Archive for febbraio 2007

Ciao Giorgio

28/02/2007

880454967XNon lo vedevo da un po’ in televisione. Pensavo fosse una sorta di "esilio autoimposto" dopo le torbide vicende moggiane di questa estate in cui incidentalmente era stato fatto il suo nome. Invece no. Stava male. E ora non c’è più.

Era bravo, Giorgio Tosatti. Uno dei pochi, uno degli ultimi, forse l’unico che basasse le sue analisi calcistiche su uno straccio di dato di fatto: le statistiche. Altri (Mosca e quegli sgangherati cialtroni che bivccano a Controcampo o altrove) continuano a parlare per assiomi o per verità rivelate. Lui in due minuti esponeva una teoria e la suffragava con numeri. Potevi non condividere l’interpretazione. Ma dovevi produrre altri dati di fatto a confutazione. Non attaccarti alla fede o al paranormale.

Me lo ricorderò per tre cose fondamentali. Una futile, ma esemplare. In un diverbio con Pistocchi (!) sulla moviola, il nostro fu costretto a replicare all’ironia grossière del tronfio pupazzetto, che sferzante disse "Ma certo, signor Tosatti! Da lei sempre lezioni di giornalismo…", con un semplice, adorabile, professorale "Pistocchi…non faccia il bambino!" Pistocchi è ancora con noi, D’Aguanno e Tosatti no. Poi dicono che c’è giustizia.

La seconda è divertente. Anni fa l’ho incontrato in una discoteca del centro di Roma (non dirò quale). Giuro. Poco prima di lui era entrato Amedeo Goria, reduce dalla separazione con Maria Teresa Ruta, accompagnato da una bionda che avrà avuto non più di 20 anni e con la qule ha "pomiciato" su un divanetto tutta la sera. Tosatti gli è passato accanto più volte, sempre rigorosamente facendo finta di non vederlo. Al massimo lanciando lì la coda dell’occhio. Non pensavo che uno come lui (Tosatti intendo) amasse le discoteche. Goria continuerà ad andarci. Poi dicono che c’è giustizia.

La terza è quella più romantica. Leggete il libro che ha scritto "Tu chiamale, se vuoi, emozioni". Ci troverete impietose analisi del degrado del nostro calcio, a cominciare dal putridume in cui sono sprofondati i nostri stadi, già vecchi appena ristrutturati nel 1990 rispetto ai gioielli di Inghilterra, Francia, Germania e Spagna, e dall’abiezione in cui si dibatte lo spetttatore medio (ultrà o ultras compreso) italiano. Ci troverete però anche spunti commoventi. A cominciare dalla copertina, che ritrae Valentino Mazzola allacciare gli scarpini del piccolo figlio Sandro. Quando Tosatti glielo ha regalato in una puntata della Domenica Sportiva, Sandro Mazzola piangeva come un bambino. Piangeva perché ricordava il papà, morto con il grande Torino a Superga il 4 maggio 1949. E perché sapeva che anche il papà di Tosatti era morto in quell’incidente.

Poi dicono che c’è giustizia.

 

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Oscar al Maestro

26/02/2007

Verrebbe voglia di dire basta con le parole. In questi giorni se ne sono sentite anche troppe, un continuo: "un premio meritato!", "Troppo tardivo!" e via dicendo…
Nulla di sbagliato per carità, ma in fondo… ma chi se ne frega? 
Chi ha dovuto attendere l’Oscar per accorgersi del valore di questo mito non merita nemmeno di rimanere in vita. Il musicista italiano più importante degli ultimi 50 anni, insieme ai Kraftwerk ed ai Clash il più influente in assoluto sulla musica contemporanea (pensate ai "grandiosi" Radiohead e a quanto hanno saccheggiato la sua opera nei loro ultimi dischi). Un uomo vero, un personaggio serio, preparato e con quella tracotanza da romanaccio assolutamente irresistibile…
E allora? Allora basta con le stronzate ed adesso se la goda maestro. E ci permetta di ricordare con nostalgia (anche se lei non ama essere ricordato solo per "quei" film) di quando, in tempi migliori, poteva capitare che si incontrassero dei geni così…
sergio leone,ennio morricone-1985-01

