Estonia Riot

estoniaTallinn, Estonia. Il governo decide di spostare il monumento che vedete a sinistra. Si tratta del monumento in bronzo ai soldati dell’Armata Rossa che hanno combattuto contro i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Sotto il monumento c’è una fossa comune con i corpi di alcuni soldati.

Si dà però il caso che in Estonia vivano 300.000 persone di origine e lingua russa (su 1.300.000 abitanti), arrivati durante i tempi dell’URSS, che hanno avuto per lungo tempo la percezione di essere discriminati. Ad esempio, per avere la cittadinanza estone dopo il 1991 hanno dovuto sostenere un durissimo esame di lingua estone (simile al finlandese) e di storia nazionale. Molti non riuscivano a passarlo e di fatto rimanevano "apolidi". Gli Estoni ritengono che i russofoni non abbiano alcuna intenzione di integrarsi e di rispettare lingua, cultura, tradizioni ed istituzioni del loro Paese.

Naturalmente, i russofoni chiedono aiuto alla Santa Madre Russia e Putin non perde tempo a minacciare i piccoli e teneri Estoni. Gli Estoni si rivolgono alla UE, che deve prendere le loro parti per principio, anche se talvolta esagerano pure loro. Naturalmente, per i primi il monumento all’Armata Rossa è un simbolo dell’orgoglio russo e non si tocca. Per gli Estoni è l’emblema dell’occupazione sovietica e più lontano si sposta dalla capitale, meglio è.

Così, quando sono arrivati gli operai per spostare il monumento, i russofoni hanno dato in escandescenze. Poi sono arrivati alcuni giovinastri estoni e tutti insieme si sono scagliati contro la polizia. La polizia era un po’ stanca e nervosa in questi giorni e ha reagito. Risultato: 1 morto, 56 feriti e 300 arresti, nonché numerosi atti vandalici contro vetrine, negozi e serrande.

Siccome siamo balordi ma buoni vi diamo un assaggino di ciò che è successo a Tallinn il 26 e 27 aprile scorsi…

A proposito, tanto per rasserenare gli animi, a Mosca alcuni aitanti giovanotti raccolti in gruppi dai nomi per nulla evocativi tipo "Giovani Guardie della Russia unita", "i Nostri" e "Giovane Russia", dalle idee – come dire – vicine a quelle del Presidente Putin, manifestano ininterrottamente da due giorni sotto l’Ambasciata estone.

Auguri.

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