Gli ultimi saranno ultimi.

Ultimi saranno ultimiInnanzi tutto bisogna fare i compliment a Gianni Boncompagni. La sua trasmissione emblema delle idiozie televisive (NOn è la Rai) qualcosa di buono è riuscita a tirarla fuori: Sabina Impacciatore, Ambra Angiolini che non è l’oca starnazzante che si temeva 15 anni fa e Paola Cortellesi.Proprio la poliedrica ragazza di Casal Lumborso è la mattatrice di questa tragicommedia sui disastri della legge trenta. La performance di Paola Cortellesi è un monologo, atto unico (ultima moda del teatro italiano, detto degli affabulatori come Celestini, Paolini o Enia) che racconta la tragica nottata di una ragazza incinta che decide di "riprendersi la sua vita" scippatale dalle logiche aziendali che vedono nei lavoratori solo delle caselle di Excell.Pur indugiando un po’ troppo negli aspetti grotteschi dei personaggi, che in alcuni casi fanno perdere di vista la tragicità delle problematiche affrontate, Paola Cortellesi solleva, senza mezzi termini quelle che sono le difficoltà di chi vive del proprio lavoro, di una donna che decide di mettere al mondo un figlio, sposata con un uomo "delocalizzato" a 300 Km di distanza, perchè alla sacra azienda conviene così. La protagonista, alla quale non è stato rinnovato il contratto, perchè incinta, non chiede i soldi, non chiede un sussidio: chiede di poter lavorare, di poter andare in ferie una settimana in Calabria a Settembre. "Faceva schifo, ma quella era la mia vita, e ora la rivolgio!"Il tragico finale, nel quale lei viene uccisa dal solerte poliziotto, guardiano dello status quo, che protegge la responsabile del personale, indefessa lavoratrice algida e zitella che si trattiene in ufficio fino alle 23.00, per andare in videoconferenze su chat line erotiche, è la logica conseguenza delle speranze che attualmente pervadono le generazioni più giovani, stritolate da una legislazione sul lavoro che ha reintrodotto, chiamandolo eufemisticamente "flessibilità", il cottimo e la desindacalizzazione. Assistere a questa piece induce a rifelttere su molto di più di quelle che vengono aridamente considerate le soluzioni alla precarietà creata dal "capolavoro" di Roberto Maroni. Il lavoro non è solo una questione di soldi, è anche questo, ma è uno scopo, è la realizzazione commisurata in termini economici delle proprie capacità: quindi la soluzione non può essere, ad assistere allo spettacolo della Cortellesi, ciò che viene proposto, per esempio da PIetro Ichino sulle pagine del Corriere della Sera, un ammortizzatore sociale che permetta di sopravvivere senza scopi e proggetualità alle fasi di precarietà. L’unica soluzione è scoraggiare e al limite mettere fuori legge le atipicità contrattuali introdotte dalla legge 30, è espellere il concetto di lavoratore presente in aziende in relazione alle esigenze della stessa. Sostanzialmente è tornare a considerare un lavoratore un uomo e non una casella di Excell, o un punto in un grafico. Ne va della dignità delle persone!

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6 Risposte to “Gli ultimi saranno ultimi.”

  1. marish Says:

    Caro amico. Ora basta, ti prego. Non critico la tua dickensiana visione del mondo che è onesta quanto il tuo considerare il Peronismo una cosa seria (“guarda che in argentina… tu lasciali fare”). Insomma quello che critico non è la tua visione commovente del nostro mondo del lavoro. Ti capisco, non fai il medico e non hai dovuto declinare inviti ripetuti per certificazioni false. D’altronde se la nostra politica del lavoro è gestita da camorristi di prima specie come i Sindacalisti non è colpa tua. Ricordati che le legislazioni demenziali sul lavoro (prodotto, ti ricordo, di altri governi e non di Maroni…) sono il frutto di una mentalità diffusa in questo paese. Un paese governato da una generazione di fancazzisti (ti ricordo il nostro sindaco e futuro premier ed il suo curriculum di studi) in cui, dopo anni di vacche grasse (assunzioni a tempo indeterminato, pensioni baby, ferie pagate e via dicendo), ci si ritrova con le pezze al culo e non si sa a chi dare il resto. Anzi lo sanno. A noi. Ma lo sai quale è la risposta alla domanda di uno come te del “perchè fancazzisti di 50 anni che non fanno nulla da 20 occupano un posto fisso e non si possono cacciare via”? La risposta è chiara e geniale “Noi sindacato vogliamo che tutti siano a tempo indeterminato”. E’ una risposta criminale nella sua stupidità e chiara nella sua malafede. Non abbiamo i soldi manco per cacare e tu vuoi assumere tutti? Ma soprattutto vuoi fargli perdere il bacino di utenze di voti? Caro K. Svegliati. Svegliatevi tutti. Il problema non sono gli schiavi moderni (come dice quell’idiota di Grillo). Il problema è che il paese è finito e non ha più risorse economiche e morali. E soprattutto è un paese che affida le sue perorazioni ancora a degli attori….
    BASTA!!!
    NON STIAMO PARLANDO DI ORSON WELLS MA DELL’IMPACCIATORE!!!
    VI MERITATE DI FINIRE FUORI DAGLI AEROPLANI. TE, GRILLO, L’IMPACCIATORE E TUTTO IL CUCUZZARO!
    P.S. alle prossime elezioni penso di votare i sudtirolesi. Sai, aria pulita…

