E alla fine siamo arrivati

the_endQuando nel 2006 il centrosinistra svangò le elezioni eravamo convinti che, anche se non c’era da sperare in Zapatero, almeno fosse l’inizio di una Primavera Italiana, incentrata, soprattutto, sulla fine di certe logiche corporativistiche che stanno fermando il paese. All’inzio le speranze sembravano ben riposte, se si fosse sorvolato sull’indulto: il primo decreto Bersani sembrava dare l’avvio alla scomparsa di determinati illogici privilegi per i liberi professionisti, come l’obbligo della tracciabilità delle parcelle, la possibilità di studi plurisettoriali nell’ambito delle professioni giuridiche, la possibilità di farsi pubblicità. Invece, pian pianino la nave si è arenata: niente riforma della legge elettorale, del mercato del lavoro, nessun tavolo di concertazione per una vera riforma elettorale. Anche lo stesso decreto Bersani (e il suo misterioso bis) si è dissolto come una bolla di sapone, proprio per le resistenze corporativistiche della categorie liberali che andavano ad essere coinvolte.
Quante volte abbiamo letto che i rifuti di Napoli sono l’emblema del fallimento di una classe dirigente? Da una parte è vero, ma non perchè Bassolino o i supercommissari non siano riusciti a raccogliere una quantità sufficiente di mondezza in Campania, ma perchè si dimostra come sia mancato in Italia, nemmeno accennato dal governo Prodi 2006-08, un vero piano per la riduzione dei rifiuti solidi urbani. Anche in questo caso non ci si è voluti avvicinare agli interessi particolari e miopi e dei cittadini pigri e, soprattutto, delle aziende che producono mondezza perdendo l’ennesimo treno per ammodernare il Paese. Quanti sono gli oggetti di uso quotidiano che abbiamo sotto gli occhi che producono una quantità inaccettabile di mondezza? In Germania il dentifricio viene venduto anche attraverso dei distributori che permottono di non buttare il tubetto, tanto per fare un esempio. Capita la logica è sufficiente girarsi intorno nella propria casa per rendersi conto di come l’emergenza rifiuti che oggi riguarda la Campania un giorno riguarderà l’intero Paese.
Purtroppo con la caduta del governo Prodi sono cadute tutte le speranze di cambiamento in meglio, almeno nel breve e medio periodo. Adesso torneranno alla carica tutti i rottami del peggio che  l’Italia abbia proposto: figli e figliocci di  tantissimi , troppi,  conflitti di interesse, identità reazionarie, contrarie a vere riforme, guidate da un uomo che è la summa del capitalismo dopato made in Italy. La cosa che fa aumentare il rammarico è che sia bastata la rivolta del signorotto della Provincia di Benevento, di Ceppalonia, a far crollare tutto. Evidentemente in Italia questa sostanziale voglia di cambiamento non c’è. L’unica consolazione l’abbiamo ricordando il risultato del referendum del Giugno 2006: ve lo immaginate un Governo Berlusconi con in mano l’arma di quella costituzione?
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11 Risposte to “E alla fine siamo arrivati”

  1. marish Says:

    Mah. Una primavera italiana? E con chi? Con gentaglia residuo del peggio del peggio della nostra storia repubblicana? Quel corporativismo statale, quello si vero nemico della democrazia (altro che i mulini a vento del conflitto di interessi, la “fine della democrazia” che sbandiera la maggior parte del nostro idiota mondo intellettuale…). Partendo dal presupposto che definire “liberali” i tassisti romani è da neurodeliri è il solito concetto che non va. Non stiamo allo stadio. Non è che se si vince è bellissimo e va tutto bene. E non è che se Bassolino e gli amici suoi fanno i bordelli hanno “sbagliato” se lo fa Mastella è “un delinquente”. No mio caro amico.
    Il problema è che non funziona niente in questo paese. Ma in “tutto” questo paese. Nessuno escluso.
    1. Non il centrosinistra che ha dimostrato semplicemente che non è vero che non “vuole guidare il paese” (patetico tentativo della sinistra di nascondere la realtà). Il centrosinistra NON SA GUIDARE IL PAESE. Punto.
    2. Il centrodestra si. Il problema è che non sa che farci con il paese. Cinque anni di maggioranza lo hanno dimostrato meglio di tutti.
    3. I sindacati sono un partito di potere che difende gli interessi dei suoi elettori storici. Lo fa firmando contrattazioni antistoriche che fanno rabbrividire se paragoniamo i diritti dei loro protetti e i nostri. Mi dispiace, ma noi non siamo loro elettori. Siamo precari e quindi ci attacchiamo al cazzo.
    4. la confindustria è morta. Punto.
    5. mezzo paese (il meridione) non è più con noi. E’ questo un paese civile non se lo può più permettere.
    6. è riemersa poi la drammatica istintiva spinta degli italiani verso “il ridateci il maltolto”. Beppegrillo, travaglio, santoro…
    Basta. Ora basta davvero. Non ho più speranze che si possa cambiare questo paese e lo sai perchè? perchè dovrebbe essere il sentire comune di questo merdoso paese in bolletta cronica per i buffi, senza cultura, senza voglia di aggredire il futuro, di cambiarlo. Non è la solita sparata filoamericana (anzi un pò lo è…) ma serve semplicemente per ricordarti gente come Mattei, De Gasperi, Moro, Bearzot, Berlinguer, Fellini, Antonioni e via dicendo. Gente, mio caro “nemico del decisionismo e dell’uomo forte alla Sarkozy”, che erano “uomini forti”. E guarda che il fatto che Mattei sia stato ucciso “dalla mafia, dalle sette sorelle, dai poteri forti” non ti deve nascondere la realtà che lui faceva del paese quello che voleva.
    Ma lo faceva bene.

