Roma città aperta

21aE’ un po’ che ci penso. Poi però giro la testa dall’altra parte. Tengo la testa occupata con qualcos’altro, magari con lo scalone o con la riforma della giustizia. Ma quel tarlo, alla fine, ha sempre la meglio. E così torno a pensarci.

Non si può più fare finta di niente. Lo sappiamo tutti, qualcuno lo bisbiglia, qualcuno lo grida anche ma spera di sbagliarsi. In fondo al cuore tutti speriamo di sbagliarci. Ma sappiamo che non è così. Questa città sta andando al macero. Roma, in tutto e per tutto specchio del Paese, è cambiata. In peggio.

Sì, certo. Ci sono molti più "eventi" di quindici o vent’anni fa. Ma sì, è tornata viva anche sul piano economico, non è più solo politica e palazzo. Il PIL è aumentato, la gente sembra stare meglio. Lo spot rutel-veltroniano ha funzionato. Persino altrove (tipo a Milano) sembrano crederci. Molti dicono che ha recuperato terreno su altre capitali europee. Diciamo che dipende dai punti di vista.

La vita culturale forse è migliorata, quella notturna magari anche. Ma, per favore, guardatevi intorno solo un momento. Le strade – in centro ma soprattutto in periferia – sono a pezzi, sporche, in una parola sono le stesse da sempre: il paragone tra il centro di Istanbul e quello di Roma fa vergognare. Il Colosseo sarà pure la settima meraviglia del mondo, ma è chiuso al pubblico per il 70%. I servizi sono una buffonata, come al solito. I trasporti lasciamo perdere: provate ad attraversare la città con i mezzi per anadare al lavoro. Trovatemi un parco curato come si deve. Persino nell’est europa ce ne sono. Il traffico, se possibile, è persino peggiorato.

Ma non è tanto questo che mi preoccupa. Figurarsi. Quello che mi allarma è ben altro. Per esempio le risse continue nei locali più o meno alla moda, la "città sotterranea" sotto i ponti del Tevere fatta di cartoni, coperte e giornali dentro cui dormono centinaia di persone, italiane e straniere. Provate a scendere una volta: dietro alle luci sfavillanti dell’estate romana stile Anitona-Marcello troverete tante piccole Sin City. Se volete trattenervi, auguri. Non è tutto. Mi preoccupano gli stupri in pieno giorno a Colle Oppio o a Villa Borghese. Mi preoccupano i campi Rom sul greto del Tevere vicino a quartieri residenziali che subiscono furti e scippi. Mi terrorizzano i due drogati senza tetto che uccidono a calci e pugni un padre di famiglia al semaforo rosso, o la prostituta romena che infila un ombrello nell’occhio di una ragazza in piena ora di punta alla Stazione Termini.

E mi preoccupano le decine di omicidi per motivi idioti: il parcheggio, la precedenza non data, l’apprezzamento alla ragazza, il debito non pagato, la musica troppo alta. Lo spaccio davanti alle scuole o nei parchi dove giocano i bambini. La violenza allo stadio. E soprattutto i fiumi di cocaina che irrorano la Capitale. All’Università, nei locali, nei bottoni, nelle curve, persino nell’aria. Niente moralismi, per carità. Ma forse sarà un problema se, con soli 12 euro, si compra una striscia, si acchitta e poi ci si butta nel traffico come il Colonnello Kurtz di Apocalypse Now. Qualcosa succederà.

E infine mi fa paura il ritorno della violenza politica. Un ragazzo di sinistra ucciso a coltellate, aggressioi squadriste ai concerti, vendette sulle sezioni della destra. Se ricomincia la musica degli anni ’70 siamo a posto. Il quadro è completo.

Poi, se i bed&breakfast sono in aumento, il turismo cresce, i monumenti sono più illuminati o vengono in concerto Simon & Garfunkel, Paul Mc Cartney, i Rolling Stones o i Genesis (il più giovane porta la dentiera), francamente – miei cari – me ne infischio.

 

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8 Risposte to “Roma città aperta”

  1. utente anonimo Says:

    No gau, sto qualunquismo da te non me lo sarebbe mai creso: i problemi ci sono, ma purtroppo ci sono sempre stati. Gli omicidi per futilissimi motivi sono sempre stati all’ordine del giorno, la devianza sociale è insita in una realtà di 3 milioni di abitanti….il problema (e mi spiace che una persona colta e preparata come te ci sia malamente caduta) è che spesso questi episodi vengono iperenfatizzati dai media che non hanno di meglio di cui parlare che dedicare otto edizioni del tg ad uno scippo. I problemi che hai sollevato (mettendo tutto in un unico calderone) sono verissimi, ma ci sono sempre stati: fanno parte del rovescio della medaglia di una città come la nostra. Per carità risolverli o comunque andare lungo quella strada è il minimo che deve fare un’amministrazione pubblica, ma chiudere asserendo che se al posto dei grandi eventi ci fosse più sicurezza sarebbe meglio, mi sembra una sciocchezza: che senso avrebbe una città nella quale il centro e le periferie sono di sera militarizzate e vuote? Quale vivibilità andremmo a migliorare? Poi, scusa, ma secondo te la Telecom sponsorizzerebbe un’azione di aumento di sicurezza al posto di un mega concerto?
    Tuo Kolchoz!

