Un anno da balordi – pt II

compleannoEccomi qui a cercare di fare un consuntivo del nostro primo anno da blogger.
Brutta cosa i consuntivi. Comunque cerchiamo di toglierci sto dente e di ripartire più massicci di prima. Il nostro blogghino ha un anno, quindi. E che anno è stato per noi questo? Mah, per quanto mi riguarda è stato un anno di merda. Ma talmente tanto di merda che nemmeno Philip Roth saprebbe descriverlo. Punto e a capo.
Basta con le menate ora e parliamo di questo strano oggetto che da un anno riempe le nostre, poco meno che miserabili, esistenze e ci fa sentire per pochi attimi degli esseri umani. E non è poco.
Partiamo dalle basi. Dopo un anno abbiamo capito che cosa è un blog? Cosa era e cosa sarà un blog? Chi siamo noi? Dove finiremo?
Mah. È un anno che postiamo ed è un anno che non lo capiamo. È forse in questo sta il bello della situazione. L’unica sicurezza che ho è che la risposta non sta nell’esaltarne le funzioni a dismisura. Che in soldoni significa che ogni pretesa di farne una sorta di testata giornalista è semplicemente pietosa. Mi dispiace ma il blog non fa informazione per una semplice regola: niente doveri, niente responsabilità e, quindi, niente “considerazione”.  Detto questo non si può sottovalutare la ventata di dinamismo che hanno regalato al fare informazione questi simpatici oggetti e, a testimonianza di ciò, basta vedere i blog che, come funghi, nascono come propaggini dinamiche delle vecchie testate (anche in questo gli anglosassoni sono stati dei precursori).
Beh detto questo, ma allora che ruolo ha un blog? Che ruolo ha il nostro blog?
È semplice. Come direbbero i Colle è semplicemente “robba mia”.
È  semplicemente il posto per dire la nostra. Così senza pretese che qualcuno ci ascolti.
Il fatto è che la dicevamo spesso la nostra. Non in circoli politici del cazzo vestiti con drammatici completi in giacca e cravatta. Lo facevamo in un contesto molto più strappacuore e, come dire, “nostro”.
Lo facevamo la sera camminando per Roma. Era un rito. Non nei fine settimana, si preferiva uscire di martedì o giovedì. Poca gente, per lo più turisti ubriachi. Altro che blog, ci vorrebbe un server della CIA per far entrare le meravigliose cazzate che abbiamo detto io, Gau e Kolchoz nel corso di quelle inutili e bellissime serate in tutti questi anni.
Duebalordi nasce tutto da là. Nasce da Ponte Sisto. Nasce da serate intere passate a discutere del problema europeo, della politica estera americana, di Kissinger. Ma non solo. Nasce anche dalle furenti prese di coscienza su come la musica che amavamo (e che amiamo) si stesse trasformando in un mercato a cielo aperto. Nasce da serate in cui, in questi anni superficiali ed edonistici, la nostra forza risaltava nel ricordare e nell’adorare meravigliosi perdenti come i Pet Shop Boys, Ian Brown e via dicendo.
Questo blog non cambierà un cazzo nella geopolitica dei blog italiani, lo so. Ma è diventato il meraviglioso contenitore di un pezzo stupendo della nostra vita.
E adesso è diventato veramente essenziale per sopravvivere.
Grazie due balordi, di cuore.

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