  2. kolchoz Says:

    Io non ho MAI dovuto declinare alcuna richiesta di certificati fasulli, ma forse tu non hai dovuto lavorare a progetto, pagato a ore, a provvigione, con la fifa che se prende un’influenza o lavori malato o te ne vai a casa e perdi i soldi, con la strizza che se me devono ricoverà non me rinnovano il contratto, il tutto perchè i top manager devono incassare 10mila euro al mese (ma quello stipendio non lo si tocca)..io, forse, un giorno lavorerò e avrò a che fare con chi abusa dei certificati medici (e me lo auguro)…però ti auguro di non trovarti MAI nelle condizioni di essere pagato solo se la mattina gliela fai ad alzarti…e devi alzarti altrimenti la busta paga piange e poi il contratto non arriva. Perchè adesso che hai 30 anni, entusiasmo ed energie ce la faresti ad andare a lavorare con 38 di febbre, per quanto non so se fà bene, ma quando ce ne hai 50 e i primi acciacchi si faranno sentire e quando avrai passato la vita lavorativa piegato sul computer (e non prendermi in giro, perchè personalmente, a 32 anni, dopo due ore che sto sul computer vengo travolto da un mal di testa e un mal di schiena che mi vien da vomitare, cosa sarà di me a 50 anni?) a spaccarti la schiena non lo so se riterrai ingiusta la malattia pagata. Non credo che tu medico debba gioire del fatto che siamo diventati schiavi del lavoro, non pagati (certo poi ci sono persone che vengono pagate e pure profumatamente e spesso pontificano o legificano, ma questo è un altro discorso)…il prblema del Paese non sono i fancazzisti, perchè se un lavoratore trova un ufficio organizzato male che non lo fa lavorare non può mica dare le dimissioni), il rpblema è che una o più generazioni sono state bruciate sull’altare della “produttività”, dei numeri, dei soldi! Di quanto più arido esista!

  3. marish Says:

    sei ufficialmente incurabile.

  4. kolchoz Says:

    Non è molto carino usare il termine Peronista in modo dispregiativo, tanto più per denigrare idee altrui. Potrei darti del Borghese, ma non lo farò MAI (anche se ne hai le caratteristiche!)…perchè sarei incurabile? Perchè ritengo inammisibile pagare una persona SOLO se può recarsi a lavoro? Perchè credo che appartenga al diritto di ognuno sapere quale sarà, in linea di massima, il proprio futuro e non vederselo legato ai capricci del fato (malattie) o del capo ( raccomandazioni circa il rinnovo o meno dei contratti)? O forse perchè gradirei che per molte donne il diventare madri non equivalga all’essere messa sul lastrico? No, così, giusto per capire!

  5. utente anonimo Says:

    Non ho capito. Ma ti sei offeso perchè ti ho dato del peronista?
    Ma come… tu quoque…

  6. kolchoz Says:

    Non mi sono offeso, sono dispiaciuto: dispiaciuto perchè mi sembra di sentire un disco rotto che non controbbatte, ma cerca di svilire le idee altrui. Poi, insomma, c’è de mejo rispetto al peronismo. Se non sbaglio fu proprio l’Argentina di Peron a ospitare i nazisti fuggiti dall’Europa post bellica. Non credo che io lo avrei mai fatto…al massimo sarei stato tentato di ospitarli per poi corcarli ben bene, ma questo è un altro discorso! Comunque non sono offeso, è come se mi dicessi che sono riccio….non mi fa nè caldo nè freddo!

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