    PS togli beppegrillo dai links o ti faccio sparare.

  2. kolchoz Says:

    Non hai capito un cazzo. Non ho mai definito quella dei tassisti una professione “liberale”. Al limite “libera”. Nel senso che non sono dipendenti. Il discoroso del sapere o non sapere guidare il Paese è un cncetto che non sta nè in cielo nè in Terra. Nel senso che non dobbiamo cercare un uomo che guidi il Paese, chiunque sia. Perchè questo chiunque può essere veramente CHIUNQUE. Quello che ho detto di Berlusconi è diverso: sostenere che Berlusconi sia un uomo in grado di migliorare il Paese, di rivoltarlo come un pedalino è chiudere gli occhi davanti alla realtà, in quanto tu dovresti saperlo meglio di me che Berlusconi non è nato dal nulla, non è stato trovato un giorno in salotto dai genitori mentre leggeva “Il sole 24 Ore”. No. E’ cresciuto imprenditorialmente grazie agli appoggi politici, come tutti i grandi imprenditori italiani, dimostrando come il capitalismo italiano sia un capitalismo dopato, spinto dalle raccomandazioni (come molte cose in Italia del resto) e come questa scuola (Le sovvenzioni, gli aiuti, gli sgravi) continui a informare l’andamento politico dei nostri, Berlusconi compreso. Chiaramente finchè in Italia non si avrà il coraggio di far fallire le imprese (approntando degli adeguati ammortizzatori sociali per i lavoratori), di radere al suolo il marcio non si potrà mai veramente fare qualcosa di nuovo e concreto. Quello che è successo alla Parmalat nel 2003 (quando c’era Berlusconi) è emblematico. In qualsiasi paese, Stati Uniti in testa, adesso la Parmalat apparterrebbe alla storia. Invece lo Stato è intervenuto pesantemente, in modo assistenziale, e, con la scusa e l’alibi dei lavoratori, ha scaricato sulla collettività i costi del risanamento Parmalat, senza, al contempo, dare un forte segnale agli altri imprenditori che quelle cose in Italia non sarebbero MAI più state ammissibili. Anzi. Adesso chiunque può mascherarsi da Tanzi, sapendo di farl franca. E infatti è stato un proliferare di Furbetti del Quartierino. E’ chiaro che, finchè in italia nasceranno, e non per partenogenesi, ma perchè figlie della cultura parassitaria che affligge il Paese TUTTO, non potremo certo metterci a sognare sistemi iperdecisionisti.
    Perchè metteresti in mano a figli di una sola “combriccola” poteri enormi. In sintesi non vorrei che un giorno mi ritrovassi un governo forte guidato da chi ha appoggiato i furbetti del quartierino, chi ha sostenuto Fazio, chi ha protetto Tanzi, chi ha messo i capitani coraggiosi alla guida di Telecom…a quel punto sarebbe veramente la catasterofe, fidate.

  3. kolchoz Says:

    In sintesi: vorrei poter continuare a sognare un paese nel quale un governo corrotto o che decide male possa essere mandato a casa prima che combini guai irreparabili. Perchè un governo che lavora male è sempre peggio di un non governo. Al limite la società in sè trova le forze per rimettersi in moto. Un governo pessimo, corrotto, vicino a realtà cancerogene per il Paese (tipo i succitati furbetti del quartierino) tarpa ancora di più le ali alla società, e spinge ancora di più indietro il Paese.

  4. utente anonimo Says:

    Condivido in pieno l’analisi di marish.
    Kolchoz, ti voglio sempre bene, ma hai un’idea troppo parziale della realtà. Essere faziosi va bene, ma non al punto da confondere l’analisi con i comizi.
    gau

  5. utente anonimo Says:

    Kolchoz, quando capirai che la politica non è come il calcio, probabilmente avrai una visione leggermente più serena delle cose.

    Detto ciò, è chiaro che il Paese sta andando verso la rovina più totale.

    Andrew’s Tavern
    (il vicino di blog)

  6. utente anonimo Says:

    Sì, poi ne capisse pure di calcio…
    gau

  7. kolchoz Says:

    Eh no. Qui non si tratta di tifare o meno. Il mio era un discorso diverso. Il governo Prodi che qualcosa aveva (soprattutto all’inizio) provato a fare, vedi decreto Bersani e progetto legge sui Dico, si è impantanato prima ed è caduto poi perchè c’è stata un’alzata di testa, una rivolta del signorotto di Ceppaloni che ha PRETESO che il governo lo dichiarasse, insieme alla moglie, al di sopra della legge e dei tribunali. Ovviamente a TUTTO c’è un limite. E il governo è caduto….e non è una bella notizia, da qualunque parte la si veda. Non per amore verso Prodi, ma perchè come ha trionfato questa logica nel far cadere Prodi, in futuro può trionfare verso chiunque. Poi è chiaro che per chi vede la politica come un tifo quest’aspetto diventa marginale. Per me non lo è.

  8. utente anonimo Says:

    Ma perché, seriamente pensi che Prodi sia caduto solo per via di Mastella?

  9. utente anonimo Says:

    non mi toccate il mio sognatore preferito! è un mio solo diritto (da uomo, e che uomo, di sinistra…) poterlo insultare…

    M

  10. utente anonimo Says:

    Ah!
    Se Pippo Franco avesse veramente vinto al Senato…

    Andrew’s Tavern
    (il vicino di Blog)

  11. kolchoz Says:

    Per K: Non solo. Certo gli ha dato il colpo di grazia. Il mio era un discorso che si riferiva anche al naufragio del decreto Bersani

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