Iggy and the Stooges

25/02/2007

E poi si dice in giro che uno se ne vuole andare…
Pensate a Repubblica online o al Corriere…
Fatelo. Fatevi del male. Perchè, mentre voi (anche per colpa loro…) continuerete a pensare che la musica moderna sia nata con De Gregori, il più grande giornale del mondo dedica una strabiliante review al gruppo più influente della storia del Rock (si lo so insieme ai Velvet Underground ma questa è un’altra storia…). Signore e Signori: Iggy and the Stooges!!!
Fantastici. Basta sentire una delle loro canzoni (le mie preferite? Search and Destroy, I Wanna be Your Dog, No Fun, potrei continuare per ore…). O sennò guardate questo video di uno straordinario spezzone di un concerto del 1970 (peraltro genialmente linkato dallo stesso articolo…) e non vi può non venire in mente quanto fossero incosapevolmente avanti questi 4 luridi avanzi di galera.
Guardate Iggy a vent’anni. Capelli corti, guanti di pelle, a torso nudo, con sul corpo le ferite dei vetri delle bottiglie di birra piene che gli volavano addosso. Guardatelo come, senza paura e speranza alcuna di uscirne vivo, si butta  tra il pubblico con l’unico intento di prenderle, di darle e di sfasciare tutto prima che arrivi il nulla degli anni ’70 (il reflusso, l’eroina…). Sullo sfondo i fratelli Asheton con i loro grossi difetti di comunicabilità ed, oggi come allora, con quei tremendi Ray-Ban alla Venditti a coprire lo sguardo vuoto.
No. Non sono un gruppo per tutti, gli Stooges.
Ma chi li conosce ha proprio un altro passo.

Irlanda-Inghilterra

24/02/2007

croke-parkImpressionante. Non ci sono altre parole. Se si voleva capire che schifo di paese siamo, quanto arretrato sia il nostro humus culturale ed, infine, quanta pena possano fare quegli idioti che sfasciano stadi, città e vite umane in nome di una risbile “mentalità ultras”, bastava vedere oggi in TV la partita tra Irlanda ed Inghilterra di Rugby ed assistere allo spettacolo dato dal pubblico di Dublino. Per cominciare è noto che non è mai una partita normale un match tra i verdi ed i Lions. Ma quella di oggi lo era ancora di meno essendoci di mezzo dei rimandi semplicemente grandiosi. La location per partire: il mitico Croke Park di Dublino. Un nome per noi italiani praticamente sconosciuto ma in realtà uno dei più grossi impianti di tutta Europa. Uno stadio stupendo con una storia fatta di sangue e di onore tipicamente irlandesi. Qui nel 1920, nel pieno dei caotici giorni della Rivoluzione Irlandese, quei simpaticoni dei soldati di Sua Maestà entrarono in campo e, sparando sulle tribune (così per fare qualcosa…), massacrarono 14 tifosi innocenti. Quel giorno (con una decisione dura e idealistica che noi italiani, amanti delle amnistie e degli indulti da quattro soldi non possiamo capire) fu deciso che a Croke Park non avrebbero messo più piede giocatori che praticassero sports inglesi. Via quindi Rugby e Calcio e spazio solo al Footbal Gaelico. Fino a quest’anno. Infatti lo storico e bellissimo tempio del rugby irlndese, Lansdowne Road, è in ristrutturazione e, quindi, quest’anno al Six Nations la nazionale d’Irlanda ha traslocato, per le partite casalinghe, proprio al Croke Road. E proprio lì era in programma la sfida con gli odiati inglesi. Una partita attesissima come capirete. Dopo quasi un secolo la squadra inglese faceva il suo ingresso sul luogo del misfatto. Mentre guardavo le immagini già pregustavo, da italiano beota quale in fondo sono, la salve dei fischi e gli insulti continui al momento dell’inno inglese. In fondo se lo meritavano. Noi ci saremmo comportati così.
E invece. Invece il pubblico irlandese ha ascoltato lo stesso inno dei soldati occupanti del 1920 in rispettosissimo silenzio ed, alla fine (la cosa più impressionante…), ha applaudito.
Un lungo, sportivo e sereno applauso.
Da arrossire dalla vergogna per i prossimi cento anni….

