Lettera aperta a Kolchoz

Caro amico mio.
Caro "fan accanito". Ma fammi il piacere!
Non capisco come una persona di elevato livello culturale come te. Cresciuto, come me e Gau, nella gentiliana concezione della storia come primario elemento della valutazione del mondo reale possa ancora cascare in queste trappolette da quattro soldi.
Non abbiamo più 18 anni. Il 1991 è passato da tempo. Li abbiamo davanti agli occhi che cosa ne è stata della Rivoluzione dei Fax.
"Ripuliremo il paese!".
A conti fatti abbiamo distrutto una discreta classe politica per far spazio a quella che abbiamo adesso e, nell’interregno, il paese non è decollato.
Nel 2007 tutta questa finta-violenta matassa di demagogia a cielo aperto (a sto punto il partito "ridatece il maltolto" era mejo!) mi fa solo sbadigliare. Mi annoia. Mi rattristisce. Ripenso alle mille gloriose "discese in campo della società civile" (LaRRRete di quel buffone di Orlando, l’Italia dei Valori di quel ignorante di Di Pietro… vuoi che vado avanti?). Ripenso alla loro inutilità che diventa delittuosa quando si persevera nel chiedere al popolino (quello di Grillo non saprei come chiamarlo in altro modo…) "di prendere in mano la situazione", "di agire".
Siamo il popolo, non dimentichiamolo, delle grandi salite sul carro del vincitore e delle altrettanti vergognose genuflessioni di fronte al politichetto di turno (non lo dico io che faccio il medico lo diceva Montanelli, non uno qualunque). Io, in quelle piazze, ho visto purtroppo solo quel popoletto lì. Quelli che tiravano le monetine a Craxi. Quelli che, grazie allo stesso sistema che insultavano, si erano assicurati un lavoro a tempo indeterminato, con pensione assicurata… bla, bla, bla.
Purtoppo tutti e tre abbiamo girato un pò il mondo per sapere che l’Italia non ha bisogno di un "continuo ricambio generazionale sotto il segno dell’Onestà"… ma di molto altro, purtroppo. Molto altro.
Comunque, io rispetto tutti. Ho sentito anche il discorso di Berlusconi al Congresso americano per fare contento Gau. E poi Grillo, come comico, lo adoravo e lo adoro tuttora.
In questi giorni nei blog di mezzo mondo è un fiorire di esaltati racconti e di violentissime critiche.
Io la mia idea la delego ad uno dei migliori blog italiani che ne aveva parlato venti giorni fa.
Clicca.

wittgestein
P.S. ma in fondo lo sai quale è il problema? Lo sai? E’ questo:

grilloRiempie un vuoto, capisci.
A parlare non è il mio barista in Molise. E’ il nostro Presidente della Camera.
Ingrao e Nilde Iotti non le avrebbero mai dette certe stronzate. Mai.

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10 Risposte to “Lettera aperta a Kolchoz”

  1. dearM Says:

    eh già. applauso

  2. marish Says:

    tenx

  3. gau Says:

    Non avrei saputo dire di meglio. Chapeau.

  4. utente anonimo Says:

    Eh no, caro Marish,! E invece l’hanno detto. Tra la fine del 1946 e gli inizi del 1947, Palmiro Togliatti cercò di abbozzare un dialogo con il leader dei qualunquisti. (v. Lettere al Corriere di sergio Romano, del 13 settembre 2007).
    Comunque il vostro è un gran bel blog. Complimenti!

  5. gau Says:

    Ecco. Hai ricominciato a bere. Lo sapevo.

  6. utente anonimo Says:

    Gau. Di certo non sono la persona a cui volevi replicare. Intendevo dire, in senso negativo naturalmente, che tra il comunismo di oggi e quello di ieri, in fin dei conti, le differenze non è che siano poi tante. Bertinotti potrebbe intepretare benissimo il film “Per qualche voto in piu'”
    Sempre complimenti per il blog!

  7. gau Says:

    Ma proprio per il blog ti replicavo! Che vuol dire il “vostro”?

  8. kolchoz Says:

    A Gau…non ero io quello! La mia risposta è in fase embrionale molto avanzata! Ho il problema che sulla baracca di computer che mi han dato in ufficio non si carica il tasto “pubblica il post” per cui devo aspettare di tornare a casa per pubblicare la risposta..che è molto meno caustica di quanto possa pensare! K

  9. utente anonimo Says:

    drogatevi… M

  10. gau Says:

    Allora ti fai proprio di crack. Non c’è niente da fare.

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