Beastie Boys featuring Brigitte Bardot

cgo0113lIo e Marish li abbiamo sempre adorati. Io sono addirittura riuscito a vedere i loro ultimi due concerti a Roma (Palacisalfa e tendone del Villaggio Globale con il Cicogna, esperienza memorabile). Genialoidi, cazzoni quanto basta, scopritori di talenti (Grand Master Flash), un po’ troppo love, peace, human rights and Tibet ma tutto sommato in modo accettabile.

Il loro nuovo disco "The Mix up", tutto strumentale, non sta vendendo tantissimo ma se ne parla molto. Ecco un esempio dal Corriere della Sera on line del 9 agosto.

Nel nuovo album interamente strumentale «The Mix-Up» la svolta dei pionieri dell’hip hop «bianco»
Beastie Boys, musica per la Bardot
Il trio le dedica un brano. «E ci piacerebbe averla nel nostro videoclip»

MILANO—Impossibile cercare di contenere i Beastie Boys nei binari della serietà. L’ironia, soprattutto nei videoclip, è sempre stata una delle armi preferite del trio rap. Ma nelle interviste la ricerca della battuta è spinta all’estremo. I Beastie, pionieri dell’hip hop bianco 26 anni fa, hanno appena pubblicato «The Mix-Up», un album interamente strumentale. Nessuna parte cantata o rappata, nessun campionamento, niente scratch. La domanda più ovvia è il perché di questa svolta. «Pensavo che mi avreste chiesto come faccio ad avere muscoli così scolpiti». Parte subito a mille Adrock, all’anagrafe Adam Horovitz. Poi cerca la risposta seria. «Volevamo fare qualcosa di diverso e, all’inizio delle registrazioni, abbiamo deciso che avremmo suonato degli strumenti. Il prossimo disco sarà diverso».
Ma lo dice perché c’è già un prossimo album? Scatta ancora il comico: «Ho registrato tre dischi questa notte. Uno con LL Cool J, uno con Grandmaster Flash e uno con gli Stereolab». La svolta di Adrock, Mike D e MCA(anzi il ritorno al passato visto che iniziarono come gruppo punk) non è figlia della crisi del rap che negli Usa ormai fatica a mandare i suoi esponenti di punta al numero 1. Insomma, l’hip hop non è morto. «Amiamo il rap. Siamo cresciuti con quello ed è parte della nostra vita.È l’unica forma di musica che cambia costantemente: qualunque definizione se ne dia oggi, tra qualche mese ce ne vorrà una diversa. Credo che ci sarà ancora del rap politico: la gente è stufa di questi che parlano di caviale e oro».
Come era prevedibile, «The Mix-Up» sta vendendo meno dei loro dischi precedenti. «Stiamo facendo un test per vedere quali sono fan veri. Se ti piace una band dovresti essere felice qualunque cosa faccia. Quando Elvis Costello pubblicò un disco country mi piacque moltissimo ». Non ci sono parti cantate, difficile indagare il significato dei titoli dei brani. Quello di «Suco de tangerina» lo spiega Adam H: «Siamo stati in Brasile e a Rio andavamo spesso in un posto dove facevano succhi. Si chiamava BB Lunches perché ci andava spesso Brigitte Bardot quando andava a trovare Jorge Ben. Questa canzone è un’inno a loro e a tutti gli affaire. Mi piacerebbe averli nel video».
Il progetto «The Mix-Up» coinvolge anche altri artisti e un film. «Abbiamo pensato che le canzoni sarebbero state bene anche con delle voci, così le abbiamo, fra gli altri, a Snoop Dogg, Mark Ronson, M.I.A. e Mary J. Blige. L’unica regola è che utilizzino un pezzo, anche solo un accordo, della canzone. Il film invece documenterà quello che abbiamo fatto in questi ultimi mesi. Siamo multimediali, multipiattaforma, interculturali ». Ironia e sarcasmo, nel caso dei Beastie Boys, non sono sinonimo di disimpegno. Da anni i tre sostengono le campagne a favore del Tibet. E hanno fatto parte del cast di Live Earth, il megaconcerto per la difesa dell’ambiente. «Il mondo è nella merda e ci vuole qualcuno che dica qualcosa. E va bene che ci si riunisca in molti famosi nello stesso posto, ma bisogna farlo anche dal basso: se dici a un amico di staccare la spina degli elettrodomestici, lui lo dirà a un altro e così via. Le canzoni possono influenzare la gente, ma anche il passaparola funziona».
I tre sono di New York. Si profila una sfida presidenziale legata alla Grande Mela. Hillary Clinton (è dell’Arkansas, ma è sentore della metropoli) contro l’ex sindaco Rudolph Giuliani. Chi voterebbero? «Da newyorchesi abbiamo passato tempi duri con Giuliani. Ha fatto anche un paio di cose di cui siamo contenti e lo preferirei a qualsiasi altro repubblicano.Ma scelgo Hillary, soprattutto per la sua attenzione al problema della sanità».

Grandi come al solito. Un’unica cosa: bisogna convincerli a votare Fred Thompson. Impresa ardua, ma non impossibile.

 

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