Archive for aprile 2007

Russia, bel suol d’amor…

30/04/2007

Bel paese, proprio un bel paese.
Complimenti. Facciamoci tutti dei grossi complimenti.
Bravi, bravi…

rossia

tenx to Times.com, Cartoons of the week

Qualcosa sta andando nel verso giusto…

30/04/2007

Cerchiamo di fare due conti: 1. la Juve è in B (cazzo sembra non finire mai questa stagione….) ; 2. l’Inter ha vinto lo scudetto; 3. la Ferrari è guidata da un finlandese e da un brasiliano.
Ringraziamo di cuore quei pezzenti degli Yankees per la loro annata "demmerda" che sennò qua finiva  veramente alla canna del gas…

NYYCliccate sull’iimagine per godersi il desolato report del NY Times.

P.S. comunque fa piacere vedere che anche negli U.S.A. il tempio della sportività, quando le cose vanno male si pensa a cacciare l’allenatore e non mezza squadra… bravi, bravi…

L’innocenza di Silvio

28/04/2007

Silvio assolto sul caso SME per non aver commesso il fatto.

Certo, ha dovuto aspettare qualche annetto, però…

 

silvio3

 

Kolchoz che ne dici?

Estonia Riot

28/04/2007

estoniaTallinn, Estonia. Il governo decide di spostare il monumento che vedete a sinistra. Si tratta del monumento in bronzo ai soldati dell’Armata Rossa che hanno combattuto contro i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Sotto il monumento c’è una fossa comune con i corpi di alcuni soldati.

Si dà però il caso che in Estonia vivano 300.000 persone di origine e lingua russa (su 1.300.000 abitanti), arrivati durante i tempi dell’URSS, che hanno avuto per lungo tempo la percezione di essere discriminati. Ad esempio, per avere la cittadinanza estone dopo il 1991 hanno dovuto sostenere un durissimo esame di lingua estone (simile al finlandese) e di storia nazionale. Molti non riuscivano a passarlo e di fatto rimanevano "apolidi". Gli Estoni ritengono che i russofoni non abbiano alcuna intenzione di integrarsi e di rispettare lingua, cultura, tradizioni ed istituzioni del loro Paese.

Naturalmente, i russofoni chiedono aiuto alla Santa Madre Russia e Putin non perde tempo a minacciare i piccoli e teneri Estoni. Gli Estoni si rivolgono alla UE, che deve prendere le loro parti per principio, anche se talvolta esagerano pure loro. Naturalmente, per i primi il monumento all’Armata Rossa è un simbolo dell’orgoglio russo e non si tocca. Per gli Estoni è l’emblema dell’occupazione sovietica e più lontano si sposta dalla capitale, meglio è.

Così, quando sono arrivati gli operai per spostare il monumento, i russofoni hanno dato in escandescenze. Poi sono arrivati alcuni giovinastri estoni e tutti insieme si sono scagliati contro la polizia. La polizia era un po’ stanca e nervosa in questi giorni e ha reagito. Risultato: 1 morto, 56 feriti e 300 arresti, nonché numerosi atti vandalici contro vetrine, negozi e serrande.

Siccome siamo balordi ma buoni vi diamo un assaggino di ciò che è successo a Tallinn il 26 e 27 aprile scorsi…

A proposito, tanto per rasserenare gli animi, a Mosca alcuni aitanti giovanotti raccolti in gruppi dai nomi per nulla evocativi tipo "Giovani Guardie della Russia unita", "i Nostri" e "Giovane Russia", dalle idee – come dire – vicine a quelle del Presidente Putin, manifestano ininterrottamente da due giorni sotto l’Ambasciata estone.

Auguri.

Welcome back Iraq

27/04/2007

Oggi doppia razione. Ritiro o veto?

Geniali.

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thanx again to NY Times

Laboratori politici & apprendisti stregoni

26/04/2007

untitledDiciamocelo. Credevamo di aver toccato il fondo. E invece, ad un certo punto, inattesa ecco la riscossa. I nostri cugini che ci hanno sempre sbertucciato, irriso, sfottuto per i nostri venticinque partiti e partitini, per i nostri cinquantacinque governi in cinquant’anni, per i nostri Berlusconi, per la nostra sinistra che non vince mai. E ad un certo punto, inatteso ecco il "ribaltone".

Dai, chi se lo aspettava? Ségo che invoca il sostegno di Prodi. Prodi che graziosamente le concede un videomessaggio, il massimo della tecnologia politica odierna, anche se non sa cos’è. Neanche la Royal lo sa, ma non fa niente. Sarko che viene paragonato dai suoi nemici niente meno che a Berlusconi. Rocard che invita la sinistra ad allargarsi e a fare come in Italia, persino a fare le primarie. Ma soprattutto Bayrou che rivendica di essere alleato di Rutelli nell’Europarlamento e che, udite udite, annuncia di voler costruire niente meno che un "partito democratico".

