Good Bye Europa

goodbye europaC’era una volta la cultura del pamphlet. Il libercolo breve e godibile che prendeva di petto un problema e coloro che, a detta dell’autore, lo avevano generato. Divertente e capace di far riflettere.

Due economisti, Alesina e Giavazzi, tentano di riesumare questo genere dando il loro contributo ad un dibattito che a fasi alterne riemerge presso l’opinione pubblica. E’ meglio l’Europa o l’America? Sono davvero così diverse? A questi quesiti molti hanno dato risposte diverse, contrastanti, anche a dispetto della loro appartenenza geografica o politica.

Partendo dalla constatazione – per citare Robert Kagan – che "gli Europei vengono da Venere e gli Americani da Marte", alcuni Statunitensi, come l’economista Jeremy Rifkin, ritengono che sia meglio l’Europa perché ha saputo creare una nuova visione del mondo, una visione "slow" incentrata sulla qualità della vita, un "sogno europeo" che starebbe eclissando quello americano.

E ci sono alcuni europei come Alesina e Giavazzi che ritengono che un po’ più di America farebbe bene al Vecchio Continente. Senza eccedere in tecnicismi da Professori di economia, i due presentano alcune tesi corredate da dati, tabelle e diagrammi che mettono a fuoco quello che tutti noi sappiamo ma che non abbiamo il coraggio di affrontare. In Europa c’è molta, forse troppa protezione, poco rischio, scarsa concorrenza e di conseguenza poca crescita.

Il tranello che i due evitano accuratamente è quello di identificare il male nel welfare di tipo europeo. Per loro, a godere di troppa protezione non sono le fasce più deboli. Sono semmai i gruppi di pressione, le corporazioni, i conflitti di interessi. Il welfare potrebbe essere mantenuto seguendo esempi virtuosi asslutamente europei (la Danimarca e l’Olanda, ad esempio). Ma per le liberalizzazioni, vecchio pallino di Giavazzi, è all’America che bisogna guardare. C’è poco da fare.

Concludendo, i due economisti propongono 6 misure concrete che gli Europei dovrebbero adottare per far tornare la loro economia a crescere. Alcune mi convincono, altre no. Loro, per esempio, non ritengono necessario buttare i soldi in trasporti e infrastrutture: secondo me, invece, è un punto essenziale. ma non importa. Il libro è di un annetto fa, ma merita di essere letto. Tanto ci si mette poco.

Perché sapere che si viene da Venere non è sufficiente. Bisogna sapere anche cosa c’è su Marte. Almeno per averne meno paura.

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2 Risposte to “Good Bye Europa”

  1. tod315 Says:

    sul primato degli USA Alesina e Giavazzi sono piuttosto fondamentalisti. Secondo me sarebbero capaci di prenderti a schiaffi se gli dicessi che comunque in Europa si vive meglio…

  2. gau Says:

    In generale è così. Però stavolta mi hanno stupito. Nel libro accennano anche una lieve critica al sistema sociale americano e indicano il welfare scandinavo come modello. Ma temo che in un film di Michael Moore non compariranno mai.

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