I have another dream

SognoCon la caduta del governo Berlusconi sono potuti tornare in video e in audio soggetti falcidiati più o meno direttamente dal famoso Diktat Bulgaro. Quel giorno d’autunno 2001 l’ex premier non solo cacciò dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi, ma fece anche capire quale sarebbe stato il clima nei cinque anni a seguire: “Non voglio rompicoglioni”….in pratica.
Tra i rompicoglioni rientrarono: i fratelli Guzzanti (autentici geni della comicità, soprattutto Corrado, ai quali, però, non servì l’augusta “figlianza”), Ferruccio De Bortoli, in parte Tullio Solinghi (soprattutto dopo che sputtanò Vespa, canzonandolo col personaggio del Cardinal Vesponi) e in parte il clan della Dandini…ma il vero fumo agli occhi era l’invitato di pietra di questo intervento: Marco Travaglio.
Per molti Travaglio è il miglior giornalista che ci sia in Italia, rafforzato in questa immagine proprio dalla sua lotta titanica contro i politici, fatta non di qualunquismo, ma di una ferrea memoria storica, supportata da una database di dichiarazioni e citazioni del quale si narrano meraviglie…
Personalmente non lo ritengo un grandissimo giornalista (rarissime e non eccelse le sue inchieste) ma lo ritengo uno dei migliori, se non il migliore, storico “attualista” presente in Italia. Proprio grazie al famoso Database e alla sua mania di conservare ogni minimo intervento di chiunque. Infatti questa suo collezionismo di parole lo ha reso politicamente odioso in modo trasversale, e, per chi lo segue, sufficientemente odiato da tutti per essere di per se stesso considerato intellettualmente onesto.
La storia di Marco Travaglio giornalista nasce sul finire degli anni 80 quando diventò “columnist” di punta di “Il Giornale” diretto da Indro Montanelli: colui che aveva sulla scrivania l’immagine di Stalin perché era l’uomo che aveva ucciso più comunisti. (I miei motivi sono diversi, un giorno li spiegherò….).
Quando nel 1994 Berlusconi fonda Forza Italia, Montanelli non condivide, Berlusconi non condivide la non condivisione di Montanelli, cerca di imporgli una linea editoriale di propaganda Forzista, Montanelli continua a non condividere, intanto non arriva nemmeno un computer e, alle soglie del 2000, “Il Giornale” continua ad essere scritto con le Olivetti…insomma, poco tempo e Vittorio Feltri diventa il nuovo direttore di “Il Giornale”.
Montanelli riprende baracca e burattini e si imbarca nel più grande bagno della storia editoriale italiana: fonda “La Voce”.
Pochi mesi durante i quali non arriva nemmeno un’inserzione pubblicitaria, durante i quali non arriva l’abbonamento al Parlamento (il Parlamento eletto il 27 e 28 Marzo 1994!), durante i quali pochissimi enti pubblici mettono “La Voce” nella propria rassegna stampa….pochi mesi e Montanelli perde “La Voce”….nonostante molti giornalisti de “Il Giornale” lo avessero seguito, nonostante fosse riuscito ad imbarcarsi anche giornalisti di altri quotidiani: la qualità c’era, mancava la quantità, soprattutto di vendite!
Vicedirettore di quel bagno era il nostro….dopo quell’esperienza passò a Repubblica, finché, sul finire degli anni 90 pubblicò “L’Odore dei soldi”: un pamphlet che raccoglieva i risultati delle inchieste e le prove di tutti i crimini commessi da Silvio Berlusconi.
Apriti cielo: “Un comunista…lo ha scritto perché è comunista!” Chiaramente le minacce di querela furono tantissime, le querele nessuna…
Nella primavera del 2001 Marco Travaglio andò ospite della trasmissione di Luttazzi “Barracuda”, nella quale parlò del suo lavoro…riapriti cielo!
Da allora Marco Travaglio, per la sinistra italiana, diventò un mix tra Che Guevara e Garibaldi…un’icona immortale delle proprie ragioni; solo che c’era e c’è un “PERO’” grande come una casa: Odore dei SoldiMarco Travaglio si è da sempre dichiarato di Destra, la Destra Tatcheriana, ultraliberista, laica, ma sostanzialmente massacratrice sociale….Bene: ora il Che Guevara liberista scrive sull’Unità. C’è più di qualcosa che non quadra: ricordate lo sketch di Antonio Albanese dallo psicologo perché non distingue la destra dalla sinistra? Ecco, a vederlo sull’Unità, mi sento nelle stesse condizioni!
Un ultraliberista sull’Unità cosa ci fa?
Parla di Berlusconi e dei suoi innumerevoli conflitti di interesse, parla degli innumerevoli conflitti di interesse della sinistra?
Perfetto…ma quand’è che potrò scornarmi con un ultraliberista?
Ma quand’è che potrò dire: “Attenti a Travaglio, che vuole privatizzare ogni cosa. Privatizzare tutto è un errore, perché lo stato c’è e deve funzionare al meglio…senza sprechi, ma al meglio…perché compito dello stato è lavorare sulla progressiva chiusura della forbice sociale…”
Quand’è che, finalmente, potrò litigarci di brutto e non solo leggere suoi interventi su conflitti di interessi e inciuci?
In conclusione: I Have another dream….Litigare con Travaglio!
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Una Risposta to “I have another dream”

  1. utente anonimo Says:

    drogati…

    marish

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