La notte porti consiglio al Presidente…

24/02/2007

A parte il freudiano richiamo alla castità e al matrimonio in chiesa, il resto è caustico ma fa sorridere…

Andrea’s version

Facciamo così. Se voi ci date la Tav, il ponte di Messina, l’abbassamento dell’Irpef, l’abolizione del divorzio, la chiusura dello stretto di Ormuz, il bombardamento di Teheran, sia pure col no di Turigliatto, se ci date Ronaldo alla Sampdoria, Ronaldinho al Milan, il Gratta e Vinci con la garanzia, il mantenimento dello scalone, il perfezionamento a destra della legge Biagi e un mutuo ciascuno per la casa; se vi sposate tutti in chiesa e fate cinque figli a testa, poi li battezzate e gli fate fare una bella comunione ciascuno, con annessa cresima, poi li preservate casti fino a quando non si sposano in chiesa a loro volta; se la piantate di menarcela con Muhammad Yunus (“il banchiere dei poveri che scommette sulla trasparenza”) e con Rigoberta Menchù (“l’india maya eroina tercermundista del pianeta”); se ci date i Tornado per l’Afghanistan, un posto di lavoro adeguato per la Giovanna Melandri, l’abolizione dei finanziamenti al nuovo cinema italiano e se ci consegnate Corrado Augias, vivo, allora noi vi diamo il senatore Follini definitivo, Pistorio in prestito e De Gregorio solo per la Champion’s.

…gentilmente offerta da Il Foglio.it…

Sottile ed esaustiva analisi della crisi

23/02/2007

Da Vincino su "Il Foglio". Forse un po’ demagogica, forse un po’ populista. Sicuramente molto italiana.

falcepoltrona

Annarella

17/02/2007

Un video che non poteva mancare…
la più bella canzone del repertorio del più grande gruppo italiano.
In certe parti il video (molto anni ’80…) è semplicemente commovente: Ringo De Palma, Maroccolo giovane e capellone, Giovanni Lindo con la cresta… e poi c’è lei: Annarella. Bellissima soubrette. Unica, vera e propria rappresentazione di tutte le nostre donne a cui chiedere implorando di "non dire una parola che non sia d’amore"…

