Irlanda-Inghilterra

croke-parkImpressionante. Non ci sono altre parole. Se si voleva capire che schifo di paese siamo, quanto arretrato sia il nostro humus culturale ed, infine, quanta pena possano fare quegli idioti che sfasciano stadi, città e vite umane in nome di una risbile “mentalità ultras”, bastava vedere oggi in TV la partita tra Irlanda ed Inghilterra di Rugby ed assistere allo spettacolo dato dal pubblico di Dublino. Per cominciare è noto che non è mai una partita normale un match tra i verdi ed i Lions. Ma quella di oggi lo era ancora di meno essendoci di mezzo dei rimandi semplicemente grandiosi. La location per partire: il mitico Croke Park di Dublino. Un nome per noi italiani praticamente sconosciuto ma in realtà uno dei più grossi impianti di tutta Europa. Uno stadio stupendo con una storia fatta di sangue e di onore tipicamente irlandesi. Qui nel 1920, nel pieno dei caotici giorni della Rivoluzione Irlandese, quei simpaticoni dei soldati di Sua Maestà entrarono in campo e, sparando sulle tribune (così per fare qualcosa…), massacrarono 14 tifosi innocenti. Quel giorno (con una decisione dura e idealistica che noi italiani, amanti delle amnistie e degli indulti da quattro soldi non possiamo capire) fu deciso che a Croke Park non avrebbero messo più piede giocatori che praticassero sports inglesi. Via quindi Rugby e Calcio e spazio solo al Footbal Gaelico. Fino a quest’anno. Infatti lo storico e bellissimo tempio del rugby irlndese, Lansdowne Road, è in ristrutturazione e, quindi, quest’anno al Six Nations la nazionale d’Irlanda ha traslocato, per le partite casalinghe, proprio al Croke Road. E proprio lì era in programma la sfida con gli odiati inglesi. Una partita attesissima come capirete. Dopo quasi un secolo la squadra inglese faceva il suo ingresso sul luogo del misfatto. Mentre guardavo le immagini già pregustavo, da italiano beota quale in fondo sono, la salve dei fischi e gli insulti continui al momento dell’inno inglese. In fondo se lo meritavano. Noi ci saremmo comportati così.
E invece. Invece il pubblico irlandese ha ascoltato lo stesso inno dei soldati occupanti del 1920 in rispettosissimo silenzio ed, alla fine (la cosa più impressionante…), ha applaudito.
Un lungo, sportivo e sereno applauso.
Da arrossire dalla vergogna per i prossimi cento anni….

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