Ammettiamolo. Per un attimo ci ha dato un certo sottile piacere l’idea che i nostri spocchiosi e presuntuosi cugini mangiaranocchie abbiano guardato al di là delle Alpi non con la consueta sufficienza, ma con ammirazione, invidia, quasi con un filo di "speranza". L’idea che il popolo di Cartesio abbia trovato un "modello" nel nostro guazzabuglio politico quotidiano, nel nostro brodo primordiale di dialettica fine a se stessa, nel nostro "laboratori politico" da apprendisti stregoni – lo ammetto – mi ha entusiasmato.

Del resto, se i Francesi non hanno ancora accettato la sconfitta del Mondiale, se adorano (non solo come donna) quello stoccafisso della Bellucci, se hanno dato asilo a uno come Cesare Battisti e se ospitano Stefano Accorsi, forse qualcosa che non va ce l’hanno pure loro. Quindi, dicevo, c’è stato un risveglio del nostro orgoglio patrio.

Salvo poi. Salvo poi assistere alla cagnara del 25 aprile, agli ululati contro la Moratti e Bertinotti indistintamente, agli striscioni inneggianti ai compagni in carcere (quelli delle BR…), agli insulti alla Boccassini, alla solita ridda di dichiarazioni, controdichiarazioni, repliche e precisazioni. Allo strazio di un Paese che di condividere uno straccio di memoria storica dopo 60 anni non ne vuol sapere. E’ lì che i Francesi devono essersi ringalluzziti. Vedendo quelle immagini devono aver pensato che "siamo sempre gli stessi" e devono aver inarcato il proverbiale sopracciglio.

Certo. Ma state attenti, cuginetti. Il vento può sempre cambiare. Potete sempre ritrovarvi Ségolène Royal Presidente della Repubblica.

La morte di Eltsin

25/04/2007

Gli storici daranno il loro giudizio. I produttori di vodka lo hanno già dato.

 

Eltsin

 

Thanx to NY Times.

RZA

24/04/2007

RZA-ARZA. The Razor. Il sarto. Ovvero uno dei più grandi meravigliosi perdenti della storia della musica contemporanea. Nella scena Hip-Hop attuale, così edonistica e superficiale, per il creatore del Wu-Tang Clan c’è poco spazio. Il massimo che può fare è non capirci molto e cercare di lavorare di fino. “It’s the money” diceva DJ Shadow in “Why Hip-Hop sucks in 96?”. Ma non è così semplice la questione. In fondo l’Hip-Hop segue i casini della nostra vita. In tanti momenti non possiamo fare a meno delle menate da Gangsta di Snoop. Dei beats unti di Dr.Dre. Delle iperraffinatezze di Pharell e di Timbaland. In altri momenti no. In altri momenti si cerca qualcos’altro. Qualcosa che trasudi classe, competenza, cultura e quel po’ di sapore di sconfitta in bocca che sembra non lasciarci più. In questi casi non possiamo non rammaricarci quindi che un genio come RZA non sia considerato per quello che è. Uno dei più grandi creatori di suoni della musica moderna. Non scaltro come Dre (l’altro mostro della scena anni ’90, uno che sa resuscitare da situazioni scabrose meglio di Andreotti) la sua carriera è vissuta in una lenta ed irresistibile ascesa (fino al 1997) ed una progressiva discesa nell’infero peggiore per un artista rap. La non considerazione. Non è colpa sua. RZA non ha la faccia di culo e la inoffensività dei Beastie Boys e di Jay-Z. E tantomeno le palle fumanti di Nas. È uno che aveva capito di essere il numero 1 ed ha avuto la faccia tosta di provare a dimostrarlo. Tra il 1991 ed il 97 il nostro ha prodotto almeno 5 dischi mostruosi (i primi due del Clan e gli esordi solisti di GZA, Method Man e Reakwon). Il mondo era ai suoi piedi. Bastava fare qualche patto in giro con i potenti del momento ed il gioco era fatto. E lui che fa? Fa fare qualche comparsata a quel mafioso di Puff Daddy? Invita per qualche simpatica rima fighetti senza anima come Jay-Z o Snoop? Ma che! Per la tournee di promozione di Wu-Tang Clan organizza una fallimentare combine con gli allora “nemici pubblici numero 1” dell’industria americana: i Rage against the Machine. Il risultato è ovviamente un disastro. In più ci si mette la struttura aperta della sua crew a creare problemi con la sempre più drammatica impossibilità di riunire il Clan al completo solo per un concerto od almeno per un disco. La morte poi di Ol’ Dirty Bastard non aiuta. 
In pochi anni sembra tutto finito. Ed allora che si fa? Si chiama Britney Spears? Si contatta Madonna? Macché. Non contento il nostro decide di ignorare la scena americana (cioè la scena…) e si dedica alle nascenti scene europee (passi gli IAM ma scegliere di far rimare su un suo pezzo il buon Frankie Hi-NRG è come far cantare De Gregori con Dylan…).
Insomma non ne ha azzeccata più una. Nemmeno quando un Dio superiore fa incontrare il nostro eroe con Quentin Tarantino il risultato in termini di considerazione non è pari al prodotto. Non basta aver creato, con la colonna sonora di Kill Bill vol. 1 e 2, una delle soundtrack più raffinate, fighe, ipercitazioniste fino alla commozione di questo schifoso nuovo secolo. Non è bastato. La gente sbava per quella povera crista di Nelly Furtado o per quell’idiota di Justin Timberlake (a proposito onore e sempre onore a quel mostro di Timbaland che trasforma in cioccolata anche la merda più fumante) e a RZA non glie ne fanno passare più una.
Per finire via ai ricordi personali. Tre anni fa, mi sembra. Concerto di RZA a Roma. Location: il Black Planet, uno dei più deliranti tempi dell’edonismo romano di inizio millennio. Non certo il teatro adatto ad un mostro così. Aspettavo il suo ingresso on stage mentre suoi nuovi protetti senza talento ammorbavano il pubblico. Una spinta da dietro e me lo trovai di fronte. Da solo. Strafatto. Seppur ciondoloni pur sempre un armadio a tre ante. In una parola figo. Figo come forse poteva esserlo Charlie Parker agli occhi di Miles Davis…

