La strage e la Scala. Buon Natale

Morti BiancheI dati sono ALLARMANTI. Non esiste per nessuna ragione al mondo che una persona vada a lavorare e non torni a casa perchè uccisa dal lavoro. La sicurezza costa tantissimo, ma la non sicurezza costa di più. Costa in termini di vite umane. Purtroppo quello che è successo Venerdì 7 Dicembre era preventivabile: il concetto di lavoratore precario, affittato, assegnato, estemporaneo, flessibile, intercambiabile ha fatto perdere di vista il rapporto empatico e totale che dovrebbe esserci tra lavoratore e datore di lavoro, e tra lavoratore e ambiente di lavoro. Con i contratti a termine il lavoratore non ha il tempo di scoprire e segnalare le magagne in tema di sicurezza, e quando lo fa non viene ascoltato perchè il suo è un rapporto a (breve) scadenza, il datore di lavoro (padrone, chiamiamolo con il SUO nome) non ha alcun interesse a investire in sicurezza: il mercato del lavoro è così flessibile che se un operaio muore è facilissimo rimpiazzarlo con un altro. Investire in sicurezza costa, e allora, grazie alla legge 30, conviene disinvestire in mobbing, minacciare un uomo se osa parlare, perchè il suo contratto deve essere rinnovato. E allora ogni due per tre, anzi ogni santissimo giorno, ci ritroviamo a leggere il bollettino di una guerra che stiamo perdendo: un continuum di stragi allucinanti, persone che muoiono come mosche per non far morire di fame i figli. Cosa si deve dire di un uomo che arriva a morire per fare un lavoro umiliante, sporco, scomodo, dissanguante e atrofizzante del cervello? Che è un eroe! E’ un eroe della vita quotidiana, è un martire dei nostri tempi. E poi cosa succede? Che a pochi chilometri dall’ennesima strage lo spettacolo debba andare avanti, facciamo un minuto di silenzio, perchè ci lava la coscenza e non costa nulla, e poi possiamo goderci la prima alla scala. Il trionfo della borghesia annoiata e intellettualoide che assiste a tragedie secolari e poi chiude gli occhi di fronte alle tragedie attuali: anzi no, se la cava con un minuto di silenzio. Come se il silenzio sulle stragi del lavoro durasse un solo minuto. Sono anni,decenni, forse da sempre, che è calata una cappa di silenzio sulle stragi da lavoro.
E adesso forza e coraggio perchè il Natale è alle porte e forse, quel giorno, riusciremo a convincerci di essere più buoni, anche se nemmeno ci ricorderemo i nomi di chi è morto il 7 Dicembre per regalare un Natale sereno alle famiglie e invece ha solo sacrificato la sua vita sull’altare del profitto ALTRUI!!!
Buon Natale.

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5 Risposte to “La strage e la Scala. Buon Natale”

  1. utente anonimo Says:

    Complimenti, gran bell’intervento. Finalmente un raggio di luce nel marasma buoi della disinformazione. Continua così, sei il migliore!

  2. kolchoz Says:

    Grazie!

  3. utente anonimo Says:

    prego…
    M

  4. utente anonimo Says:

    Ha abboccato un’altra volta….

  5. utente anonimo Says:

    Sono un vecchio lavoratore che sa perfettamente cosa vuol dire uscire di casa alle cinque di mattina per rientrarvi alle otto di sera. Non credo che il mondo del lavoro abbia bisogno di interventi ideologici infarciti di retorica che toccano le emozioni ma sono del tutto privi di razionalità, buon senso e poco costruttivi. Subito dopo il disastro, tutti gli uomini politici, con il governo in testa, hanno fatto a gara nel dire che le leggi esistono e sono all’avanguardia. Un modo semplice per lavarsene le mani e sopire la coscienza. Come se il compito del politico finisse nel fare una legge senza curarsi minimamente se questa sia applicabile e se esistano gli organi per farla rispettare. Gli organi di controllo, Ispettorato del lavoro, ASl, ecc.. usciti improvvisamente come funghi dopo il disastro dove erano prima ? Giravano la testa da qualche altra parte? C’era o no un rappresentante sindacale all’interno dell’azienda ? Ha denunciato cosa stava succedendo al suo interno ? e se lo ha fatto chi e perchè non gli ha dato ascolto? Siamo sicuri che la Magistratura, la Regione, la Provincia, il Prefetto, il Questore, il Comune non ne sapessero proprio niente? Dopo il disastro sono di una sollecitudine unica nell’aprire inchieste o fare commissioni, sempre dopo, mai prima. La stampa e le televisioni, soprattutto quelle locali, che adesso fanno inchieste e riempiono fogli di giornali e inondano di servizi le televisioni dove erano prima ? E qui mi fermo.
    Penso che se il cosiddetto “popolo sovrano” cominciasse ad usare un po’ piu’ di buon senso e ragionasse veramente sui fatti, forse le cose andrebbero meglio. Altro che se andrebbero meglio !

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