliate e decidete di romanzare Adolf Hitler. Il Male incarnato. Il buco nero delle coscienze del mondo occidentale. Il Nulla fatto uomo come chiosa efficacemente lo scrittore. Non proprio facile come impresa. Anzi, come minimo, da ricovero in ambiente protetto.
Comunque il risultato è efficace. Non si dimentica facilmente come il 99% della produzione artistica italiota e questo è, già di suo, molto importante.
L’argomento è così lontano dalle comodità balneari della nostra scena artistica da far dimenticare alcune cose che non vanno. Su tutte il reperimento delle fonti, in alcuni passi, di non elevato livello e la non brillante analisi della fase da combattente nella prima guerra mondiale. Brillano di contro alcuni passi che raramente ho letto così efficaci in scrittori italiani (la fase viennese ed il dopo guerra nei sanatori sono semplicemente perfette).
Il problema, o forse la grande intuizione dello scrittore non lo so davvero, è l’arrendersi troppo velocemente nel cercare di dare una sua spiegazione alla unicità del personaggio Hitler. Troppo estremo. Troppo inumano. No. Non ci siamo. La valutazione del "pericoloso autocrate" come lo chiamava Liddel Hart non può essere limitata al considerarlo una figura unica e quindi non ripetibile. E’ un figlio, ricordiamocelo, di tempi sanguinari, di ideologie contrapposte che spazzavano cadaveri come vento, di una guerra che aveva costretto una generazione di giovani in due metri di fango per anni. Non si deve dimenticare e da lì bisogna partire o si rimane sempre al punto di partenza. Adolf Hitler e i suoi amiconi. Un gruppo di non umani che nessuno sa perchè e come siano riusciti a portare il mondo sull’orlo dell’annientamento.
Comunque si esce dalla lettura del romanzo non sconvolti ma ammirati si. Ripeto, ci vuole coraggio a prendere in mano del materiale del genere.
Quindi massimo rispetto a Giuseppe Genna.
E daje. Daje tutti.

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4 Risposte to “Hitler – Giuseppe Genna”

  1. kolchoz Says:

    Lo leggerò

  2. utente anonimo Says:

    Caro marish, sono Giuseppe Genna: volevo ringraziarti tantissimo dell’intervento e anche della prospettiva critica, a cui ho cercato di rispondere sul mio sito, poiché evidenzi un argomento che è stato avanzato da molti altri (quello sulla considerazione di Hitler come variabile di un contesto storico). Mi sono permesso di riprendere integralmente il tuo pezzo, segnalando il vostro bellissimo blog – se la cosa ti/vi irritasse, non farti problemi a dirmelo e levo subito la pagina (http://www.giugenna.com/hitler_romanzo/i_balordi_sul_romanzo_hitler.html#044163).
    Comunque davvero grazie!
    gius genna :*

  3. utente anonimo Says:

    Caro Giuseppe, marish – attualmente su un treno e dunque impossibilitato a rispondere – mi prega di dirti che non solo riprendere il pezzo non lo irrita, ma anzi lo onora.
    Così come noi tre siamo onorati degli immeritati complimenti che ci rivolgi sul tuo sito.

    Gau

  4. kolchoz Says:

    Scusate, ma mi sento in imbarazzo. Quando partì questa avventura tutto avrei creduto, fuorchè questi complimenti, fuorchè apparire sul sito di uno scrittore italiano…per me è più che un onore, è una responsabilità. Devo tutto ai miei compagni di viaggio, alla loro capacità che per quel che mi riguarda ha sempre funzionato da stimolo a cercare in mè e intorno a me nuovi stimoli e nuove argomentazioni. Grazie a tutti!

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