Archive for agosto 2007

CSKA Sofia – Omonia Nicosia 2-1

31/08/2007

19-10-04_1240Non chiedetemi perché, ma come in un sogno giovedì mi sono ritrovato allo "Stadio dell’Armata Rossa" di Sofia a vedere il ritorno dell’ultimo turno preliminare di Coppa Uefa. In campo, la squadra di casa, il CSKA, ed i ciprioti dell’Omonia Nicosia. L’andata è terminata 1-1. Ai bulgari basta lo 0-0 per andare al tabellone principale.

 

26-12-04_2027Entriamo a partita iniziata. Il colpo d’occhio è bellissimo. Uno stadio da 25.000 posti stracolmo, immerso nel parco del complesso sportivo CSKA, molto vicino al campo, con una pista d’atletica su cui l’ultimo a correre potrebbe essere stato Jesse Owens. I tifosi padroni di casa che indossano una maglietta rossa, non importa se del CSKA, del Liverpool, della Roma, del Milan, della Turchia o della Bulgaria (tutte avvistate). Qui non siamo in Inghilterra: la maglietta ufficiale della sqaudra costa, i falsi non ci sono e così ci si arrangia.

30-11-04_1324Il sottoscritto, preventivamente avvertito da amici locali, si adegua. Pur rinunciando alla maglietta della Roma, indossa una vecchia maglietta rossa spuntata chissà dove dall’armadio. Gli spalti sono rimasti gli stessi dagli anni’70. Sotto i seggiolini (rossi) spuntano ciuffi d’erba incolta. Una parte della curva opposta a quella dei padroni di casa è inagibile. E’ rimasta esattamente come le vecchie curve di una volta, con le sbarre in mezzo alla gradinata.

26-12-04_2120Gli Ultra CSKA (lo striscione è identico a quello dei vecchi Ultrà Roma), la Torcida Plovdiv e gli altri fanno un tifo d’inferno. Urlano, cantano, saltano e nei momenti più retro’ fanno anche la ola. Nella curva opposta albergano circa 500 ciprioti, fieri della bandiera inneggiante alla marijuana e del loro striscione che recita in italiano "Avanti Popolo". Sembra un Livorno – Perugia di vent’anni fa.

Lo spettacolo in campo – lo ammetto – non è stato granché. Due squadre di qualità non proprio eccelsa e peraltro in ritardo di condizione. Tatticamente obsolete, con i quattro della difesa bloccati dietro, distrazioni sulle fasce, lanci lunghi per gli attaccanti, centrocampisti che menano come fabbri. All’8′ l’Omonia passa inaspettatmente in vantaggio. Un tale Ba (non l’ex del Milan) si invola sulla fascia destra da solo, crossa e un tale Magno schiaccia in rete di testa altrettanto libero.

26-12-04_2043Ma gli eredi dell’Armata Rossa reagiscono. Il pubblico li sospinge, aiutato da quattro italiani letteralmente invasati. E così, 9 minuti dopo il CSKA pareggia. Mischia in area dopo un calcio di punizione e Claudinei infile la porta cipriota con un tocco sotto misura. E’ l’1-1. Calma, c’è ancora tempo. Ma i 25.000 ci credono e danno sfogo a tutto il loro repertorio di cori e ritmi.

 

26-12-04_2214Il secondo tempo è piuttosto noioso. Le squadre sono stanche, non c’è più misura nei passaggi, le occasioni da rete scarseggiano. La svolta arriva a tredici minuti dalla fine. L’arbitro espelle proprio Ba per doppia ammonizione dopo un brutto fallo a centrocampo. Il CSKA capisce che il momento è ora o mai più e si riversa con tutte le sue forze residue all’attacco. Un paio di occasioni fallite e l’allenatore Mladenov manda in campo all’85’ l’attaccante Chilikov, osannato dalla curva. Dopo tre minuti, l’apoteosi. Un cross dalla destra e proprio Chillikov spedisce di testa alle spalle del portiere cipriota. 2-1, si va avnti. E’ il delirio. Composto, ma pur sempre delirio.

Finisce con un’altra espulsione tra i ciprioti e i tifosi del CSKA che esultano cantando e idolatrando i loro beniamini. Bella serata, in mezzo a 25.000 scatenati che tuttavia non si abbandonano a nessun gesto sconsiderato salvo il lancio di una pallina da tennis in campo.

30-11-04_1325Qualche settimana prima, in presenza di un amico ugualmente drogato di calcio, il vostro balordo aveva provato l’ebbrezza di calcare quel campo di gioco, quello stesso terreno dove nell’ottobre 1983 la Roma aveva giocato l’andata degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni, vincendo 1-0 con gol di Falcao. Uno degli amici locali di ieri sera era presente a quel match e vantava autografi dei giocatori della Roma dell’epoca, divenendo poi naturalmente tifoso della Magica.