Reduce

16/02/2007

Giovanni_Lindo_Ferretti.tif.bigCercare di recensire questo libro e di converso discutere del “personaggio” Giovanni Lindo Ferretti è cosa tremendamente complicata. Cantante e leader maximo dei CCCP-Fedeli alla Linea, indistruttibile ed apparentemente incorruttibile icona della sinistra italiana il nostro eroe, da un pò di anni, ha commesso il peggior reato immaginabile in questo merdoso paese: si è  impunemente permesso di cambiare idea. Incredibile. Da anni oramai si levano cori di sdegno sulle sue affermazioni… la guerra in Jugoslavia? giusta. I disordini di Genova? naturale sbocco di una sinistra dalle capacità politiche di un Opossum e per definizone destinata al suicidio collettivo. Benedetto XVI? l’unica guida ideologica e morale di questo fine secolo. Elezioni 2006? voterò destra.
Lo avete capito. E’ un bel guaio. Se lo si difende (provaci soltanto…) ti ritrovi addosso la nomea di revisionista dell’ultima ora. Allora che lo si massacri. Non sarei solo ma già sono depresso e sai che palle passare come uno dei tanti esponenti della nostra sinistra malmostosa che “denuncia il tradimento” ed “il voltafaccia inspiegabile”. Insomma un bel casino. Ma nemmeno tanto. In fondo Ferretti non è mai stato uno normale. É un mito certo ma strano, sfuggente. Un personaggio che, in tempi meno superficiali, si sarebbe detto problematico e che ha dovuto cronicamente fare i conti con il suo “personaggio”. Non che sia la cosa più drammatica del mondo (c’è gente che non ha lavoro…) ma questo non ha aiutato a comprenderlo appieno. Parlo anche per me. Nel 1994 ero ad uno dei primi concerti dei C.S.I. a Roma (location meravigliosa: il parco di Castel Sant’Angelo) e mi ricordo l’ambiente tra pugni alzati (c’era pure il mio…) e inni russi. I CCCP erano appena scomparsi ma rimanevano (e rimangono, non ci sono santi!) la più grande esperienza della musica pop italiana. L’unico gruppo “credibile” che non puzzasse di Clash “all’italiana” o di Bob Dylan “dei noantri”. Eppure lui, in questo baillame di glorificazione, da tempo si scherniva ricordando che dalla Autonomia Operaia lo avevano cacciato (una nota di merito?) e che i CCCP non erano un gruppo comunista ma filosovietico (differenza non da poco? non è così, furono molto di più di un qualsiasi gruppo militante). Adesso siamo al punto di partenza. I C.S.I. sono finiti (dopo averci regalato almeno un disco di assoluto valore: Linea Gotica). Ci sono i P.G.R. (non so come siano e che musica facciano ma non è colpa loro, ascolto altro) e Giovanni Lindo ha appena scritto questo libro ostico che si chiama Reduce e che ha già comportato un fiume di polemiche. Il mito della post-new wave italiana che esalta Benedetto XVI? Lo stesso autore di Palestina (“scaraventata terra mai stata Israele”) che esalta la missione degli Ebrei in Israele?  Ma come può essere? Ma non si vergogna? Io mi sono rasato i capelli per assomigliargli. Io ho sognato di cantare a tutte le mie donne Annarella per farle comprendere il mio male di vivere…
Insomma dove è sta il problema in Ferretti? Molto semplice. Il problema siamo noi. Siamo noi che abbiamo bisogno di eroi che si sbattono al posto nostro (quanti stronzi che in questi anni si sono appropriati del nome di Carlo Giuliani…). Siamo noi soprattutto che, dal nostro pulpito di sinistra, non sappiamo riconoscere ai nostri avversari politici il diritto di mostrare il proprio pensiero. Siamo noi infine che non ci facciamo i cazzi nostri e pretendiamo di insegnare ad uno come Ferretti ciò che non è giusto pensare.
Il libro comunque non è male. Non è un capolavoro ma ha la particolare qualità di essere un libro sincero. Si va bene, c’è il particolare insignificante che non condivido almeno il 70 per cento delle cose che dice ma non importa. Giovanni è un uomo vero. E sta facendo semplicemente un viaggio diverso dal nostro (gli auguro ogni bene di tutto cuore… il mio, di viaggio, fa schifo!).

P.S. Giovanni caro, un’ultima cosa: se passi da queste parti facci uno squillo. Un posto a tavola per te lo si libera sempre.

