A 90 anni della Grande Rivoluzione.

Rivoluzione RussaTovarish Compagni. Ci siamo, alla fin fine siamo arrivati al novantesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. A distanza di quasi un secolo cosa ne è rimasto di quei fantastici giorni? E’ inutile rivangare tutta la storia dell’utopia di esportare la Rivoluzione nel mondo intero. A guardarli con gli occhi del 2007 non è facile capire come si fosse a suo tempo potuto sognare di esportare un modello, risultato vincente da una parte, tout court in tutto il mondo, come se fosse un pass partout adattabile ad ogni situazione. Una risposta univoca e definitiva a tutte le ingiustizie del mondo. Purtroppo, però, quel sogno è miseramente finito: il sogno del proletariato al potere. Perchè il fulcro del sogno comunista è quello di abolire progressivamente tutte le oligarchie di comando, a vantaggio di un controllo diffuso e collettivo della società. Un anarchismo eterodiretto. E’ proprio in questa "eterodirezione" che risiede il germe della fine e soprattutto della disillusione. Purtroppo fu facile profeta, spietata e diretta come era solita nel suo stile, Rosa Luxemburg quando, nel complimentarsi con Lenin per il felice esito della Rivoluzione di Ottobre, gli disse chiaro e tondo: "Con questo sistema dirigista si sostituirà l’oligarchia nobile o borghese, con quella di partito!" Sembrava avesse fatto un viaggio nel tempo. E a noi, poveri comunsiti del XXI secolo, cosa è rimasto dello "Spettro che si aggira per l’Europa"? A guardar l’ombellico delle cose italiane, una profonda tristeza. Del vecchio PCI ne è rimasto un simulacro, votabile per amore e carità di patria (nel senso che quando si entra in cabina uno come me non può non votare falce&martello a prescindere!), oppure un partito che si atteggia a fricchettone, che qualche elemento di rottura dal tram tram quotidiano della politica riesce ancora a fornirlo, ma sostanzialmente sembra che balli la quadriglia, due passi avanti e uno dietro, due dietro e uno avanti (se avete avuto la concetrazione di leggere, capirete che non ci si sposta di un millimetro!). Altrimenti c’è quello lì: il padre che ha rinnegato i figli, che li ha cacciati di casa perchè disturbavano il condominio, e poi ha pure venduto la casa alle banche. Quello che fino ai miei diciasette anni pensavo fosse uno scherzo; ho aspettato una vita, diciotto anni, per votare falce&martello, ho aperto la scheda e che ho trovato? Un ALBERO?!?!?! Cazzo, sotto gli alberi ci faccio pisciare il cane, non ci metto la falce&martello. Poi è sparita pure la falce&martello! Per vergogna? Non c’è nulla di cui vergognarsi! Poi ho trovato un altro albero e ora? Topo Gigio. No è troppo, veramente troppo! Sogno di trovare qualche risposta contemporanea e contemporaneista, ma soprattutto meno fricchettona e più concreta, fuori dagli angusti confini italiani, europei. Poi, però, mi accorgo di ricadere nel grossolano errore che commisero i miei compagni 90 anni fa: sognare un modello valido ovunque e per chiunque. Come posso pensare di esportare in Europa il modello populista latino americano, carico di una forza esplosiva potenzialmente rivoluzionaria? Oppure come posso sognare che i diseredati dell’Africa centrale e subsahariana possano trovare fascino e fascinazione dalle lotte sindacali volte alla fine della precarizzazione del lavoro che si stanno sviluppando in Europa? Oppure ancora come posso sognare di coinvolgere un manager di Singapore, compreso nel suo ruolo di rampante gestore dei soldi delle grandi multinazionali alle giuste lotte degli aborigeni australiani che stanno vivendo un olocausto culturale e identitario pari a quello dei Rom e Gitani? Se si decide che coinvolgere persone così differenti a problematiche così differenti è una priorità lo si può fare solo con un’eterodirezione globale che ricorra anche a forme coercitive di coinvolgimento massiccio, cioè ai crimini…eccola lì: la parolaccia! Ci sono caduto con tutte le scarpe. Non volevo riproporre, ribaltato, lo schema pseudoelettoralistico del famoso libro nero di Berlusconiana memoria. Ma, purtroppo, Quarto Statosono stati i crimini una realtà scomoda, della quale noi comunisti non possiamo ignorare l’esistenza. Non sono i crimini commessi in fasi "rivoluzionarie" a sconvolgere la mia coscenza, ma quelli in fase "post" rivoluzionaria: l’obbligo di imporre il silenzio sulle idee dissenzienti come si concilia con una idea che vuole difendere la libertà di esistere in tutte le sue forme ai soggetti più deboli? Ma come, altresì, si può tutelare un’idea che ha come scopo il cambiamento radicale della società, da chi ha interesse a che questo mutamento non avvenga? Questioni, purtroppo, di lana caprina. Perchè la storia ha dimostrato che chi ottiene il potere vi resta appigliato come una mignatta, come una sanguisuga. e il risultato è che sotto il nome di una grandissima ideologia si è compiuto il peggior crimine che possa esistere: si è ucciso il sogno che quel progetto un giorno lo si potesse realizzare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: