Affari di famiglia

bill_and_hillary_clinton-viPartendo dal presupposto che prima di parlare degli Stati Uniti d’America io mi tolgo il cappello, mi sciacquo la bocca e ci penso sette volte, una cosa bisogna che ce la diciamo una volta per tutte.

Una cosa che tutti sanno, tutti pensano, tutti fanno capire con giri di parole o allusioni più o meno sottili, ma nessuno dice con chiarezza, mettendo i piedi nel piatto se necessario. Se Hillary Clinton vincesse le prossime presidenziali americane, la più grande potenza politica, economica, militare e (consentitemi) democratica del mondo risulterebbe governata dal 1988 al 2012 (poco più di un ventennio…) per ben 6 mandati da 4 presidenti appartenenti a due sole famiglie!

Trovo che l’epopea dei Bush e dei Clinton rappresenti un esempio chiaro della progressiva involuzione che la democrazia rappresentativa come noi l’abbiamo sempre conosciuta sta vivendo da qualche anno a questa parte nel mondo occidentale. Le due "famiglie" sono ovviamente diverse: i Bush sono una vera e propria "gens", una schiatta di facoltosi petrolieri texani che ha saputo diventare aristocrazia e perpetuare la loro presenza ai vertici del potere. Bill Clinton è stato il parvenu dell’Arkansas, simpatico e coinvolgente, sostenuto e difeso dall’ambizione di una brillante avvocatessa newyorchese, Hillary. E’ la storia che ha attraversato le fasi repubblicane dell’antica Roma dello scontro tra nobilitas senatoria e plebei arricchiti, tra i Lucio Cornelio Silla e i Caio Mario, tra le famiglie patrizie e i Tiberio e Caio Gracco, tribuni della plebe.

A Roma arrivarono Giulio Cesare e Ottaviano Augusto e nacque l’impero. E negli USA? Già si parla del futuro politico del fratello minore di George W,, Jeb Bush, e della figlia di Bill & Hillary, Chelsea. Nel frattempo, crescono le critiche ad un sistema che con due soli partiti non sembra riuscire più a rappresentare una società così composita ed in continua evoluzione, escludendo dalla vita politica milioni di cittadini (sì e no, il 50% va a votare), e che ora sembra lentamente scivolare verso una "diarchia ad alternanza" poco edificante.

Ci sono varie soluzioni. Sterilizzare la famiglia Bush, ad esempio. Ma forse è troppo. O magari convincere sin da subito Chelsea Clinton che le gioie del sesso sono meglio della politica. Ma bush_familynell’immediato la soluzione è di non votare Hillary. Rivolgiamo un appello ai "balordi" americani. Se Thompson si candida, lui è il vostro uomo. Se no, votate per chi diavolo vi pare, Obama, Edwards, Dean, Giuliani, etc. ma non per lei. Non potrei sopravvivere all’idea di vedere Bill che fa il "first lady" e alla prospettiva di vedere quattro anni dopo un altro Bush (magari Jenna o Barbara) che ambisce alla Casa Bianca.

E poi, francamente, ve la immaginate Hillary chiusa nello Studio Ovale con uno stagista e un paio di sigari?

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