De Profundis

basso
Ci hanno proprio preso tutto. Cari Balordi non illudetevi che non c’è rimasto quasi più nulla oramai.
Da oggi è ufficiale. Il ciclismo è defunto.
Che notizia direte voi, lo si sapeva da tempo oramai. Lo so ma l’ufficialità fa ancora molto male. Sono riusciti a rovinare lo sport popolare per eccellenza. Lo sport di tutti. L’unica cosa, per inciso, capace di far interrompere a mio nonno di lavorare (era grande tifoso di Merckx). La lunga agonia è cominciata quel tremendo 5 Giugno del 1999 in cui Marco Pantani veniva scoperto positivo all’antidoping. Un giorno strano. Rimanemmo tutti senza parole. Eppure che la situazione fosse tragica non lo capì quasi nessuno. Non certo i mille pagliacci dell’informazione sportiva. L’unico che aveva capito tutto fu il meraviglioso compianto Adriano De Zan che chiuse la cronaca semplicemente con queste parole “…è stato uno dei giorni più brutti della mia vita”. Sapeva il buon vecchio Adrinano che il grande amore della sua vita, il ciclismo, si reggeva su una forte ed inossidabile colonna: la fiducia del popolo degli sportivi che urlava, si commuoveva e tifava sulle strade e davanti allo schermo. E che lo faceva perchè si vantava di tifare per gli sportivi veri, puliti, che affrontavano le fatiche più immonde da soli con loro stessi. Per questo motivo il ciclismo aveva la capacità, insieme al rugby, di far rimanere a bocca aperta gli amanti degli altri sport. Centinaia di chilometri, sotto il sole, la pioggia, il pavè della Roubaix, le salite tremende dei Pirenei. Per anni, per me e mio fratello il Tour de France è stato più di un evento sportivo. E’ stato un pezzo della nostra vita, l’unica cosa capace di farmi piangere come un vitello dopo l’adolescenza. Quel giorno di Giugno se ne andò via molto di più della reputazione di Pantani. Se ne andò via tutto quel pomeriggio intero passato con mio fratello, impazziti per la gioia, nel vedere il nostro eroe (Pantani appunto) stracciare Ullrich a Les Deux Alpes.
Se ne andò la fiducia in quello sport che sulla fiducia cieca dei suoi appassionati fondava la sua superiorità.
Dopo non c’è stato spazio per niente.
Oggi Basso ha ammesso le sue colpe. Bene, ora vedete un po’ che dovete fare.
Peggio di così… no stavolta non c’è una categoria peggiore.
Proprio no.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: