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300trailer2Per uscire, deve valerne la pena. Davvero. Altrimenti, meglio stare a casa a leggere un buon libro. Magari un classico. Magari qualcosa che profumi di epica. Ma al cinema c’è un film che parla proprio di questo. Di epica. Ed io lo voglio vedere.

I poemi epici dell’antichità nascevano da storie, frammenti di verità mescolati ad emozioni, sentimenti, narrazioni tramandate oralmente. Il cinema di oggi è un genere letterario a sé stante, capace di essere romanzo, commedia, tragedia e, per l’appunto, epica. In quest’ultimo caso – io credo – la miglior materia possibile su cui costruire l’epos è il fumetto. Perché è suggestivo, evocativo, contundente in taluni casi. Viviamo nella società dell’immagine, si dice, e la parola, da sola, non basta più. E’ un complemento, arricchisce quello che il disegno già di per se spiega. Non è come la fotografia, elude qualunque richiamo alla realtà. E’ anzi più forte di essa, perché ci trasporta in una dimensiona diversa, fatta di grandi pericoli, di grandi speranze, di grandi amori, di grandi personaggi. Di eroi per l’appunto. Tutte le componenti dell’epica.

In questo gli Americani sono maestri. Sono loro, a mio avviso, il popolo che ha la percezione più vivida e pregnante dell’epica del XX° e XXI° secolo.  Sono loro i maestri del cinema. Sono loro i maestri del fumetto.Tra di loro, maestro tra i maestri è Frank Miller. Quello di Sin City. E di "300". Una storia che viene da lontano. Dal 480 a.C. per la precisione. Una storia vera che è diventata epica immortale già presso i Greci, poi presso i Romani, poi in Europa e infine in tutto il mondo cosiddetto "libero". Cosiddetto "occidentale".

Il fatto lo conoscete. A scuola ve lo hanno raccontato. L’11 agosto del 480 a.C. il re spartano Leonida, alla testa di trecento opliti (in greco "armati" – erano i soldati della fanteria pesante), combatte fino all’estremo sacrificio contro l’immenso esercito persiano di Serse al passo delle Termopili, ritardandone la marcia verso il resto della Grecia e la conquista delle città elleniche. I persiani verranno successivamente sconfitti a Salamina dall’ateniese Temistocle nel settembre dello stesso anno e da una coalizione di città greche guidate dallo spartano Pausania a Platea l’anno dopo, il 20 agosto del 479 a.C. L’invasione dell’oriente fallisce. L’occidente rimane libero. La civiltà greca – come noi oggi la conosciamo – resiste e difende le proprie fondamenta, per poi espandersi nei secoli in Europa ed Occidente.

C’è tutto. I pochi che tennero testa ai molti. La libertà contro la tirannia. La città contro l’impero. La legge contro il caos. La disciplina contro la corruzione. Il sacrificio contro la prosopopea. E l’occidente contro l’oriente. Il film riesce nella difficile impresa di essere fedele al fumetto senza contemporaneamente snaturare i cardini del fatto storico. Le scene dei combattimenti sono spettacolo puro. Riescono perfino a riprodurre le movenze dei soldati all’attacco che ritroviamo nei frammenti dei vasi greci dell’epoca. Insomma, esalta. Niente da dire.

Storcano pure il naso gli storici ed i critici cinematografici. La verità è che Frank Miller ed il regista e sceneggiatore, Zack Snyder, hanno perfettamente compreso e voluto tramandare lo spirito della frase che tutt’oggi possiamo leggere sul monumento dedicato a Leonida ed agli Spartani alle Termopili.

«ὦ ξεῖν’, ἀγγέλλειν Λακεδαιμονίοις ὅτι τῇδε
κείμεθα τοῖς κείνων ῥήμασι πειθόμενοι» (Erodoto, Storie, VII, 228).
"O viandante, annuncia agli Spartani
che noi giacciamo qui per aver obbedito
alle loro leggi"

 

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