  2. gau Says:

    Vedo che hai ricominciato a chiuderti in casa…Se uscissi un po’ di più, vedresti che – soprattutto di sera – Roma è peggiorata. Ha un volto più oscuro. La coca che gira, mio caro, è più di quanto immagini. Vatti a fare un giro sul greto del Tevere a Pietra Papa, vicino a Viale Marconi. Guardati le cifre degli stupri, in drammatico aumento. Poi non nego che Uolter, così come Rutelli, abbiano fatto qualcosa. Ma dopo Carraro, Giubilo, etc. non era così difficile. E secondo me non basta.
    Poi delle sponsorizzazioni di Telecom non me ne frega niente. Pensassero a far funzionare la rete piuttosto. E di questo passo ci porteranno i Fleetwood mac, i Manhattan Transfer e magari riesumano anche Natalino Otto…
    Buon divertimento!

  3. gau Says:

    Ah, dimenticavo…in altre capitali europee, anche quelle apparentemente meno “evolute” di Roma, le compagnie private (anche quelle telefoniche) sponsorizzano i lavori della metro, il rifacimento del manto stradale, l’apertura di un parco, la ristrutturazione di un palazzo. E’ solo questione di priorità, evidentemente. Anche a Roma si fa, ma per ora solo ogni tanto…il resto va nonno Phil Collins, al prozio Paul Mc Cartney e agli antenati Simon & Garfunkel…

  4. utente anonimo Says:

    Non mi toccate Simon e Garfunkel!!!
    M

  5. utente anonimo Says:

    I giri li faccio: hai sollevato un po’ di problemi diversi. Nel senso che da una parte c’è un imbarbarimento sociale il cui sintomo è l’abuso della cocaina. Ma questo è un problema europeo (o quantomeno nazionale). C’è una profondissima degenerazione dei legami sociali che sta portando ad una progressiva decivilizzazione dei rapporti interpersonali, ma pure questo è un problema nazionale, come dimostrano i vari episodi che avvengono nelle scuole: sintomo, in realtà, di un’assenza pressocchè totale del senso delle gerarchie, a vantaggio di un’amicizia finta e ostentata che si manifesta nell’abuso del “TU” ma che si realizza nella legge del più furbo e prepotente. Personalmente il decadimento di Roma non lo vedo: certo non è la “primavera” della città, ma ho come la sensazione che stiamo in piena “estate”. Cioè ho come la sensazione che Roma stia dando il meglio di sè: inteso anche come i due cantieri della metropolitana aperti (prima volta nella storia di Roma che ci sono due cantieri della metro aperti contemporaneamente….), inteso anche come l’afflusso massiccio di turisti, come il distaccarsi dall’essere la città dei ministeri e dei ministeriali. Poi, è chiaro, che se 2 mila coglioni decidono di uccidersi pippando cocaina non è che Uolter (ma nemmeno nessun altro) possa farci molto. I coatti a Roma ci sono sempre stati: forse la cosa che colpisce maggiormente è la loro maggiore mobilità: nel senso che fino a qualche anno fa per trovarsi immersi nei coatti bisognava “andarseli a cercare”, adesso sbucano ovunque: le risse prima erano caratteristiche della fase finale delle serate al Gilda, adesso al Qube alle 2 di notte sono normalissime. Roma si è secondo me allargata, ha fatto come la società italiana: ha tolto a se stessa tutti i limiti interni e proponendo maggiore mobilità ha mischiato il meglio e il peggio di se stessa. Quando tornerai che per il tuo compleanno non c’ero? K

  6. kolchoz Says:

    Oh, chiaramente, niente di personale: è che oggi sono un po’ molto stanco (ho passato tutta la notte in treno, vagone-letto, ma non è come il letto di casa…). Oltretutto mio padre sta diventando matto…è un periodaccio! K

  7. gau Says:

    Ma sì, lo so. Figurati.
    Sì, è vero. Non sono problemi solo di Roma e non nascono solo qui. Dico però che c’è troppa indifferenza sulla piega che sta prendendo questa città. Ci sembra normale che decine di ragazzini vadano a sfidare la polizia a campo de’ fiori. O che ci siano zone praticamente fuori controllo.
    E sulla scuola sono pefettamente d’accordo con te, ma dovremmo aprire una lunga discussione sul’68…
    Io veramente sono qui fino a sabato.
    Marish, smettila…

  8. utente anonimo Says:

    Ripeto:
    Giù le mani da Simon e Garfunkel!
    M

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