La crisi ovvero “and now I see the darkness”

control1Bene. E’ il momento di dire la mia su questa crisi e su questa nuova eccitante campagna elettorale.
E allora che cosa dire? A che cosa attaccarmi? Mah. La buona volontà di K e G (e di A nei commenti) mi spinge a sforzarmi di dire qualcosa. Ma è inutile. Da solo non ce la faccio. E allora spazio alla fuffa accumulata negli anni leggeri della mia post-adolescenza. Spazio a Will Oldham, Bonnie "Prince" Billy o come cazzo si chiama oggi. Spazio alla sua più bella canzone.
Ed ecco che le idee vengono fuori.
C’è spazio per tutto. Spazio per la disillusione cronica. Spazio per il mio sguardo disincantato. Spazio per le pacche sulle spalle al leggero ottimismo di Kolchoz alle due di notte in una strada desolata di Roma. C’è spazio proprio per tutto.
C’è spazio per un partito democratico nuovo. Nuovo si ma le mezze calzette, guardate bene, sono sempre le stesse.
Spazio per l’autocrate nano. Ha avuto in mano la possibilità di far ripartire (forse…) questo fottuto paese (patto con il PD, doppio turno, premier forte e vaffanculo tutti). Bravo, bravo davvero. Adesso mi toccherà rivedere cinque anni di figure di merda, di prese di posizione ridicole, di nulla dal punto di vista politico ed economico. Mentre la sinistra romperà i coglioni sulle libertà dimenticate (ma stavolta la faccio finita, lo giuro).
Ci potrebbe essere un pò di spazio per i mille "caghetta" della destra italiana. Ma non meritano nemmeno una parola di commento.
C’è spazio sicuramente per i mille camorristi di sinistra. Che sono rimasti senza la loro autostrada per il potere, per le televisioni, per  Vespa e per il Costanzo Show. Guardateli: si dimenano come pesci che soffocano. Spero che Veltroni mantenga la presa di posizione di andare da solo. Sarebbe bello vedere quei deficienti di Diliberto, di Giordano, di Pecoraro Scanio morire senza aria. Bellissimo.
Spazio per la criminale visione del mondo di quelli che rimpiangono il giustizialismo come risposta ai problemi del paese. Vergognatevi. Sono passati 16 anni dal 1992. A quell’epoca eravamo dieci anni dietro ai paesi anglosassoni e prendevamo per il culo la Spagna e i nuovi entrati dell’Est. Ora la Spagna ci saluta da lontano, paesi come la Repubblica Ceca ci fanno il culo quando vogliono e ci siamo bruciati tutte le possibilità economiche offerteci da quindici anni economici che sono andati a 100 all’ora. Quindici anni di nulla politico. Quindici anni di "meno tasse per tutti" e "uniti contro Berlusconi". Quindici anni in cui la sinistra si è svegliata solo per gentaglia come Santoro e Luttazzi, per le prese di posizione del Papa, per "i diritti umani della gente di Iraq". Non si è accorta di una generazione buttata nel cesso dalla gestione criminale dei pochi soldi del welfare da parte di quel letamaio a cielo aperto che sono i nostri sindacati. Contenti loro con i loro girotondi.
Io invece di questo paese ne ho le palle piene. E mi sono rotto di guardare gli stessi giochini da anni.
Non so i nostri politici ma io, per motivi personali, il mondo l’ho girato tanto negli ultimi anni.
E il mondo, quello vero, ti prende alle spalle, ti trascina e non ti lascia più. Corre. Ti premia se lavori (e non semplicemente se esisti). Ti da un bel calcio nel culo se allunghi le ferie con lombosciatalgie e sindromi ansioso-depressive. Ogni volta che atterravo a Ciampino o a Fiumicino la scena era la stessa. L’iPod in testa con Johnny Cash a ricordarmi che in fondo "puoi cercare di rimuovere tutto ma poi il ricordo torna sempre
". Mezzo rincoglionito da fusi orari ed attese di ore per check in interminabili. La sensazione di anger per i cazzi tuoi. Per il nulla che cambiava nella tua vita. E poi ci si aggiungeva il ritorno in un paese ridicolo e stagnante come un disco nuovo di Jovanotti.
Che invita, da poveraccio, gentaglia finita come Ben Harper e Michael Franti. E li spaccia come ospiti di livello.
Michael Franti. Io e Gau comprammo il disco dei The disposable heroes of Hiphoprisy nel 1991.

Che strano. Vedete. Tutto torna.

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7 Risposte to “La crisi ovvero “and now I see the darkness””

  1. utente anonimo Says:

    Il post era bello finché non hai iniziato la tua patetica guerra personale contro Jovanotti…

    Andrew’s Tavern
    (il vicino di blog)

  2. gau Says:

    Eccellente.
    Anche e soprattutto su Jovanotti.

  3. marish Says:

    …e io vi odio tutti. Come sempre.

  4. utente anonimo Says:

    Non è vero.
    Ci vuoi bene perché sotto sotto sei un tenerone.

    Anche più di Kolchoz.

    Andrew’s Tavern
    (il vicino di blog)

  5. utente anonimo Says:

    Mi spieghi il nesso logico tra: i Girotondi, i tuoi viaggi in aereo, il sindacato, le lombosciatalgie, Prince e Jovanotti? Soprattutto nell’ottica della caduta del Governo?

  6. marish Says:

    Caro A. Io non vivo a Roma. Vai ed uccidilo. Non lo voglio vedere soffrire così.

  7. utente anonimo Says:

    E’ meglio finirlo ora.
    Lo ricorderò sempre con quei panini, allo stadio… mentre incitava Barusso a prendere a pisellate tutto e tutti…

    Andrew’s Tavern
    (il vicino di blog)

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