"Mi voltai e c’era Bird, conciato peggio di una merda, con la faccia gonfia, gli occhi arrossati e l’aria di aver dormito nei suoi vestiti spiegazzati per giorni. Ma era fico, con quell’aria hip che gli riusciva di avere anche quando era ubriaco e drogato"

Partito Democratico, Scudetti per finta e John Coltrane

23/04/2007

Bella Domenica… si, si, proprio bella.
Se non fosse stato per l’attesa di notizie sulle elezioni francesi ("Ne rimarranno solo due" titolava minaccioso La7, checcazzo manco fossimo vicino all’apocalisse…), dicevo, non fosse stato per la finta adrenalina della sfida Sarko-Sego mi sarei suicidato.
Era proprio la volta buona.
Un week-end pauroso, iperalcolico e molto confuso. L’innominabile (!!!) che vince lo scudetto. Aver perso almeno dieci minuti della mia vita a discutere sul Partito Democratico (lo voto? non lo voto? sarò ancora vivo quando lo si voterà?). Insomma una noia. Mi salvano John Coltrane e la gara di merda di quello stronzo (tifoso dell’innominabile…) di Valentino Rossi. Mi salva soprattutto l’inquietante sms di Kolchoz (speditomi da chissà dove…) in cui la nascita del PD viene adombrata di toni messianici e da fine del mondo. 
Ci mancava che mi proponesse l’ingresso nella lotta armata.
Mah. Kolchoz. Chi lo capisce. Intanto ridiamo.
congressigrazie sempre a macchianera.it

Presidenziali Francesi

22/04/2007

A ciascuno il (nano) suo…

 

Andrea’s version

Forza, cuginetti sciovinisti, dateci almeno Sarkozy al posto di Madame. Mica perché è meticcio, mica perché pronuncia la parola “autorità” senza mettere subito la manina davanti alla boccuccia, mica solo per questo, che sarebbe intanto l’opposto del culo di gallina e scusate se è poco. E nemmeno perché a Marsiglia ieri ha detto: “L’incontro tra un uomo e un popolo è una comunione, un atto di amore”, dato che una fregnaccia del genere potrebbe pronunciarla benissimo anche Prodi. Se mai perché ha attaccato a brutto muso “quelli che si commuovono per le banlieues ma non ci mettono piede, quelli che difendono la scuola pubblica ma non ci mandano i figli”. Ma a dirla tutta, nemmeno poi per questo. Vogliamo presidente Sarkozy dopo aver letto il libro di Lanfranco Pace. Quando quel pennellone di Chirac lo definisce con volgarissima stizza un “fottutissimo nano”. Fottutissimo nano? Chi mai ci ricordava? E in quel momento ci si è aperto il cuore.

(21/04/2007)

 

Merci beaucoup au foglio.it