Ieri sera, invece, il sottoscritto balordo se ne è andato sereno, provando a cantare l’inno del CSKA che i locali tentavano faticosamente di insegnargli. Il vostro, ascoltandolo, non è riuscito a fare di meglio che storpiarlo con un suo amico (laziale) inventando una strofa che recita "senza cervelli, senza milioni, senza campioni, semo er CSKA". Ascoltatelo anche voi e ditemi se non vi vengono in mente le stesse boutades.

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Già, saranno pure senza milioni e senza campioni. Ma da ieri sera hanno quattro tifosi in più.

SAMO CSKA (Solo CSKA)!

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Nel frattempo in Italia…

31/08/2007

Mentre attendiamo con ansia l’ufficializzazione della candidatura di Fred negli States, riflettiamo – crogiolandoci nell’amarezza – sul brodo delle nostre beghe quotidiane.

Tra l’altro, vi posso assicurare che la vignetta rappresenta esattamente lo stato d’animo di molti di coloro che hanno frequentato le feste dell’unità quest’estate…ricordate? Quelle con il cartellone raffigurante un cocktail con foglia di ulivo e recante lo slogan "Democratic Party"…

pd

Fred!

31/08/2007

Sembra ufficiale, finalmente! Il nostro mito si candiderà ufficialmente il 6 settembre. Tutto via web. Tutti pronti allora cari balordi. Noi ci saremo. Noi ci vogliamo essere. E naturalmente…
Daje Fred. Daje tutti!

Bruce on the net

30/08/2007

bruceManca poco. Sbrigatevi. Solo per pochi giorni dal sito del Guardian è possibile ascoltare in anteprima lo straordinario nuovo singolo del grande vecchio del rock mondiale (Radio Nowhere, che titolo!). Non ho né la voglia né tantomeno lo spazio per decantare le lodi di un mostro del genere. In una vecchia rivista che leggevo da ragazzino c’era scritto che “la differenza tra le rockstar la faceva la credibilità”. Voi credereste ad una sola parola di un testo di Madonna? Se la risposta è si, beh sono problemi vostri.
Io al vecchio Bruce credo da una vita. E non me ne sono mai pentito.

Hilly Kristal (1932-2007)

30/08/2007

I balordi ringraziano quanti si uniranno nel ricordo.

hillykristal460P.S. Non vorrei ripetermi. Ma della morte del fondatore del CBGB’s nemmeno una riga sui più importanti quotidiani italioti. Godetevi, cliccando sulla foto, il meraviglioso articolo dedicatogli dal Guardian.

Revolver

29/08/2007

beatles-revolverL’Italia è un paese dalla cultura musicale mediocre e la prova inconfutabile risiede, secondo la mia modesta opinione, nella risposta plebiscitaria alla domanda chiave di ogni sessantottino che si rispetti: “beatles o rolling stones?” “diamine i beatles!”. Ecco. Potremmo chiudere bottega e farla finita subito. Ma cerchiamo di capire. Stiamo paragonando a un gruppo mostruoso come gli Stones (il primo gruppo “moderno” a cui si deve il 90% della musica rock attuale, che ha inventato la sessione ritmica nella musica rock bianca e che aveva in dote, tra gli altri Keith Richards uno dei più incredibili chitarristi della storia) un gruppo di simpaticoni che ha avuto il grandissimo merito di essere stati i "primi" (o forse gli ultimi dei vecchi? mah…). Per il resto, lasciamo perdere. Harrison (RIP) era un mediocre chitarrista, McCartney e Lennon scrivevano da Dio ma come musicisti erano a quel livello. L’unico a salvarsi era il mio mito Ringo Starr, uno dei più formidabili batteristi dell’epoca (pensate a quanto fosse importante il suo innovativo ritmo spezzato in capolavori come Ticket to Ride o She said she said). E pensare che ho letto mille interviste a critici o musicisti in cui il suo valore veniva sminuito nei confronti dei suoi compagni. Insomma un gruppo importante ma non un grande gruppo. Ma insomma perchè scrivo dei Beatles a quest’ora e in un momento della mia vita (per così dire…) complicato? Forse perchè sono cresciuto in una famiglia di beatlesiani di ferro? Forse perchè il lmio look a lungo ha ricordato quello del povero John Lennon? No, semplicemente perchè sto ascoltando uno dei più bei dischi degli anni ’60 ed, assolutamente, il mio preferito dei Beatles: Revolver, appunto (stupendo regalo di una stupenda amica di ritorno da Liverpool). Grande disco. Il perfetto punto di incontro tra le loro irresistibili canzoni del primo periodo (vacue come una sniffata di colla) e le pallose pretenziosità di fine anni ’60 (insomma ragazzi i Who o ci nasci o non ci diventi). Un disco perfetto non fosse altro perchè contiene Tomorrow never knows (uno dei vertici della storia del rock) la cui struttura ritmica e melodica è stata copiata (pari, pari…) dai Chemical Brothers per creare Setting Sun.
Non ci credi Gau? Vai su Deezer e fammi sapere! Daje Gau. Daje tutti.