A volte ritornano

14/02/2007
zombieSiamo appena venuti a conoscenza di un attentato ordito dalle Brigate Rosse prontamente e perentoriamente sventato dalla magistratura. Obbiettivi? I soliti! Un giuslavorista, qualche strumento mediatico e qualche uomo politico.
Genera una tristezza profonda pensare che nell’Italia del 2007, delle sfide globali ci sia ancora chi pensa in modo così provinciale e criminale ad una “lotta” politica che ruoti intorno alle armi da fuoco e che limiti i propri obbiettivi agli angusti confini nazionali…genera una profonda tristezza pensare che più di qualcuno di quei terroristi arrestati ai tempi dei veri anni di piombo non era nemmeno nato…genera, altresì, ancora più imbarazzo, invece, notare come  per la classe dirigente di questo Paese, che ai tempi degli anni di piombo era attivissima, il tempo non sia passato affatto….oggi come allora la risposta è un’univoca condanna (giustissima) e basta!
Nessuno che si sforzi di capire per quale motivo quegli eventi, così lontani nel tempo e nei contesti culturali e politici, ancora esercitino una certa forza di fascinazione….forse perché la risposta esiste ed è scomoda: si sta scivolando verso un bipartitismo di facciata, un sistema politico nel quale le forze in campo dovranno (e in parte già lo sono) essere non più di due, e possibilmente dovranno pure mettersi d’accordo…in pratica un monopartitismo!
Non esiste più una vera opposizione sociale, tutto l’arco costituzionale è lo specchio di una borghesia impaurita e incapace di reagire alle sfide provenienti dal mondo attuale, non c’è un movimento che sia uno in grado di fornire risposte nette e alternative, anche, al limite, di regalare un sogno, di far baluginare l’idea che, alla fine di un percorso foss’anche tortuoso, il mondo sarà migliore.
Allora ci si aggrappa a tutto e in questo tutto ci può essere lo spazio per chi decide di dare seguito agli istinti intestinali, di riprendere una P38 polverosa e sognare di sparare, chi immagina di aprire un furgoncino con lo sportello laterale e scendere con in mano una mitragliatrice e il volto coperto da un passamontagna….magari indossando un bel paio di Jeans a zampa di elefante!
Ma quel tempo è tramontato per sempre, ora come ora non ha alcun senso parlare di guerriglia urbana, ora che le città tendono a sparire; non ha più senso portare in piazza le bandiere del nemico anti-USA, perché non abbiamo più a che fare con il Vietnam del Nord di Ho Chi Min, ma con gli islamofascisti dell’Asia centrale; non ha più senso porsi a capo del movimento operaio italiano, perché gli operai, ora, stanno altrove…purtroppo non ha nemmeno troppo senso entrare in CGIL per coprirsi, perché le categorie da proteggere e dalle quali sarebbe logico trovare proseliti la CGIL non sanno nemmeno cosa sia: nei Call Centre di oggi non c’è la benché minima traccia di attivismo e coscienza politica, lo scopo è solo una soddisfazione personale fatta di beni effimeri di consumo, nemmeno il mutuo, la necessità di aumentare la disponibilità economica per fronteggiare imprevisti o spese eccezionali…No, nemmeno uno straccio di coscienza civile…quindi mi chiedo: che senso ha riesumare le BR, Seconda Posizione e similari oggi?
Forse solo per permettere ai solerti Yes Men del Nano di Arcore di strombazzare il libro di raccolta degli insulti contro Berlusconi?
Un pamphlet raccolto in malafede solo per spargere qualche lacrima e permettere a Frottolo di sconfiggere “I Comunisti, amici dei Froci, collusi con i magistrati, nota categoria di disturbati mentali e geneticamente inferiori, nonché alleati con qualche eurodeputato tedesco, turista della democrazia e ottimo interprete per il ruolo di Kapò in una fiction sui lager…”  

