Addio Barone!

liedholmCos’altro dire? Di quella squadra immensa, costruita mattone su mattone con una programmazione degna di un ingengere svedese, una precisione e una pignoleria rare nel calcio italiano, se ne è andato anche l’allenatore, dopo il Presidente e il Capitano. Chi scrive l’ha vissuta, ma, purtroppo, non la ha goduta. Purtroppo, allora, bambino di nemmeno dieci anni (sono del 1975) non mi rendevo conto cosa significasse, soprattutto per la Roma, vincere un campionato, arrivare in fondo alla Coppa dei Campioni, conquistare tre coppe italia e due secondi posti in campionato. Ma ho avuto la possibilità di apprezzarla dopo, quando mi accorsi che le vittorie, per me scontate, non lo sono affatto. Cosa dire? Adesso tutti si affretteranno nella gara al coccodrillo. Da tifoso posso solo dire che col Barone se ne è andato un pezzo del mio cuore-tifoso, un pezzo di quella Roma che mise in fila Inter Milan e soprattutto Juventus, con la forza del gioco e dell’ironia. Con un allenatore che, a precisa domanda, rispose che la sua squadra ideale avrebbe visto in campo Maradona, Giordano, Conti, Pruzzo, Zico, Falcao, Socrates, Beccalossi e Platini. Chiunque capisca di calcio e ricordi questi giocatori si rende conto che erano tutti fantasisti, poco dediti a "Fare legna"…lo sapeva anche il Barone e alla domanda su chi avrebbe corso lui rispose, candidamente: "Gli avversari". Una Roma che si insediò in vetta al calcio nazionale con un presidente che non si scomponeva mai, che, dopo l’ennesimo furto subito, disse: "I romanisti non piangono ora e non piangeranno mai, perchè il pianto è dei deboli e la Roma è forte". Un presidente che non comprò nessuno dalla Juventus e non intavolò mai trattive con la Juventus perchè la Juventus gli mandava Boniperti e Viola "Con i dipendenti non parla!". E quando Boniperti gli porse un centimetro dicendo che tra la Roma e la Juventus sarebbe stata sempre una questione di centimetri, Viola non si scompose, semplicemente glielo restituì davanti a taccuini e telecamere dicendogli: "Credo serva più a lei, visto che è un geometra e io sono un ingegnere!" Purtroppo quella Roma si sta allontanando nel tempo e col tempo…ogi se ne è andato l’artefice tecnico di quel sogno chiamto scudetto…da romanista mi sarebbe piaciuto che il saluto al Barone sarebbe coinciso con un primo posto in serie A, laddove il barone ci aveva portati in pianta stabile e permanente, quando, fresco trionfatore della stella rossonera, si imbarcò per un meraviglioso viaggio di ritorno a Roma. Quando prese una squadra devastata dalla gestione di Moggi e dalla lenta agonia dell’era Anzalone e pretese il ritorno in squadra di Marazico Conti, e poi comprò un giovane virgulto sconosciuto dal vivaio del Parma, Carlo Ancelotti, e promosse primo portiere, accantonando con ferma signorilità la bandiera Paolo Conti, un giovanotto di belle speranze, prelavato dalle riserve del Giulianova, tal Franco Tancredi e poi mise in mezzo a questi giovani, giocatori di esperienza: Benetti, Bet, Maldera, Proaska..il tutto compiendo il CAPOLAVORO, chiamto semplicemente il Divino (colui del quale il milanista Carmelo Bene disse: "Il più forte giocatore al mondo senza mondo")…e poi portò alle soglie di una carriera sfolgorante lo sfortunato Kawasaki, e senza scomporsi lo sostituì, quando il destino glielo tolse, con un terzino genovese, burbero e taciturno, destro di piede costretto a "Jocare" a sinistra, che con le sue quattro cosce arriverà fino ai mondiali di Messico, dopo aver vinto (quasi) tutto con la maglia della Roma. Al Barone mancò solamente una cosa, una cosa solamente..quella cosa lì, la coppa con le orecchie, il primo motivo (solo per ragioni cronologiche) per il quale ogni 30 Maggio sentiamo un velo di tristezza scendere in fondo al cuore e in fondo non lasciarci mai più. ADDIO BARONE! 

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2 Risposte to “Addio Barone!”

  1. kkarl Says:

    Io l’ho vissuta, e forse per questo la tristezza é grande.
    Ho conservata ancora la bottiglia di spumante che Liedholm fece in occasione di quello scudetto e che chiamò “Raggio di Luna”.
    PS: anche io ho ricordato il Barone. Però non me la sono sentita di scrivere “Addio”
    😦

  2. gau Says:

    Comunicazione di servizio: kolchoz, mi aspetto un grande post su Enzo Biagi. Mi raccomando.

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