Deezer

29/08/2007

dezzerIl link lo trovate sulla destra. Non è una novità oramai. Che si arrivasse a buttare veramente nel cesso l’idea del contenitore di musica era nell’aria da tempo. C’erano state avvisaglie buttate lì nel corso dei mesi (una su tutte radioblog) ma non avevano preso. Poi sono arrivati i francesi (li odio, è ufficiale!) ed ecco deezer, il sito delle meraviglie. Di tutto e di più e poi la possibilità di fare playlist ed altre amenità. Tutto in streaming e senza iPod, cavi, CD e RAM  che si impalla. Certo non siamo ancora alla perfezione. Le canzoni si impallano ogni tanto e poi stanno sempre in manutenzione ma lasciamoli fare, i ragazzi “si faranno”. Il problema non è loro. Non più. Il problema è del mercato che purtroppo non ha capito una semplice verità: che il mondo della rete va a una velocità doppia. Pensate alla Apple che presenta l’iPhone, lo mette in vendita solo dopo un anno e quando arriverà in europa sarà già vecchio e bisunto. Non parliamo delle majors che dopo decenni di ingrasso (vogliamo parlare dei prezzi gonfiatissimi dei CD e dei concerti…) ora si ritrovano nella merda. Hanno perso su tutti i fronti. Me li ricordo le minacce contro i programmi di file-sharing (a proposito… dato che esistono siti come tv-links.co.uk per vedersi in streaming i film a quando metteremo in soffitta il buon emule?). Me li ricordo e ricordo anche le risposte tranquille e mai esagitate dei gestori dei suddetti siti: “fate, fate, tanto noi vi freghiamo sempre…”.
Eh si. La rete è bella per questo. Qualche volta vinciamo anche noi.
Daje Deezer. Daje tutti.

Il Sorpasso

29/08/2007

sorpassoLa 7 – ce lo diciamo spesso con Marish – fa buona tv. Sicuramente meglio di altri. E lunedì sera non si è smentita, mandando in onda in prima serata (non a mezzanotte o all’una come la Rai) uno dei capolavori del cinema italiano. Il Sorpasso.

Non sono un critico cinematografico e non intendo annoiare nessuno con sproloqui sul periodo aureo del nostro cinema, dei nostri registi, dei nostri attori. Il paragone con lo squallore odierno è talmente sotto gli occhi di tutti che è meglio tacerne.

Sottolineo soltanto che Bruno Cortona è un personaggio da incorniciare. A parte il fatto che rappresenta al meglio l’ondata fresca e al contempo fragile della nuova Italia del boom economico che trascina e travolge nel bene e nel male quella delle "formichine", delle origini contadine (mitica la scena in cui Gassman fa notare a Trintignant quello che si nasconde dietro all’apparente immagine bucolica dei suoi parenti di campagna), cui è stato detto che l’importante è studiare, Bruno tira fuori un repertorio di battute che ancora 45 anni dopo è esilarante.

Senza bisogno di scene volgari, barzellette sporche, etc. Come diceva Dino Risi, del resto, il cinema deve rappresentare i momenti emozionanti. La fortuna che ha il regista, rispetto alla vita, è che può eliminare tutto il resto. Ma questa lezione i nostri cineasti odierni non l’hanno imparata.

Eroi da balordi – tredicesima puntata

26/08/2007

Veniamo di nuovo citati. Sarà un caso?

E poi una delle frasi più belle della storia al termine di una vibrante ed avvincente puntata.

Daje tutti.

Change happens…

25/08/2007

Sembra – anche il New York Times, mai tenero con Bush, lo ammette – che un timido cambiamento si stia affacciando in Iraq. Sembra che in alcune province, tra queste spicca Fallujah, ex roccaforte di ribelli e jihadisti, i sunniti e qualche sciita si stiano avvicinando agli Americani.

Troppo il sangue versato da Al-Qaeda, troppa l’invadenza del vicino iraniano (sembra inoltre che l’avvicinamento del premier sciita Al-Maliki all’Iran non sia molto gradito), troppa la disperazione per un caos di cui non si vede la fine, troppa la voglia di ribellarsi ad un destino che sembra già scritto. . E così sono proprio le autorità religiose, dal saggio sciita Al-Sistani agli ulema sunniti, che invitano gli Americani a restare.

Il giudizio sulla decisione di invadere l’Iraq non cambia, ma abbandonarli ora è folle. E vigliacco.

Ecco come il NY Times (thanx again) vede attraverso le sue articolate e divergenti vignette la situazione.

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