Si riparte……

13/02/2007
Capitan NeotonIl giorno della candelora rimanemmo tutti allibiti davanti alla televisione, raccapricciati da quanto stava succedendo a Catania e da tutto quello che ne è seguito….quante chiacchiere, quanto sociologismo da strapazzo.
Ma poi, puntuale come una cambiale, è arrivato il momento di “ripartire”, quasi come se il mondo del calcio avesse detto: “Ok, adesso abbiamo adempiuto al dovere di commuoverci, ora possiamo ripartire, come se nulla fosse successo!”
E invece no, qualcosa è successo: non solo la morte di un padre di famiglia che per 1200 euro al mese rischia la vita….e in alcuni casi la perde pure.
No è successo qualcosa di peggiore: Filippo Raciti è morto per servire una Repubblica che non perde occasione per delegittimarne il lavoro!
Chi scrive non è propriamente un reazionario militarista, tutt’ altro; anzi, personalmente, ritengo che spesso e volentieri la polizia disonori la divisa che indossa, porti vergogna e ignominia allo stato italiano: quando consente l’apologia del fascismo, quando maschera e camuffa le prove per incastrare innocenti (come ad esempio è successo a Genova nel 2001); ma ciò non toglie che il lavoro delle forze dello Stato, in quanto tali, debba sempre, dallo Stato e da chi lo rappresenta e amministra, essere rispettato, in tutto e per tutto.
Allora, mi chiedo, perché indignarsi, scandalizzarsi per la morte di Raciti quando il lavoro di migliaia e migliaia di poliziotti e carabinieri viene regolarmente mandato a monte con l’Indulto, con l’Amnistia, con i Condoni Tombali, con Ex Premier che gridano alla dittatura solo perché il governo ha deciso di applicare norme che rendano più difficile l’evasione fiscale?
Certo, si dirà, nessuno ha ucciso nessuno! Ma cosa cambia?
La delinquenza non è delinquenza? E evadere le tasse non è delinquenza? E organizzare una manifestazione nella quale si grida allo scandalo per l’obbligo per i liberi professionisti di registrare e rendere tracciabile ogni singola parcella, non è ugualmente un reato….nella fattispecie “Apologia di Reato?”….e allora di cosa stiamo parlando? Chi, oggi, 13 Febbraio 2007, ha la faccia e la rispettabilità di andare da quelle belve che hanno ucciso Raciti, e da tutti quegli altri imbecilli che ne hanno fischiato la memoria e dire: “Tu devi comportarti bene, rispettare le leggi e le persone….come faccio io!”
“Io”….io chi?
Antonio Mataresse e i suoi fratelli, Franco Carraro, Adriano Galliani, la Juventus, Silvio Berlusconi, Rosella Sensi, Claudio Lotito, i fratelli Della Valle? Chi? Moratti, l’ostentatore di scudetti mai vinti, e patteggiatore del passaporto falso di Recoba? O, forse, quel Pulvirenti che dopo Roma-Catania 7-0 disse che per il ritorno avrebbe preparato una bella vendetta, e intanto rasserenò il clima bruciando pubblicamente la maglietta che Simone Perrotta aveva regalato all’ex romanista Lorenzo Stovini? Oppure, che ne so, il pluri deferito e pluri inibito Pozzo dell’Udinese che ha il vizietto di taroccare i passaporti? O magari i tanto simpatici presidenti della provincia, come Spinelli….quello che rimpiange la GEA e Moggi, quello che prese in prestito Mutu dalla Juventuspur sapendo che non lo avrebbe mai potuto schierare; o magari De Luca del Siena, quello che, senza complimenti, mandò via il Direttore Generale, dopo 25 anni, perché aveva osato vendere Taddei alla Roma, quando Taddei era già stato promesso, per un prezzo inferiore, alla Juventus, in cambio di qualche ex giocatore in disarmo? E quanti altri se ne potrebbero citare….pensate anche ad una sola squadra e scoprirete di quale schifezza i dirigenti si sono macchiati….
In quel marasma di inizio Febbraio solo una persona aveva il carisma morale di dire Stop! E lo ha detto….e nessuno ha potuto anche solo pensare di contestarlo, nemmeno quelle teste di minchia che hanno fischiato la memoria di Filippo Raciti….e quest’uomo, dalla moralità superiore (o semplicemente presente) è Luca Pancalli, il commissario straordinario della FIGC….sarà un caso che per esperienza proviene dalla scherma?
 
Comunque, tanto per non farci mancare nulla, ho voluto caricare un’immagine tipica della preparazione atletica di Cannavaro…."Capitan Neoton"!